Giornata mondiale salute mentale. Prima del Covid quasi un miliardo di persone aveva problemi, con la pandemia ansia e depressione aumentati del 25%. E secondo un’indagine oggi la salute mentale preoccupa più del cancro

Giornata mondiale salute mentale. Prima del Covid quasi un miliardo di persone aveva problemi, con la pandemia ansia e depressione aumentati del 25%. E secondo un’indagine oggi la salute mentale preoccupa più del cancro

Giornata mondiale salute mentale. Prima del Covid quasi un miliardo di persone aveva problemi, con la pandemia ansia e depressione aumentati del 25%. E secondo un’indagine oggi la salute mentale preoccupa più del cancro
Si celebra oggi la giornata istituita nel 1992 dalla Federazione Mondiale per la Salute Mentale (WFMH) e riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. La pandemia ha creato una crisi globale per la salute mentale, alimentando stress a breve e lungo termine e minando la salute mentale di milioni di persone. Un’indagine Ipsos, condotta in 34 paesi tra cui l’Italia, certifica che per la prima volta la salute mentale supera il cancro e diventa il secondo problema di salute percepito a livello internazionale, subito dopo il Covid-19.

Si celebra oggi la Giornata Mondiale della Salute Mentale (World Mental Health Day), un’iniziativa istituita nel 1992 dalla Federazione Mondiale per la Salute Mentale (WFMH) e riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Ogni anno viene portato all’attenzione un aspetto diverso relativo alla Salute Mentale. Per il 2022 è stato scelto il tema “Rendere la salute mentale e il benessere di tutti una priorità globale” (Make Mental Health & Well-Being for All a Global Priority), perché in un mondo scosso dagli effetti della pandemia, delle guerre e dell’emergenza climatica, il benessere di tutti deve essere prioritario.

Già prima della pandemia nel 2019 si stimava che una persona su otto nel mondo (pari a circa 960 milioni di persone) convivesse con un disturbo mentale. Allo stesso tempo, i servizi, le competenze e i finanziamenti disponibili per la salute mentale continuano a scarseggiare e sono molto al di sotto di quanto necessario, soprattutto nei paesi a reddito medio e basso, sottolinea oggi l’Oms.

La pandemia ha creato poi una crisi globale per la salute mentale, alimentando stress a breve e lungo termine e minando la salute mentale di milioni di persone. Le stime calcolano un incremento sia dei disturbi d’ansia che di quelli depressivi di oltre il 25% durante il primo anno della pandemia. 

Allo stesso tempo, i servizi di salute mentale sono stati gravemente interrotti e il divario terapeutico per le condizioni di salute mentale si è ampliato.

Le crescenti disuguaglianze sociali ed economiche, i conflitti prolungati, la violenza e le emergenze di salute pubblica colpiscono intere popolazioni, minacciando il progresso verso un miglioramento del benessere, osserva ancora l’Oms.

Senza contare che stigma e discriminazione continuano a essere una barriera all’inclusione sociale e all’accesso alle cure adeguate.

I governi hanno un ruolo da svolgere, sottolinea  la Federazione Mondiale per la Salute Mentale e la collaborazione tra governi, cittadini e pianificatori va rafforzata.

L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) adottata alla 70a sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 2015 non può essere raggiunta se non facciamo un investimento significativo per migliorare il benessere mentale di tutti, osserva ancora la Federazione che ricorda come la pandemia abbia dimostrato che molti sistemi sanitari sono mal preparati ad affrontare non solo l’impatto fisico ma anche quello derivante dai problemi di salute mentale che una crisi sanitaria e sociale come quella provocata dal Covid possono provocare.

I datori di lavoro generalmente sono impreparati e non c’è cultura sulla salute menatale nei luoghi di lavoro compresi gli ambiti di lavoro sanitario dove la salute mentale e il benessere di molti operatori sanitari, di assistenza sociale in prima linea sono stati colpiti dalla pandemia

Abbiamo bisogno di un nuovo patto per la salute mentale, conclude la Fedrazione che chiede, oltre all’impegno dei Governi anche un rafforzamento del ruolo della società civile.

L’indagine Ipsos: “La salute mentale preoccupa più del cancro”. In occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale 2022, l’Ipsos ha svolto un’indagine condotta in 34 paesi tra cui l’Italia allo scopo di esaminare le opinioni dei cittadini riguardo la salute mentale.

Gli argomenti trattati comprendono il rapporto con il benessere mentale e fisico, il modo in cui si parla dei problemi di salute mentale e le percezioni in merito all’importanza attribuita dal sistema sanitario del proprio Paese.

Ecco alcuni dei principali risultati emersi:

  • Per la prima volta la salute mentale supera il cancro e diventa il secondo problema di salute percepito a livello internazionale, subito dopo il Covid-19.
  • Il 55% degli italiani dichiara di pensare spesso al proprio benessere mentale, in aumento di 4 punti rispetto al 2021.
  • L’80% degli italiani afferma che la salute mentale e fisica siano ugualmente importanti, ma è il 40% a percepire che il sistema sanitario le attribuisca la stessa importanza.
  • Il 41% degli italiani sostiene che il sistema sanitario si concentri maggiormente sulla salute fisica, anche se soltanto per il 6% quest’ultima ha un’importanza superiore rispetto alla salute mentale.
  • In generale, i problemi di salute mentale sono avvertiti maggiormente dai più giovani, dalle donne e dalle famiglie a basso reddito.

Percezione del problema di salute più importante da affrontare nel proprio Paese (Indagine internazionale Ipsos 2022)

10 Ottobre 2022

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