Obbligo vaccini. È in discussione il fine o il mezzo?

Obbligo vaccini. È in discussione il fine o il mezzo?

Obbligo vaccini. È in discussione il fine o il mezzo?
Se l’obiettivo comune è riportare le vaccinazioni sopra la quota di sicurezza, ad essere in discussione è unicamente lo strumento da utilizzare. Viene da sé che l’acquisto dei vaccini, e il conseguente “interesse” delle aziende sia lo stesso, con o senza obbligo. Siamo sicuri che coprire 12 vaccinazioni con un esavalente, un quadrivalente e due monodosi sia più costoso della fornitura gratuita di un quadrivalente ed ulteriori otto vaccini in formato monodose?

Si discute del fine o del mezzo? Andrebbe chiarito innanzitutto questo nel dibattito che si sta protraendo ormai da settimane sul decreto che reintroduce l’obbligo vaccinale su tutto il territorio nazionale. Pochi – per fortuna – sembrano mettere in discussione la validità dei vaccini come strumento efficace di prevenzione per la salute collettiva.
 
Se i vaccini non sono oggetto di discussione, l’accusa si sposta sul ‘mezzo’ utilizzato per raggiungere quello che sembrerebbe essere l’obiettivo comune: invertire quel trend per il quale, ad oggi, nessuna vaccinazione raggiunge la quota di sicurezza del 95%. Il cuore della polemica risiede quindi nel ricorso allo strumento dell’obbligo, e nel conseguente abbandono della semplice raccomandazione. Su questo punto si potrebbe sostenere, come già fatto dal presidente dell’Istituto superiore di sanità Walter Ricciardi in una recente intervista, che i benefici immediati derivanti dall’obbligo non sono raggiungibili con la sola raccomandazione (esempio della California contrapposto a quello del Veneto). E lo sono ancor meno in Italia, come si può notare dalle differenti percentuali di copertura rispetto ad altri Paesi, ad esempio quelli scandinavi, dove si raggiunge quota 98% con la sola raccomandazione. 
 
Ma è un altro l’argomento comunemente usato per criticare il decreto che desta più perplessità. Spesso si sente dire che dietro i vaccini si cela un enorme business, che poche aziende agiscono in regime di oligopolio, e che, conseguentemente, reintroducendo l’obbligo vaccinale si fanno gli interessi delle aziende farmaceutiche a scapito della salute pubblica.
 
Ora, se l’obiettivo comune a tutti è quello di riportare le vaccinazioni sopra la quota di sicurezza, e ad essere in discussione è unicamente lo strumento da utilizzare per raggiungere questo traguardo, viene da sé che l’acquisto dei vaccini, e il conseguente “interesse” delle aziende farmaceutiche sia lo stesso, con o senza obbligo. Se, ad esempio, vaccino obbligatoriamente contro il morbillo il 95% della coorte interessata, o raggiungo lo stesso livello di copertura attraverso una semplice raccomandazione, “accompagnando e convincendo le famiglie”, è del tutto evidente che non cambierà nulla in termini economici dal punto di vista degli approvvigionamenti e dunque delle vendite per le aziende. 
 
Se in ogni caso si vuole garantire gratuitamente tutte le vaccinazioni, convincendo le famiglie ad aderire in maniera attiva e consapevole alle campagne vaccinali, in che modo dovrebbero cambiare i profitti delle aziende?
 
Anzi, dirò di più, siamo sicuri che coprire 12 vaccinazioni con un esavalente, un quadrivalente e due monodosi sia più costoso del dover acquistare e somministrare un quadrivalente ed ulteriori otto dosi vaccinali in formato monodose? Al di là di dover sottoporre i bambini al doppio delle iniezioni, non si correrebbe il rischio di sforare una spesa che già nei prossimi anni andrà rivista al rialzo?
 
Infine, fornire gratuitamente tutti i vaccini significa, implicitamente, riconoscerne l’utilità per la salute pubblica, facendo così decadere l’altra accusa di “lucro sulla salute dei più piccoli”. A meno che non si pretenda che lo Stato paghi e offra liberamente farmaci nocivi alla propria popolazione.
 
Giovanni Rodriquez

Giovanni Rodriquez

18 Giugno 2017

© Riproduzione riservata

Corte dei conti. Aumentano le risorse in sanità ma non la capacità di trasformarle in servizi. Restano i nodi su territorio, prevenzione e personale
Corte dei conti. Aumentano le risorse in sanità ma non la capacità di trasformarle in servizi. Restano i nodi su territorio, prevenzione e personale

Più risorse per la sanità, ma ancora troppe difficoltà nel trasformarle in servizi, strutture operative, investimenti realizzati e presa in carico dei cittadini. È questa la fotografia che emerge dalla...

Ricoveri ospedalieri. Nel 2024 oltre 8 milioni di dimissioni: +1,1% sul 2023 ma ancora -5,6% rispetto al pre-Covid. In calo l’inappropriatezza. Boom ricoveri per influenza negli anziani
Ricoveri ospedalieri. Nel 2024 oltre 8 milioni di dimissioni: +1,1% sul 2023 ma ancora -5,6% rispetto al pre-Covid. In calo l’inappropriatezza. Boom ricoveri per influenza negli anziani

L’attività ospedaliera italiana continua a risalire dopo il crollo registrato nel 2020, ma non ha ancora recuperato pienamente i livelli pre-pandemia. Nel 2024 le schede di dimissione ospedaliera acquisite dal...

Spesa farmaceutica, il tetto non basta. Ma l’Italia deve decidere se governare l’innovazione o continuare a rincorrerla
Spesa farmaceutica, il tetto non basta. Ma l’Italia deve decidere se governare l’innovazione o continuare a rincorrerla

All’indomani dell’Assemblea di Farmindustria resta una sensazione difficile da scacciare. La politica promette, le imprese chiedono, tutti invocano innovazione, competitività, accesso rapido alle cure, superamento del payback, attrattività del Paese....

Dipendenze, quasi 350mila under 18 hanno usato sostanze illegali. Meloni: “Vecchie dipendenze si intrecciano alle nuove”
Dipendenze, quasi 350mila under 18 hanno usato sostanze illegali. Meloni: “Vecchie dipendenze si intrecciano alle nuove”

Cannabis e cocaina restano le sostanze illegali più diffuse in Italia, mentre cresce l’attenzione su nuove sostanze psicoattive, uso combinato di sostanze, gioco d’azzardo e dipendenze digitali tra i più...