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Liste d’attesa. Ginecologia a due velocità: visite ed ecografie nei tempi per le prestazioni programmate, ma un’urgenza su 4 fuori soglia
Le prestazioni programmate rispettano nella maggior parte dei casi le soglie previste, ma le maggiori criticità continuano a concentrarsi nelle richieste urgenti. Quasi una prima visita ginecologica urgente su quattro e una ecografia urgente su cinque non trovano disponibilità nei tempi raccomandati. Persistono inoltre forti differenze territoriali.
Le liste d’attesa per le prestazioni ginecologiche continuano a viaggiare a due velocità. Se visite ed esami programmati vengono nella maggior parte dei casi garantiti entro le soglie previste dal Piano nazionale di governo delle liste d’attesa, le maggiori criticità continuano a concentrarsi nelle richieste a più alta priorità. Come sempre, la differenza la fanno le performance regionali. E non mancano le sorprese con maggiori criticità concentrate in Puglia e nella Provincia autonoma di Trento.
È quanto emerge dai dati 2026 del Portale della Trasparenza di Agenas: quasi una prima visita ginecologica urgente su quattro non trova una disponibilità entro i tempi raccomandati, mentre per le ecografie ginecologiche circa una richiesta urgente su cinque supera la soglia di attesa prevista.
Un quadro che conferma come la sfida principale per il Ssn resti quella di assicurare risposte tempestive proprio nei casi che richiedono una presa in carico più rapida. Ma anche accorciare le distanze regionali come emergerebbe dai dati della Agenzia, che vanno però letti con cautela. Agenas segnala infatti una forte eterogeneità tra le Regioni nell’attribuzione delle classi di priorità, in particolare della classe P (programmata), che prevede l’erogazione della prestazione entro 120 giorni. Un elemento che può incidere significativamente sulle performance registrate: una quota elevata di prescrizioni inserite nella classe meno stringente può infatti favorire il raggiungimento degli obiettivi temporali. Per questo l’Agenzia invita a valutare i dati insieme ad altri indicatori, come l’appropriatezza prescrittiva e la distribuzione delle prenotazioni tra le diverse classi di priorità.
Ma entriamo nello specifico.
Prime visite ginecologiche: quasi una richiesta urgente su quattro non trova risposta entro i tempi previsti
Le liste d’attesa per le prime visite ginecologiche evidenziano criticità soprattutto quando la richiesta richiede una risposta rapida. I dati del 2026 mostrano infatti come il sistema riesca a garantire con maggiore efficacia le prestazioni programmabili nel medio e lungo periodo, mentre emergono maggiori difficoltà nelle classi di priorità più elevate.
Le prenotazioni si concentrano prevalentemente nelle classi Differita e Programmata, che rappresentano rispettivamente il 45,8% e il 42,2% del totale. Le richieste Brevi pesano per l’11,2%, mentre quelle Urgenti costituiscono una quota residuale.
Urgenze: quasi un quarto delle richieste oltre o vicino alla soglia Il dato più “critico” riguarda le prestazioni con priorità U – Urgente, che dovrebbero essere garantite entro tre giorni. In questa categoria il 76,5% delle prenotazioni riceve una prima disponibilità entro la soglia prevista, ma il 17,2% supera il limite massimo e un ulteriore 6,3% si colloca a ridosso della scadenza. Tradotto in numeri, su 2.199 richieste urgenti analizzate, 378 risultano fuori soglia e altre 139 vengono collocate appena oltre il limite temporale ottimale. Complessivamente, quasi una prestazione urgente su quattro non trova una risposta immediata nei tempi previsti.
Prestazioni brevi: tempi rispettati per oltre otto pazienti su dieci Migliore la situazione per le prestazioni con priorità B – Breve, che devono essere erogate entro dieci giorni. In questo caso l’86,1% delle prenotazioni ottiene una disponibilità entro la soglia prevista. Solo il 3,1% si colloca in prossimità del limite massimo, mentre la quota di richieste fuori soglia si colloca al 10,8%, più contenuta rispetto alle prestazioni urgenti.
I dati mostrano quindi una capacità complessivamente buona di risposta per le visite da effettuare entro dieci giorni, pur lasciando margini di miglioramento nelle aree caratterizzate da una maggiore pressione della domanda.
Differite: una prenotazione su cinque non rientra nei tempi ottimali Le criticità tornano a emergere nelle prestazioni D – Differita, che dovrebbero essere garantite entro trenta giorni. In questa categoria il 79,5% delle prenotazioni riceve una disponibilità entro i tempi previsti, mentre il 3,2% si colloca vicino alla soglia e il 17,4% supera il limite massimo. In termini assoluti, oltre 26mila prenotazioni risultano fuori soglia, un dato che evidenzia come le difficoltà organizzative non riguardino esclusivamente le urgenze ma coinvolgano anche una parte consistente delle richieste da programmare nel breve periodo.
Programmate: le performance migliori I risultati più positivi si registrano per le prestazioni P – Programmate, da effettuare entro 120 giorni.In questo caso l’88,8% delle prenotazioni viene soddisfatto entro i tempi previsti. Solo il 3,4% si colloca a ridosso della soglia massima, mentre la quota di richieste fuori tempo resta relativamente contenuta. Si tratta della classe di priorità che presenta il miglior livello di aderenza agli standard temporali fissati dal Piano nazionale di governo delle liste d’attesa.
Le differenze regionali: performance elevate in molte Regioni, ma persistono aree critiche Per le prime visite ginecologiche il quadro regionale evidenzia differenze significative nella capacità di rispettare i tempi previsti per le diverse classi di priorità.
Tra le realtà più performanti figurano Basilicata e Valle d’Aosta, che garantiscono il rispetto dei tempi praticamente per tutte le classi di prenotazione, questo però al netto delle osservazioni Agenas sulla lettura complessiva dei dati. Risultati particolarmente positivi si registrano anche in Calabria, dove il 100% delle visite urgenti viene erogato entro tre giorni, il 99,5% delle brevi entro dieci giorni, il 96,8% delle differite entro trenta giorni e il 92,9% delle programmate entro 120 giorni.
Performance elevate emergono inoltre in Liguria, Lazio, Veneto, Marche, Piemonte e Sardegna. In Liguria il rispetto dei tempi raggiunge il 100% per le prestazioni urgenti, il 96,3% per le brevi, il 97,3% per le differite e il 96,5% per le programmate. Nel Lazio le percentuali si attestano rispettivamente al 96%, 94,4%, 92,7% e 97,3%.
Particolarmente positivi i risultati del Veneto, che garantisce il 100% delle prime visite urgenti entro tre giorni, il 95,9% delle prestazioni brevi entro dieci giorni, il 92% delle differite entro trenta giorni e il 97,2% delle programmate entro 120 giorni. Nelle Marche il rispetto delle soglie previste supera il 90% in tutte le classi di priorità, con il 93,1% delle prestazioni urgenti, il 97% delle brevi, il 91,5% delle differite e il 99,1% delle programmate erogate nei tempi previsti. In Piemonte il rispetto dei tempi raggiunge il 100% per le prestazioni urgenti e il 99,5% per quelle brevi, mentre in Sardegna le percentuali si attestano al 98,6% per le urgenze, al 99,2% per le brevi, all’89,3% per le differite e al 99,6% per le programmate.
Le maggiori criticità nelle urgenze e nelle prestazioni differite Le difficoltà più evidenti emergono in alcune Regioni e Province autonome dove il rispetto dei tempi resta distante dagli standard osservati nelle realtà più virtuose.
La situazione più complessa si registra nella Provincia autonoma di Trento, dove solo il 37,7% delle visite urgenti viene garantito entro tre giorni, mentre il 43,2% supera la soglia prevista. Le criticità interessano anche le altre classi di priorità: il rispetto dei tempi si ferma al 34,8% per le prestazioni brevi e al 43,3% per quelle differite, mentre sale al 77,5% per le programmate. Allarme rosso anche in Puglia: presenta livelli di aderenza alle soglie particolarmente contenuti. Le visite urgenti vengono erogate nei tempi previsti appena nel 44,3% dei casi, le prestazioni brevi nel 42,9%, le differite nel 37,2% e le programmate nel 63,6%.
Segnali critici emergono inoltre in Umbria, dove il rispetto dei tempi si attesta al 60% per le urgenze, al 71,5% per le prestazioni brevi, al 47,5% per le differite e all’82,3% per le programmate. In Toscana, nonostante il 100% delle visite urgenti venga garantito entro tre giorni, le prestazioni differite si fermano al 66,3%.
Le liste d’attesa per le ecografie ginecologiche con sonda transvaginale o addominale
Anche sul fronte degli esami diagnostici in ginecologia i dati Agenas restituiscono un quadro a due velocità. Se da un lato le prestazioni programmate e differite per le ecografie ginecologiche con sonda transvaginale o addominale vengono erogate entro i tempi previsti in quasi nove casi su dieci, dall’altro persistono ritardi più preoccupanti proprio nelle richieste più urgenti, quelle che dovrebbero trovare risposta in pochi giorni. Questo in uno scenario che vede la maggior parte delle prenotazioni classificata come programmata (46,2%) o differita (44,4%), mentre le richieste a maggiore priorità rappresentano una quota più limitata del totale (8,9%).
Urgenze: quasi un paziente su cinque oltre i tempi previsti Il dato più “critico” riguarda le prestazioni con priorità U – Urgente, che dovrebbero essere garantite entro tre giorni. In questa categoria il 76,7% delle prenotazioni riceve una prima disponibilità entro la soglia prevista, ma il 18,9% viene collocato oltre il limite massimo, mentre un ulteriore 4,3% si trova a ridosso della scadenza. Tradotto in numeri, su 183 richieste urgenti, 149 superano i tre giorni previsti, segnalando una difficoltà del sistema nel garantire tempestivamente gli accertamenti per i casi più delicati.
Prestazioni brevi: rispettati i tempi per quattro pazienti su cinque Migliore la situazione per le prestazioni con priorità B – Breve, da effettuare entro dieci giorni. In questo caso il 79,2% delle prenotazioni ottiene un appuntamento nei tempi previsti, il 3,6% è vicino alla soglia e il 17,2% la supera. Si tratta comunque di una quota non trascurabile: oltre 2.500 prenotazioni risultano oltre il limite temporale previsto, a fronte di oltre 13 mila richieste complessive.
Differite e programmate: performance più solide I risultati migliorano sensibilmente nelle classi di priorità meno pressanti. Per le prestazioni D – Differita, che devono essere erogate entro 60 giorni, l’87,7% delle prenotazioni riceve una disponibilità nei tempi corretti. Solo il 4% si colloca in prossimità della soglia massima, mentre la quota oltre i limiti resta contenuta.
Andamento analogo per le prestazioni P – Programmate, da eseguire entro 120 giorni: l’87,1% delle richieste viene soddisfatto nei tempi previsti e il 4,1% si avvicina alla soglia critica, circa 8mila prestazioni fuori soglia.
Le differenze regionali: dalla piena aderenza ai tempi alle criticità del Mezzogiorno L’analisi regionale delle ecografie ginecologiche con sonda transvaginale o addominale evidenzia una forte variabilità nella capacità dei sistemi sanitari di rispettare le diverse classi di priorità. Se alcune Regioni riescono a garantire livelli di aderenza alle soglie molto elevati in tutte le classi di priorità, altre continuano a registrare ritardi rilevanti soprattutto nelle prestazioni urgenti e brevi.
Tra le Regioni più performanti figurano Liguria, Marche, Piemonte, Toscana, Veneto e Basilicata, che riescono a garantire la totalità delle prestazioni urgenti entro i tre giorni previsti (sempre al netto della corretta lettura dei dati suggerita da Agenas, in alcune realtà). Anche la Calabria si avvicina a questo risultato, assicurando il rispetto dei tempi per il 100% delle richieste urgenti e mantenendo livelli molto elevati anche nelle altre classi di priorità, con il 97,7% delle prestazioni brevi, il 98,6% delle differite e il 96,4% delle programmate erogate entro le soglie previste.
Buoni risultati si registrano anche in Sardegna, dove il 94,7% delle prestazioni urgenti viene garantito entro tre giorni e circa il 99% delle prenotazioni rispetta le tempistiche nelle classi breve, differita e programmata. Performance elevate anche nel Lazio, dove il rispetto dei tempi raggiunge il 94,4% per le prestazioni brevi, il 90,2% per le differite e l’89% per le programmate.
Più articolata la situazione in Lombardia, che garantisce entro le soglie previste l’85,3% delle prestazioni urgenti, l’84,8% delle brevi, l’88,7% delle differite e l’86,3% delle programmate, mentre in Abruzzo le prestazioni urgenti rispettano i tempi nell’89,5% dei casi, ma le percentuali scendono al 79% per le brevi, al 79,5% per le differite e all’83,3% per le programmate.
Le difficoltà si concentrano sulle urgenze Le maggiori criticità emergono in alcune Regioni dove proprio le richieste a maggiore priorità faticano a trovare risposta nei tempi previsti.
È il caso della Puglia, che registra i risultati peggiori a livello nazionale: solo il 32,8% delle prestazioni urgenti viene erogato entro tre giorni, mentre il 64,2% supera la soglia dei quattro giorni. Le difficoltà si estendono anche alle altre classi di priorità, con il rispetto dei tempi fermo al 41% per le prestazioni brevi, al 47% per le differite e al 57,6% per le programmate. Criticità significative emergono anche nella Provincia autonoma di Trento, dove solo il 40% delle prestazioni urgenti viene garantito nei tempi previsti. La quota sale al 53,6% per le prestazioni brevi e al 67% per quelle differite, ma resta comunque lontana dai livelli registrati nelle realtà più virtuose.
In Emilia-Romagna, pur a fronte di buoni risultati nelle classi breve (87,9%), differita (93,2%) e programmata (96,8%), solo il 54,5% delle richieste urgenti riceve una prima disponibilità entro tre giorni, mentre il 45,5% supera la soglia prevista.
Anche Campania e Friuli Venezia Giulia mostrano difficoltà nella gestione delle urgenze: nel primo caso il rispetto dei tempi si ferma al 62,4%, nel secondo al 66,7%.
Differite e programmate generalmente sotto controllo Se le urgenze rappresentano il principale punto di tensione, il quadro migliora sensibilmente nelle classi di priorità meno pressanti. In molte Regioni le prestazioni Differite e Programmate superano il 90% di rispetto dei tempi previsti. Oltre a Calabria, Sardegna, Liguria e Marche, risultati particolarmente positivi si registrano in Veneto, dove il 98% delle prestazioni differite e il 98,8% delle programmate vengono erogate entro soglia, e in Sicilia, che raggiunge l’87,5% per le differite e il 94,2% per le programmate.
Più problematiche risultano invece Umbria e Puglia. In Umbria solo il 49,6% delle prestazioni differite e il 59,2% delle programmate viene garantito entro i tempi previsti, mentre in Puglia le percentuali si attestano rispettivamente al 47% e al 57,6%.
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