L’estate 2024 è stata la più calda di sempre. Impatto su mortalità contenuto rispetto al 2022 e di poco maggiore rispetto al 2023. I dati del Ministero della Salute

L’estate 2024 è stata la più calda di sempre. Impatto su mortalità contenuto rispetto al 2022 e di poco maggiore rispetto al 2023. I dati del Ministero della Salute

L’estate 2024 è stata la più calda di sempre. Impatto su mortalità contenuto rispetto al 2022 e di poco maggiore rispetto al 2023. I dati del Ministero della Salute
In Europa temperature record pari a +1.54°C superiori alla media climatica 1991-2020, circa 0.7°C più alte rispetto all’estate precedente. Eccesso di mortalità in tutto il periodo estivo a carico delle classi di età più anziane (85+ anni) sia al Nord (+8%) che al Centro-Sud (+9%). Complessivamente, l’estate 2024, ha avuto un impatto sulla mortalità (+2% rispetto alla media) contenuto rispetto al 2022 nel quale si è registrato un incremento complessivo del +15% sia al Nord che al Centro-Sud e leggermente maggiore rispetto al 2023 (quando si era registrato un -0.4% rispetto alla media). I RISULTATI

A livello europeo l’estate 2024 è stata la più calda di sempre, con temperature record pari a +1.54°C superiori alla media climatica 1991-2020, circa 0.7°C più alte rispetto all’estate precedente e +0.2°C in più rispetto al 2022. In Italia, l’estate 2024 ha registrato un’anomalia positiva di temperatura massima di +1.76°C rispetto alla media climatica, ed in particolare nelle regioni del Centro e del Sud si è registrata un’anomalia di +2°C.

Nonostante l’elevata esposizione della popolazione in termini di temperature superiori ai valori di riferimento e l’elevato numero di giorni di allarme (livello 2 e 3 dei sistemi di allerta HHWW), l’incremento della mortalità nell’estate 2024 è stato complessivamente contenuto (+2% rispetto alla media). Nei mesi di maggio e giugno la mortalità osservata è stata inferiore all’atteso, mentre un incremento significativo si è osservato a luglio nelle città del Centro-Sud (+3%) e ad agosto pari a +5% al Nord e +13% al Centro-Sud.

Questi alcuni dei risultati del Piano operativo nazionale per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute, presentato dal Ministero della Salute.

Il sistema di monitoraggio della mortalità giornaliera (che coinvolge 52 città), ha evidenziato complessivamente, nel periodo 20 maggio-20 settembre 2024, un impatto contenuto delle elevate temperature sulla mortalità della popolazione anziana (+2%) con un incremento significativo al Centro-Sud pari a +3% (725 decessi in eccesso) mentre al Nord, la mortalità è stata in linea con l’atteso. L’analisi per mese evidenzia a maggio e giugno una mortalità significativamente inferiore all’atteso sia al Nord che al Centro-Sud. Nel mese di luglio sono stati registrati eccessi significativi della mortalità al Centro-Sud (+3%), mentre ad agosto si registra una mortalità in eccesso sia al Nord (+5%) che al Centro-Sud (+13%) in concomitanza con le ondate di calore e le temperature particolarmente elevate. Anche nel periodo 1-20 settembre la mortalità è stata superiore all’atteso (rispettivamente +5 e +7% al Nord e Centro-Sud).

L’analisi dell’ondata di calore di agosto (6-17 agosto al Nord e 1-17 agosto al Centro-Sud) segnala un incremento nella mortalità pari all’11% complessivamente in tutte le città, con un incremento maggiore nelle città del Centro-Sud (+13%) rispetto a quelle del Nord (+7%). Incrementi significativi della mortalità si registrano in diverse città: Trento, Aosta, Vicenza, Trieste, Perugia, Roma, Napoli e Potenza.

Al Nord non si sono osservati incrementi significativi della mortalità settimanale. Al Centro-Sud si è osservato un lieve incremento in corrispondenza con le ondate di calore di luglio e la prima metà di agosto nella classe di età 85+ anni. Si conferma un eccesso di mortalità in tutto il periodo estivo a carico delle classi di età più anziane (85+ anni) sia al Nord (+8%) che al Centro-Sud (+9%).

Complessivamente, l’estate 2024, nonostante l’elevata esposizione della popolazione, ha avuto un impatto sulla mortalità contenuto rispetto al 2022 nel quale si è registrato un incremento complessivo del +15% sia al Nord che al Centro-Sud e leggermente maggiore rispetto al 2023 (-0.4%).

28 Ottobre 2024

© Riproduzione riservata

Cinque anni dopo il Covid la spesa sanitaria resta sopra i livelli pre-pandemia in quasi tutta l’Ocse.  Italia invece perde terreno e arretra all’8,4% del Pil
Cinque anni dopo il Covid la spesa sanitaria resta sopra i livelli pre-pandemia in quasi tutta l’Ocse. Italia invece perde terreno e arretra all’8,4% del Pil

A cinque anni dall'emergenza pandemica, la spesa sanitaria continua a rappresentare una quota dell'economia superiore rispetto all'era pre-Covid nella quasi totalità dell'area Ocse. È quanto emerge dai dati di OECD...

Hiv, Epatiti e Ist. “Progressi significativi, ma senza investimenti e integrazione dei servizi gli obiettivi 2030 sono a rischio”. L’alert dell’Oms
Hiv, Epatiti e Ist. “Progressi significativi, ma senza investimenti e integrazione dei servizi gli obiettivi 2030 sono a rischio”. L’alert dell’Oms

Nonostante i risultati ottenuti negli ultimi anni nella lotta contro HIV, epatiti virali e infezioni sessualmente trasmissibili (IST), persistono profonde disuguaglianze, carenze nell’accesso alle cure e un rallentamento dei finanziamenti...

Tetano. Casi in aumento nella Ue dopo la pandemia. L’Italia resta il Paese con più notifiche. Gli anziani i più colpiti
Tetano. Casi in aumento nella Ue dopo la pandemia. L’Italia resta il Paese con più notifiche. Gli anziani i più colpiti

Dopo il calo registrato prima della pandemia, il tetano torna a mostrare una tendenza in crescita nell’Unione europea. Nel 2024 i Paesi dell’Ue/See hanno notificato 73 casi, lo stesso numero...

L’interoperabilità dei dati sanitari può far risparmiare fino al 6,6% della spesa sanitaria. Ocse: “Ma i sistemi sono ancora troppo frammentati”
L’interoperabilità dei dati sanitari può far risparmiare fino al 6,6% della spesa sanitaria. Ocse: “Ma i sistemi sono ancora troppo frammentati”

L’interoperabilità dei dati sanitari rappresenta una delle principali leve per rendere più efficienti, sicuri e sostenibili i sistemi sanitari. Eppure, nonostante gli ingenti investimenti nella digitalizzazione degli ultimi vent’anni, la...