Iss: “Il 75,8% degli italiani dichiara un buono stato di salute”. Erano solo il 65,5% nel 2008. Più soddisfatti gli uomini che le donne

Iss: “Il 75,8% degli italiani dichiara un buono stato di salute”. Erano solo il 65,5% nel 2008. Più soddisfatti gli uomini che le donne

Iss: “Il 75,8% degli italiani dichiara un buono stato di salute”. Erano solo il 65,5% nel 2008. Più soddisfatti gli uomini che le donne
Una piccola percentuale (meno del 3%), intervistati nell’ambito del sistema “Passi” dell’Iss, riferisce di sentirsi male o molto male; la restante parte degli intervistati dichiara di sentirsi “discretamente”. Gli uomini (79% vs 73% nelle donne) quelli che dichiarano di più di stare meglio. Il gradiente geografico è poco ampio e non significativo, ma al Nord Trento e Bolzano si distinguono per la più alta prevalenza di persone soddisfatte del proprio stato di salute e nel Meridione si distingue la Puglia con la più alta prevalenza di persone che si dichiara soddisfatta della propria salute.

Gran parte degli italiani percepisce bene il proprio stato di salute con un trend in cotante crescita dal 2008 al 2021 con un incremento di oltre 10 punti percentuali.

Lo certificano gli ultimi dati del sistema PASSI dell’Iss che sottolineano come si sia passati dal 65,5% di giudizi positivi del 2008 al 75.8% del 2021.

Fermandosi all’ultimo biennio in esame, il 2020-2021, risulta infatti che la gran parte della popolazione adulta italiana (quasi 76 persone su 100) lo giudica positivo dichiarando di sentirsi bene o molto bene.

Una piccola percentuale (meno del 3%) riferisce di sentirsi male o molto male; la restante parte degli intervistati dichiara di sentirsi “discretamente”.

I più soddisfatti della propria salute sono i giovani (il 91% dei 18-34enni riferisce di star bene; mentre questa quota scende a 63% fra i 50-69enni), gli uomini (79% vs 73% nelle donne), le persone con un livello socio-economico più elevato, per istruzione o condizioni economiche, i cittadini stranieri rispetto agli italiani e chi è libero da condizioni patologiche croniche fra quelle indagate da PASSI (82% vs 48% fra chi ha una diagnosi di patologia cronica).

Il gradiente geografico è poco ampio e non significativo, ma al Nord le P.A. di Trento e Bolzano si distinguono per la più alta prevalenza di persone soddisfatte del proprio stato di salute e nel Meridione si distingue la Puglia con la più alta prevalenza di persone che si dichiara soddisfatta della propria salute.

Qualità della vita
Nel biennio 2020-2021 ogni intervistato ha dichiarato di aver vissuto in media poco più di 4 giorni in cattiva salute (unhealthy days) nel mese precedente l’intervista, 2 giorni in cattive condizioni di salute fisica per malattie e/o incidenti e 2,6 giorni vissuti in cattive condizioni di salute psicologica per problemi emotivi, ansia, depressione o stress.

Poco più di un giorno al mese è stato vissuto con reali limitazioni nel normale svolgimento delle proprie attività, per motivi fisici e/o psicologici.

Il profilo socio-demografico per questo aspetto della salute riflette ed è coerente con quanto emerge dai dati sulla salute percepita: dichiarano meno giorni vissuti in cattiva salute i più giovani (3 giorni fra i 18-34enni vs 5 fra i 50-69enni), gli uomini (3 vs 5 fra le donne), le persone socio-economicamente più abbienti, per risorse economiche o istruzione e le persone libere da cronicità (3,4 vs 7,2) e mediamente i residenti nel Meridione (3 vs 5 fra i residenti del Nord).

Comunque, sottolinea l’Iss, ovunque nel Paese si osserva un trend in miglioramento, ovvero di riduzione di giorni vissuti in cattiva salute fisica e/o psicologica (unhealthy days).

Cos’è il sistema “Passi”. Il sistema di sorveglianza Passi (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia), è stato avviato nel 2006 con
l’obiettivo di effettuare un monitoraggio a 360 gradi sullo stato di salute della popolazione adulta italiana.

La sorveglianza Passi si caratterizza come una sorveglianza in sanità pubblica che raccoglie, in continuo e attraverso indagini campionarie, informazioni dalla popolazione italiana adulta (18-69 anni) sugli stili di vita e fattori di rischio comportamentali connessi all’insorgenza delle malattie croniche non trasmissibili e sul grado di conoscenza e adesione ai programmi di intervento che il Paese sta realizzando per la loro prevenzione.

17 Ottobre 2022

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