Morti sul lavoro: l’Italia non brilla ed è a metà classifica Eurostat. I dati diffusi in occasione della Giornata mondiale per la sicurezza sul lavoro  del prossimo 28 aprile

Morti sul lavoro: l’Italia non brilla ed è a metà classifica Eurostat. I dati diffusi in occasione della Giornata mondiale per la sicurezza sul lavoro  del prossimo 28 aprile

Morti sul lavoro: l’Italia non brilla ed è a metà classifica Eurostat. I dati diffusi in occasione della Giornata mondiale per la sicurezza sul lavoro  del prossimo 28 aprile
In tutto nel 2014, secondo i dati Eurostat si sono verificati 3 348 incidenti mortali sul posto di lavoro nell'Unione europea. Tra tutti gli Stati membri, i tassi di incidenza standardizzati minori sono stati registrati nei Paesi Bassi (1,0 ogni 100.000 lavoratori, in Grecia (1,2), Finlandia (1,2 nel 2013), Germania (1,4), Svezia (1,5) e Regno Unito (1,6), mentre i più alti sono stati registrati in Romania (7,1), Lettonia (6,0), Lituania (5,6) e in Bulgaria (5,4). L'Italia è a metà classifica (3,01), ma con un tasso di mortalità ogni 100mila lavoratori superiore alla media dell'Ue a 28 Paesi e a quasi tutti i maggiori partner europei.

E’ un’Italia di mezza classifica quella descritta da Eurostat che, in occasione della Giornata mondiale per la sicurezza e la salute sul lavoro, una campagna internazionale annuale per promuovere il lavoro “sicuro, sano e dignitoso”, in programma per il 28 aprile, ha diffuso le statistiche sulla mortalità per incidenti sul lavoro nei Paesi europei.
 
Non va male come in Romania, dove il tasso di mortalità sul lavoro medio è di 7,13 incidenti mortali ogni 100mila lavoratori, ma non va davvero bene come nei Paesi Bassi dove lo stesso valore raggiunge appena l’1,01.
 
Nel nostro Paese, ogni 100mila lavoratori ne sono morti 3,01 per incidenti nel 2014. Un dato che ci colloca a metà della classifica dei Paesi Eurostat, ma, tuttavia, al di sopra della media dell’Ue a 28 che è di 2,32 morti per incidenti sul lavoro ogni 100mila abitanti.
In tutto nel 2014, secondo i dati Eurostat si sono verificati 3 348 incidenti mortali sul posto di lavoro nell'Unione europea. 
Tra tutti gli Stati membri, i tassi di incidenza standardizzati minori sono stati registrati, appunto,  nei Paesi Bassi (1,0 ogni 100.000 lavoratori, in Grecia (1,2), Finlandia (1,2 nel 2013), Germania (1,4), Svezia (1,5) e Regno Unito (1,6), mentre i più alti sono stati registrati in Romania (7,1), Lettonia (6,0), Lituania (5,6) e in Bulgaria (5,4).
Secondo le statistiche europee sugli infortuni sul lavoro (ESAW), spiega Eurostat,  "incidenti mortali" sono definiti come quelli che portano alla morte della vittima entro un anno dopo che l'incidente ha avuto luogo. In termini più generali, un infortunio sul lavoro è definito come un evento nel corso del lavoro, che causa un danno fisico o mentale della persona interessata.
 
Il numero di incidenti in un determinato anno è probabilmente correlato in certa misura al livello complessivo di attività economica di un paese e il numero totale di persone impiegate nella sua economia.
Questa informazione è pubblicato da Eurostat in occasione della Giornata mondiale per la sicurezza e la salute sul lavoro, una campagna internazionale annuale per promuovere sicuro, sano e lavoro dignitoso, che si tiene il 28 aprile.
 
Ma il livello di analisi cambia se si guarda la suddivisione dei tassi in funzione del sesso.
In questo caso, infatti, si vede ad esempio che il tasso di 7,13 della Romania – il Paese che va peggio – è in realtà di 34,15 per i maschi e di solo 0,74 per le femmine (a parte i Paesi che non registrano morti di donne sul lavoro i cui dati potrebbero essere reali, ma anche non completi). Un dato che dà anche la dimensione del fatto che a lavorare – con molti rischi a quanto pare – sono in grande maggioranza gli uomini.
 
Sul fronte opposto, invece, nei Paesi Bassi l’incidenza per gli uomini è 1,54, quella per le donne 0,02, con un range sicuramente minore.
L’Italia in questo senso registra un balzo all’insù fino a un tasso di 4,32 incidenti mortali ogni 100mila lavoratori per gli uomini e uno ben più basso – 0,46 – per le donne.
La media Ue a 28 è 3,57 per gli uomini e 0,27 per le donne.
Il Paese dove le donne rischiano di più è la Lettonia, unico con un tasso di mortalità ogni 100mila lavoratori per il sesso femminile superiore a 1 (è 1,69), mentre le donne sono “al sicuro” oltre che nei Paesi Bassi in Norvegia che registra un tasso di 0,09, anche se in realtà è al secondo posto nella classifica di mortalità per incidenti sul lavoro dopo la Romania con una media di 6,89 e un tasso relativo agli uomini di 9,60 morti ogni 100mila lavoratori.
 
Rispetto ai nostri maggiori partner europei, vanno peggio dell’Italia Spagna, Francia e Irlanda, mentre tutti gli altri sono al di sotto del tasso registrato nel nostro Paese e, comunque, di quello medio dell’Ue a 28.
 

 

27 Aprile 2017

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