Ospedali a misura d’uomo. Le pagelle di Cittadinanzattiva e Agenas. Al top pediatria e ‘ospedale senza dolore’, arranca la ‘sanità digitale’

Ospedali a misura d’uomo. Le pagelle di Cittadinanzattiva e Agenas. Al top pediatria e ‘ospedale senza dolore’, arranca la ‘sanità digitale’

Ospedali a misura d’uomo. Le pagelle di Cittadinanzattiva e Agenas. Al top pediatria e ‘ospedale senza dolore’, arranca la ‘sanità digitale’
Radiografate 287 strutture di ricovero pubbliche e private accreditate. Cittadini e operatori hanno espresso valutazioni da 1 a 10. Ottimo il sevizio erogato dagli sportelli Cup ed eccellenti i reparti di degenza a misura di bambino e gli interventi contro la sofferenza inutile. Scarse le performance in termini di condivisione telematica dei dati clinici e quasi inesistenti le possibilità di accesso online alle cartelle. LA RICERCA

Gli ospedali italiani scontano la mancanza di piani aziendali per l’eliminazione delle barriere sensoriali e denotano scarse modalità alternative al pagamento del ticket e consistenti difficoltà nei processi di informatizzazione che non consentono un’adeguata diffusione della condivisione telematica dei dati clinici e che ostacolano la consultazione online di cartelle e referti. D’altro canto mostrano buone performance in termini di accessibilità ai disabili motori e garantiscono un’elevata attenzione alla condizione dei bambini e nella lotta alla sofferenza inutile. Sono i principali elementi fotografati dalla ricerca, presentata oggi da Agenas e dall’Agenzia di valutazione civica di Cittadinanzattiva, che ha monitorato 287 strutture di ricovero pubbliche e private accreditate grazie al contributo di 286 associazioni locali, di 241 equipe e di 594 cittadini che hanno espresso valutazioni da 1 a 10 su tutto il territorio nazionale.

I giudizi sono stati elaborati sulla base di 144 item che hanno composto la checklist per la valutazione partecipata. Gli item hanno, a loro volta, esplorato quattro aree principali in cui è stato articolato il concetto di umanizzazione.
1. Processi assistenziali e organizzativi orientati al rispetto e alla specificità della persona
2. Accessibilità fisica, vivibilità e comfort dei luoghi di cura
3. Accesso alle informazioni, semplificazione e trasparenza
4. Cura della relazione con il paziente/ cittadino

Il punteggio sul grado di umanizzazione della struttura è stato espresso da un gruppo misto (équipe locale) composto da operatori della struttura e da cittadini, che hanno fornito, su ciascuno dei 144 item, un giudizio condiviso. Gli stabilimenti ospedalieri radiografati dalla ricerca sono stati suddivisi in quattro fasce, sulla base del numero dei posti letto: meno di 120 posti (71 strutture); tra 120 e 399 (141); tra 400 e 799 (56); oltre 800 posti (19). Nel complesso, il punteggio medio riscontrato è stato di 6,53/10 e il trend evidenzia un incremento della performance in corrispondenza dell’aumento dei posti letto.

Nell’area 1 la migliore performance si registra in relazione alla privacy, cioè con il rispetto dell’anonimato e la tutela dei dati sensibili (8,01). Buono anche il riscontro per il cosiddetto “ospedale senza dolore” (7,85), mentre emergono difficoltà riguardo gli interventi per favorire la socialità e la continuità col mondo esterno (5,45) e il rispetto delle specificità linguistiche (4,14). Molto scarsa (2,93) la presenza di un sistema di condivisione telematica dei dati clinici tra la struttura e i medici di medicina generale.

Nell’area 2 eccellono i reparti di degenza a misura di bambino (8,83) e, all’inverso, stentano i processi di eliminazione delle barriere architettoniche e sensoriali (4,80) ch soprattutto a causa di una rara elaborazione di piani aziendali in questo senso (1,04) e della magrissima presenza (1,01) di accorgimenti che consentano ai non vedenti e agli ipovedenti l’accesso al Cup. Miglioramenti sono necessari anche per quanto concerne l’orario della distribuzione della cena ai pazienti (2,47) e l’accesso gratuito ad internet tramite rete wireless (2,30).

Nell’area 3 sono stati espressi ottimi riscontri per la possibilità di rilascio di esami radiologici su supporto digitale (9,62) e per l’efficienza nel prenotare prestazioni erogate dalla struttura sanitaria tramite l’accesso a uno o più sportelli Cup con apertura prima delle 9 una o più volte a settimana (9,48). Note dolenti, invece, in relazione alla presenza di modalità alternative di pagamento del ticket  utilizzabili all'esterno della struttura sanitaria quali ricevitorie o farmacie (1,64). Bassissima la possibilità di consultare online referti di esami diagnostici  strumentali (1,54) e quasi pari allo zero l’accesso alla consultazione via web della cartella clinica (0,31).

Nell’area 4 si registra quasi ovunque la presenza della Carta dei Servizi contenente informazioni di carattere generale sui servizi forniti e sulle modalità di accesso e di fruizione delle prestazioni (9,37). Le strutture sono però carenti in merito all’attivazione di corsi di formazione sulla comunicazione clinica e/ o sulla relazione di aiuto per gli infermieri (3,18) e per i medici (2,75). Rare inoltre le iniziative di medicina narrativa (2,20).

Nel complesso, conclude la ricerca, “sono stati compiuti importanti passi per promuovere l’umanizzazione in ambiti quali la condizione del bambino in ospedale e l’attuazione al diritto a non soffrire inutilmente”. E’ evidente, tuttavia, la necessità di “promuovere, in via prioritaria, azioni di miglioramento in ambiti quali la multiculturalità e i pronto soccorso”.
 
Gennaro Barbieri
 

Gennaro Barbieri

07 Novembre 2014

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