Medicina. L’identikit delle matricole: non sono ‘figli d’arte’. Vengono dai licei, preparazione ad “hoc” per superare il test

Medicina. L’identikit delle matricole: non sono ‘figli d’arte’. Vengono dai licei, preparazione ad “hoc” per superare il test

Medicina. L’identikit delle matricole: non sono ‘figli d’arte’. Vengono dai licei, preparazione ad “hoc” per superare il test
Solo il 18% ha un padre medico (la madre il 13%). Sette su dieci ce la fanno al primo tentativo e l'81% ha avuto un voto di maturità superiore ad 80/100. Questo  il ritratto della maggior parte delle matricole emerso da un'indagine Doxa per Alpha Test. Il campione di intervistati ha un'età media di 19 anni ed è rappresentativo di 5 atenei italiani.

Gli studenti ammessi a Medicina provengono dai licei, non sono “figli d’arte” e un quarto di loro ha già tentato una volta l’ammissione. Quasi tutti (97%) hanno svolto uno studio specifico per il test che va oltre la preparazione scolastica, utilizzando strumenti appositi: accanto ai libri e ai corsi, hanno svolto anche esercitazioni e simulazioni on line; hanno utilizzato mediamente più di uno strumento di preparazione. Questo, in sintesi, il quadro presentato oggi presso la sede Doxa dell'indagine svolta per Alpha Test nel novembre 2013 per capire chi sono i ragazzi che superano il test di Medicina, una delle prove di ammissione più difficili, visto che la professione medica è in cima alla lista dei desideri di moltissimi giovani italiani (più di 80mila candidati tentano di accedere ogni anno). Il campione di intervistati ha età media di 19 anni ed è rappresentativo delle matricole di Medicina di 5 atenei italiani (Milano Statale e Bicocca, Padova, Bologna e Bari), pari a circa il 16% del totale nazionale.

Dall’indagine emerge che il 94% di chi ha superato il test viene dal liceo: 68% scientifico, 26% classico, percentuali ben superiori a quelle riferite agli immatricolati a tutte le facoltà (la prova di Medicina valuta le conoscenze scientifiche e le capacità logico-attitudinali).
Gli studenti che entrano al primo tentativo sono il 73%, mentre il 27% ha già provato almeno una volta. Un altro dato può sorprendere: le professioni dei genitori sono le più varie e la percentuale dei “figli d’arte” è contenuta (i padri medici o dentisti sono il 18%, le madri il 13%).
Il 97% degli ammessi si è preparato appositamente in vista del test, senza differenze di genere e di area geografica, mostrando una motivazione molto forte a studiare nonostante gli intervistati abbiano alti voti di maturità (81% superiore a 80/100). Gli strumenti di studio specifici a cui i ragazzi hanno fatto ricorso sono libri, corsi ed esercitazioni on line: mediamente ne hanno usati quasi 2. I libri sono l’ausilio più diffuso, scelto dall’84% degli intervistati (a Milano la diffusione è addirittura al 94%); i corsi, compresi quelli organizzati all’interno degli atenei, e le lezioni private si attestano sul 37% (con punte maggiori a Padova e Bari).
 
Interessante la diffusione dello studio on line: oltre un terzo dei ragazzi (35%) fa ricorso a esercitazioni e simulazioni sul web, indice di un’attitudine “digitale” che è lecito aspettarsi in aumento nei prossimi anni. 

14 Gennaio 2014

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