Ocse. Italia al 17° posto su 36 Paesi per stato di salute percepito. Speranza di vita a 82 anni, il 66% si dichiara in buone condizioni

Ocse. Italia al 17° posto su 36 Paesi per stato di salute percepito. Speranza di vita a 82 anni, il 66% si dichiara in buone condizioni

Ocse. Italia al 17° posto su 36 Paesi per stato di salute percepito. Speranza di vita a 82 anni, il 66% si dichiara in buone condizioni
E' quanto emerge dall'indicatore di benessere Better life Index che ha coinvolto più di 3600 persone in tutto il mondo. Il 74% circa degli adulti con un reddito disponibile compreso nel 20% più elevato, indica che la propria salute è “buona” o “molto buona”, rispetto a circa il 63% dei soggetti il cui reddito disponibile è inserito nel 20% più basso.

L’Italia si colloca al diciassettesimo posto su 36 Paesi per la tutela e il livello della salute. E’ quanto emerge dal Better life Index, l’indicatore di benessere elaborato dall’Ocse in collaborazione con Expo 2015, di cui è partner ufficiale. L’indagine ha coinvolto più di 3600 persone in tutto il mondo e ha radiografato undici componenti: oltre alla salute sono stati presi in esame abitazione, reddito, occupazione, relazioni sociali, istruzione, ambiente, impegno civile, soddisfazione, sicurezza, equilibrio lavoro-vita.

L’Ocse segnala che in Italia la speranza di vita alla nascita si attesta sugli 82 anni, due anni superiore rispetto alla media. Per le donne è di 85 anni, rispetto agli 80 degli uomini, in linea col divario medio di genere dell’area Ocse, pari a cinque anni. Nonostante molti altri fattori (come standard di vita, stile di vita, istruzione e fattori ambientali) esercitino un impatto sulla speranza di vita, quest’ultima è tanto più elevata quanto più elevata è la spesa per l'assistenza sanitaria per persona.

Alla domanda “Come va la tua salute in generale?” il 66% delle persone intervistate in Italia ha dichiarato di godere di buone condizioni, una percentuale inferiore rispetto alla media Ocse del 68%. Le risposte a questa domanda possono variare in base al sesso, l'età e la condizione sociale dell’intervistato. Nei Paesi indagati, gli uomini hanno in media maggiori probabilità di dichiarare una buona salute rispetto alle donne, con una media del 70% per i primi e del 66% per le seconde. In Italia, la media è pari al 70% per gli uomini e al 62% per le donne.

Le persone più anziane dichiarano di avere una salute più precaria, così come quelle disoccupate o con un livello di istruzione o di reddito inferiori. Il 74% circa degli adulti nel Paese, con un reddito disponibile compreso nel 20% più elevato, indica che la propria salute è “buona” o “molto buona”, rispetto a circa il 63% dei soggetti il cui reddito disponibile è compreso nel 20% più basso. Buone notizie provengono dai riscontri relativi alle regioni: sono ben in 18 a conseguire i risultati migliori dell’area Ocse.

Nel complesso l'Italia si posiziona al 13/mo posto nell'equilibrio lavoro-vita, al 14/mo nel reddito e al 17/mo nella salute. In tutte le altre voci è al di sotto della media: nelle relazioni sociali siamo in 21/ma posizione, nell'impegno civile in 23/ma, in abitazione e in sicurezza in 24/ma, in soddisfazione personale e in ambiente in 27/ma. Performance negative anche per anche per occupazione (29) e istruzione (21).
 
 
Emerge un notevole divario tra le fasce più ricche della popolazione e quelle più povere: il 20% più ricco della popolazione, infatti, guadagna circa il sestuplo delle somme guadagnate dal 20% più povero. Gli italiani sono meno soddisfatti della propria vita rispetto alla media Ocse. Quando è stato chiesto loro di esprimere una valutazione del grado di soddisfazione per la propria vita su una scala da 0 a 10, hanno riportato una valutazione pari a 6.0, pertanto inferiore alla media Ocse (6.6).
 


 


Stefano A. Inglese

Stefano A. Inglese

18 Maggio 2015

© Riproduzione riservata

Mobilità sanitaria: quando le disuguaglianze sulla salute sono croniche. Nel 2024 quasi 700 mila ricoveri fuori regione. E come al solito sono i cittadini del Sud che fuggono dalle proprie Regioni
Mobilità sanitaria: quando le disuguaglianze sulla salute sono croniche. Nel 2024 quasi 700 mila ricoveri fuori regione. E come al solito sono i cittadini del Sud che fuggono dalle proprie Regioni

Nel 2024 la mobilità sanitaria ospedaliera resta uno dei principali indicatori delle differenze tra i servizi sanitari regionali. Dai dati del Rapporto annuale SDO 2024 del Ministero della Salute emerge...

Malattie rare, il ritardo diagnostico ha un volto femminile: “Le donne aspettano due anni in più degli uomini per la diagnosi”
Malattie rare, il ritardo diagnostico ha un volto femminile: “Le donne aspettano due anni in più degli uomini per la diagnosi”

Per una persona con una malattia rara ottenere una diagnosi significa spesso affrontare una vera e propria odissea. In Italia servono in media cinque anni e mezzo dal primo sintomo...

Corte dei conti. Aumentano le risorse in sanità ma non la capacità di trasformarle in servizi. Restano i nodi su territorio, prevenzione e personale
Corte dei conti. Aumentano le risorse in sanità ma non la capacità di trasformarle in servizi. Restano i nodi su territorio, prevenzione e personale

Più risorse per la sanità, ma ancora troppe difficoltà nel trasformarle in servizi, strutture operative, investimenti realizzati e presa in carico dei cittadini. È questa la fotografia che emerge dalla...

Ricoveri ospedalieri. Nel 2024 oltre 8 milioni di dimissioni: +1,1% sul 2023 ma ancora -5,6% rispetto al pre-Covid. In calo l’inappropriatezza. Boom ricoveri per influenza negli anziani
Ricoveri ospedalieri. Nel 2024 oltre 8 milioni di dimissioni: +1,1% sul 2023 ma ancora -5,6% rispetto al pre-Covid. In calo l’inappropriatezza. Boom ricoveri per influenza negli anziani

L’attività ospedaliera italiana continua a risalire dopo il crollo registrato nel 2020, ma non ha ancora recuperato pienamente i livelli pre-pandemia. Nel 2024 le schede di dimissione ospedaliera acquisite dal...