Hiv/Aids. Report 2012: 3.853 nuove diagnosi. Meno casi tra gli stranieri. I dati dell’Iss

Hiv/Aids. Report 2012: 3.853 nuove diagnosi. Meno casi tra gli stranieri. I dati dell’Iss

Hiv/Aids. Report 2012: 3.853 nuove diagnosi. Meno casi tra gli stranieri. I dati dell’Iss
L’incidenza è stata di 6,5 nuovi casi ogni 100.000 residenti. Più della metà delle nuove diagnosi sono state registrate in Lombardia (27,6%), Lazio (14,5%) ed Emilia Romagna (10,4%). I casi tra gli stranieri sono stati 991 contro i 1.145 del 2011. Ma resta alta la percentuale di diagnosi tardiva, che sfiora il 57%. I dati del Centro Operativo Aids dell’Iss.

Quasi 57 mila nuove diagnosi di infezione da Hiv nel periodo 1985-2012. Nel 2010 sono state 3.948, nel 2011 sono state 3.752, nel 2011 sono state 3.853, con un incidenza del 6,5 ogni 100.000 residenti. I dati arrivato dall’ultimo bollettino del Centro Operativo Aids dell’Iss, che sottolinea come, nel 2012, più della meta delle segnalazioni sono pervenute da tre regioni: Lombardia (27,6%), Lazio (14,5%) ed Emilia-Romagna (10,4%).
Quanto all’età della diagnosi, nel 2012 la classe più rappresentata è stata quella 30-39 anni (33,0%). Le nuove diagnosi di Hiv hanno riguardato 3.041 uomini e 810 donne (in due casi il sesso non è stato precisato).

Dalla metà degli anni ’80 a oggi la distribuzione dei casi per modalità di trasmissione ha subito un notevole cambiamento: la proporzione di IDU (cioè tra i tossicodipendenti) è diminuita dal 76,2% nel 1985 al 5,3% nel 2012, mentre sono aumentati i casi attribuibili a trasmissione sessuale. In particolare, i casi attribuibili a trasmissione eterosessuale sono aumentati dall’1,7% nel 1985 al 42,7% nel 2012 e i casi attribuibili a trasmissione tra MSM (uomini che fanno sesso con gli uomini) nello stesso periodo sono aumentati dal 6,3% al 37,9%. Nel 2012 la modalità di “trasmissione verticale” (cioè da madre incinta a figlio) ha contribuito per lo 0,2% del totale dei casi segnalati e quella “sangue e/o derivati” per lo 0,3%.

Il rapporto sottolinea come, peraltro, il numero delle nuove diagnosi di infezione da Hiv in MSM sia cresciuto del 18,7% tra il 2010 e il 2012, mentre sia diminuito il numero delle nuove diagnosi di infezione da HIV in maschi eterosessuali del 7%, in femmine eterosessuali del 15,7% e in IDU del 20,9%, nello stesso periodo.

Quanto al capitolo stranieri, la proporzione di questi tra le nuove diagnosi di infezione da HIV e aumentata dall’11% nel 1992 a un massimo di 32,9% nel 2006; nel 2012 era del 25,7%, con un numero assoluto di casi inferiore rispetto al 2011 (991 contro 1.145). Nel 2012 la distribuzione per area geografica di provenienza mostra che il 47,2% di stranieri con una nuova diagnosi di infezione da HIV proveniva dall’Africa, il 25,6% dai Paesi dell’Europea centrale e orientale, il 20,2% dall’America meridionale, il 4,8% dall’Asia. Nel 2012, il 59,9% dei casi in stranieri era costituito da maschi e la classe di età più rappresentata era 30-34 anni per i maschi (17,0%) e 25-29 anni per le donne (18,3%).

Nel 2012, tra gli stranieri, i rapporti eterosessuali rappresentavano la modalità di trasmissione più frequente: il 29,7% erano maschi eterosessuali e il 33,0% erano femmine eterosessuali. Gli MSM rappresentavano il 18,2% e gli IDU il 3,3% del totale delle nuove diagnosi di infezione da HIV in stranieri.

La percentuale di persone che arrivano alla diagnosi di Hiv in uno stato di salute compromesso, i cosiddetti Late presenter, inconsapevoli di avere il virus, continua ad aumentare. Nel 2012 erano il 56,8%, di cui 37,8% in Aids.

13 Novembre 2013

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