Indagine Eurispes. Italiani divisi verso il Ssn: al Nord-Ovest 7 su 10 sono soddisfatti, al Sud lo boccia il 73,6% dei cittadini

Indagine Eurispes. Italiani divisi verso il Ssn: al Nord-Ovest 7 su 10 sono soddisfatti, al Sud lo boccia il 73,6% dei cittadini

Indagine Eurispes. Italiani divisi verso il Ssn: al Nord-Ovest 7 su 10 sono soddisfatti, al Sud lo boccia il 73,6% dei cittadini
Sono i servizi sanitari delle regioni del Nord-Ovest quelli più apprezzati dagli italiani, seguiti da quelli del Nord-Est (56,3% di soddisfazione). Del tutto diversa la situazione al Centro-Sud: i giudizi positivi si fermano a poco più di un terzo al Centro (34%, a fronte del 65,9% dei negativi), al 27,6% nelle Isole (72,4% negativi) ed al 26,4% al Sud (73,6% negativi). Sono le lunghe liste d’attesa a creare più disagi (75,5%). SINTESI DEL RAPPORTO

Il 54,3% dei cittadini italiani non è soddisfatto del Sistema sanitario, contro il 45,6% di chi si dice soddisfatto. Dal 2010 il livello di gradimento è simile: i giudizi positivi erano più bassi (41,7%), quelli negativi più alti di 15 punti, rileva l'Eurispes nel suo Rapporto Italia 2017 presentato oggi.
 
Sono le lunghe liste d’attesa a creare più disagi (75,5%). Nel 42,2% dei casi si denunciano strutture mediche fatiscenti, nel 41,8% condizioni igieniche insoddisfacenti.
 
Oltre un terzo (34,1%) ha sperimentato errori medici. Una persona su quattro non si fida dei vaccini dell’infanzia. Oltre un italiano su 5 (21,2%) fa uso di medicinali non convenzionali (+6,7% rispetto al 2012). La rete viene spesso usata (47,7%) per cercare informazioni sui propri disturbi di salute, soprattutto dai giovanissimi di 18-24 anni (64,4%). Questi dati più significativi dell'indagine.
 
Al Nord-Ovest comunque prevale nettamente la soddisfazione (70,3%), che ottiene la maggioranza anche al Nord-Est (56,3%). Del tutto diversa la situazione al Centro-Sud: i giudizi positivi si fermano a poco più di un terzo al Centro (34%, a fronte del 65,9% dei negativi), al 27,6% nelle Isole (72,4% negativi) ed al 26,4% al Sud (73,6% negativi).
 
La metà del campione (50,5%) per le cure specialistiche e/o interventi chirurgici preferisce generalmente rivolgersi agli ospedali pubblici, mentre il 25,7% predilige invece gli ospedali privati; il 23,8% sottolinea, d’altra parte, di non potersi permettere le cure private. Il disagio più frequente segnalato dai cittadini sono le lunghe liste di attesa per visite/esami medici (75,5%).
 
Oltre la metà (53,2%) ha dovuto attendere troppo per interventi chirurgici, quasi la metà (48,9%) indica una scarsa disponibilità del personale medico ed infermieristico. Nel 42,2% dei casi si denunciano strutture mediche fatiscenti, nel 41,8% condizioni igieniche insoddisfacenti. Oltre un terzo (34,1%) di quanti si sono rivolti alla sanità pubblica ha sperimentato errori medici.
 
Nell’ultimo anno il 31,9% dei cittadini ha rinunciato alle cure dentistiche a causa dei costi eccessivi, il 23,2% a fisioterapia/riabilitazione, il 22,6% alla prevenzione e il 17,5% ha sacrificato persino medicine e terapie.
 
Solo il 57,8%, si dice fiducioso nell’efficacia dei vaccini antinfluenzali, mentre il 73,9% si fida dei vaccini dell’infanzia (una persona su quattro invece non si fida). Oltre un italiano su 5 (21,2%) fa uso di medicinali non convenzionali (+6,7% rispetto al 2012). L’omeopatia è la cura alternativa più diffusa (76,1%). La fitoterapia si colloca al secondo posto (58,7%), seguono l’osteopatia (44,8%), l’agopuntura (29,6%) e la chiropratica (20,4%).
 
Il 47,7% del campione usa la Rete per cercare informazioni sui propri disturbi di salute. Sono i giovanissimi dai 18 ai 24 anni ad affidarsi alla Rete con maggiore assiduità alla ricerca di consigli ed informazioni mediche (64,4%).
 
Internet si usa soprattutto per capire a che cosa siano dovuti i sintomi/disturbi che si avvertono (91,5%). Molto alta risulta anche la percentuale di chi si informa online su buone pratiche/abitudini utili alla salute (79,9%). La metà (50,7%) usa la Rete per capire quali esami fare, quasi la metà (47,4%) per capire quali farmaci assumere per il proprio disturbo.
 
Fonte: Eurispes


 


 


Lorenzo Proia

26 Gennaio 2017

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