Ictus. Per ogni incremento del 10% di malattie da trombosi, l’Italia perde mezzo punto di Pil

Ictus. Per ogni incremento del 10% di malattie da trombosi, l’Italia perde mezzo punto di Pil

Ictus. Per ogni incremento del 10% di malattie da trombosi, l’Italia perde mezzo punto di Pil
E' quanto emerge dai dati della Stroke-American Heart Association diffusi dall’Associazione per la lotta alla trombosi e alle malattie cardiovascolari. La fascia di età che subirà il più ripido incremento di queste malattie è quella compresa fra i 45 e i 64 anni. 

Per ogni  incremento del 10% di ictus e di malattie da trombosi, l’Italia perde mezzo punto di PIL. L’Europa dovrà prepararsi a spendere ogni anno da 72 a 183 miliardi di euro solo per curare le persone colpite da Ictus cerebrale: fatte le opportune proporzioni, per la sola Italia andiamo dai 12 ai 30 miliardi di euro l’anno. E’ quanto segnalano i dati di Stroke- American Heart Association diffusi dall’ Associazione per la lotta alla trombosi e alle malattie cardiovascolari. 
 
“Un costo troppo alto – sottolinea Alt in una nota – Nessun servizio sanitario sarà in grado di sostenere spese così grandi. Se poi consideriamo i costi in termini di perdita di produttività, il danno per il nostro Paese aumenta di altri  7 fino a  13  miliardi di euro. Un quadro insopportabile, per società, famiglie, imprese. Il motivo di costi così elevati si ritrova nel fatto che non sempre l’Ictus uccide:  in 90 malati su 100 lascia segni  indelebili, a livello mentale e fisico,  solo 10 persone riescono recuperare completamente le funzioni perdute a causa di un Ictus”.
 
Ma l’Ictus non è solo un mondo per vecchi. La  fascia di età che subirà il più ripido incremento di queste malattie (non solo Ictus, ma anche Infarto) è quella compresa fra i 45 e i 64 anni.  Le stime parlano di un incremento di almeno 5 punti percentuali all’anno. Parallelamente, aumenteranno diabete e obesità, vere e proprie mine per le nostre arterie, capaci di moltiplicare la probabilità di Ictus anche nei giovani, specie se associate a uno stile di vita scorretto.

“La sindrome da immortalità – sottolinea il presidente di Alt, Lidia Rota Vender –  tipica di chi non ha ancora 40 anni  non solo sta perdendo significato ma sta diventando pericolosa perché porta a sottovalutare la forza negativa dei fattori di rischio legati allo stile di vita, elementi che, invece, possono e devono essere modificati con urgenza, con un atto di intelligenza e di volontà da parte del paziente. Controllo del peso, stop al fumo, porzioni di cibo più piccole e di migliore qualità, minor consumo di alcool e droghe, più movimento: non è mai troppo presto per cominciare a prendersi cura della propria salute”.
 

02 Giugno 2014

© Riproduzione riservata

Dipendenze. Nei SerD mancano quasi 2mila professionisti, la proposta del Rapporto Oised: Case di Comunità come portale di prevenzione e primo trattamento. Risparmi fino a 222 milioni
Dipendenze. Nei SerD mancano quasi 2mila professionisti, la proposta del Rapporto Oised: Case di Comunità come portale di prevenzione e primo trattamento. Risparmi fino a 222 milioni

Nei Servizi pubblici per le dipendenze (SerD) italiani mancano 1.976 professionisti rispetto agli standard organizzativi previsti per l'assistenza territoriale. Una carenza che si accompagna a un secondo divario: i servizi...

Stati Uniti. Alle elezioni di Midterm i democratici conquistano Camera e Senato. E la sanità di Trump e Kennedy esce sconfitta: ecco perché
Stati Uniti. Alle elezioni di Midterm i democratici conquistano Camera e Senato. E la sanità di Trump e Kennedy esce sconfitta: ecco perché

Trump ha perso. I democratici hanno ripreso Camera e Senato, e il presidente degli Stati Uniti entra negli ultimi due anni di mandato da ‘anatra zoppa’. Ma il voto di...

Obesità. Efpia: “La politica non pensi solo alla prevenzione. Investire e allinearsi alla scienza”
Obesità. Efpia: “La politica non pensi solo alla prevenzione. Investire e allinearsi alla scienza”

“La questione non è più se l'obesità meriti un trattamento. La questione è se i nostri sistemi sanitari siano pronti ad allineare le politiche alla scienza”. Se lo chiedono Paulina...

Clima e salute. Oms: sei interventi potrebbero salvare 1,6 milioni di vite ogni anno e generare benefici economici per migliaia di miliardi
Clima e salute. Oms: sei interventi potrebbero salvare 1,6 milioni di vite ogni anno e generare benefici economici per migliaia di miliardi

Sistemi di allerta per i rischi sanitari legati al caldo, servizi di acqua potabile resilienti ai cambiamenti climatici, servizi igienico-sanitari di base, strutture per l’igiene e il lavaggio delle mani,...