Ministro Schillaci per lei il DM 70, come per la Regione Marche, è solo una opinione?

Ministro Schillaci per lei il DM 70, come per la Regione Marche, è solo una opinione?

Ministro Schillaci per lei il DM 70, come per la Regione Marche, è solo una opinione?
In realtà come le Marche, ma credo che lo stesso vaga per molte altre Regioni, le strutture ospedaliere per acuti sono troppe e sono troppe sia quelle che sono genericamente definite di primo livello che quelle di area disagiata. Come sono troppe di conseguenza le unità operative di molte discipline specie di area chirurgica che così disperse hanno casistiche al di sotto dei volumi minimi di attività previsti dal DM 70.

Da fonti ben informate pare che la Regione Marche abbia “sotto traccia” e quindi senza una benché minima trasparenza e partecipazione steso una bozza di Piano Socio Sanitario 2023 – 2025. Seguendo nel dettaglio la produzione di atti, documenti e comunicazioni da parte della Regione Marche mi attendo che ci saranno corposi nel Piano parti discorsive su quanto è importante il territorio e l’innovazione, ma la parte “core” sarà sicuramente rappresentata dal riordino della rete ospedaliera. Su questo la Regione Marche ha idee chiare tutte sue e tutte totalmente incoerenti con le indicazioni del DM 70 e quelle di quel brogliaccio di nuovo DM 70 circolato quasi un anno e mezzo fa di cui il Ministro Speranza (che ringrazio per molte altre cose e cui va la mia solidarietà per le vicende relativamente alla pandemia ieri splendidamente commentate qui su QS da Donato Greco) purtroppo ha minimizzato in un suo intervento , in questo caso sbagliando, il valore e l’urgenza.

L’acceso dibattito sulla difesa del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) trova (quasi) tutti uniti nei principi generali e molto meno uniti nelle misure di dettaglio, che poi così di dettaglio non sono. Una di queste misure è il riordino delle reti ospedaliere, trascurata da molti e ridimensionata da Cavicchi come tema buono solo per ”qualche pugnetta”. Non occorre citare l’OCSE per ricordarci che ovviamente la struttura e la razionalità dell’offerta condizionano fortemente l’appropriato utilizzo delle risorse.

Quelle a disposizione del nostro SSN sono notoriamente poche e certamente il peso del loro eventuale inefficiente utilizzo finisce così per aumentare anche di più. In questo quadro, anche qui non mi sforzo di fare citazioni, il ruolo della programmazione ospedaliera è decisivo, non tanto in termini di posti letto (carenti in troppe realtà almeno in termini di posti letto effettivamente operativi), quanto in termini di numero e articolazione organizzativa delle singole strutture. In realtà come le Marche, ma credo che lo stesso vaga per molte altre Regioni, le strutture ospedaliere per acuti sono troppe e sono troppe sia quelle che sono genericamente definite di primo livello che quelle di area disagiata. Come sono troppe di conseguenza le unità operative di molte discipline specie di area chirurgica che così disperse hanno casistiche al di sotto dei volumi minimi di attività previsti dal DM 70.

Qualche cifra può aiutare. Per una Regione con un milione e mezzo di abitanti ci sono un ospedale di secondo livello e dodici ospedali con DEA di primo livello destinati a diventare tredici a breve, quando il loro numero complessivo tra strutture di primo e secondo livello dovrebbe essere di circa 10. Sul numero dei DEA di primo livello la Regione Marche gioca perché colpevolmente a livello centrale non si è mai chiarito come si contano e soprattutto si organizzano (su una unica sede, come logico, o su più sedi come senza alcuna regola succede appunto nelle Marche?). Dove poi la Regione Marche darà il peggio sarà sugli ospedali di area disagiata destinati ad aumentare da due a tre e a essere rafforzati in base ai bacini elettorali dei componenti della attuale Giunta, quando il citato brogliaccio del nuovo DM 70 ne impediva l’aumento.

Di solito arricchisco questo genere di interventi con la citazione dei lavori davvero misteriosi del Tavolo di Monitoraggio dell’attuazione del DM 70/2015, che sembra lavorare solo sulla povera Regione Abruzzo che non ce la fa mai ad approvare il riordino della propria rete ospedaliera (le bocciature sono arrivate a otto). Le Marche saranno, immagino, esentate dalle verifiche di questo tavolo visto che il suo programma di edilizia sanitaria, certamente sottoposto al Ministero della Salute, del DM 70 si disinteressa completamente (come da me segnalato qui su QS esattamente un anno fa).

Ministro Schillaci, quando uscirà la Bozza del Piano Socio Sanitario della Regione Marche con una rete ospedaliera totalmente incoerente col DM 70/2015 glielo faccio sapere o è tutto inutile perché anche secondo lei il DM 70 è davvero solo una opinione (Regione Abruzzo a parte ovviamente) o addirittura peggio come qualcuno sostiene?

In coda ricordo che lo stato dei servizi territoriali della Regione Marche è in questo contesto di estremismo ospedalocentrico assolutamente inadeguato, come testimoniato dai ritardi, a solo titolo di esempio della sperimentazione della introduzione dell’infermiere di famiglia e di comunità.

Claudio Maria Maffei

Claudio Maria Maffei

08 Marzo 2023

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