Studi e Analisi

Coronavirus. Lieve calo ma trend costante. Ancora alto il numero dei morti, 760 in 24 ore. Casi totali a 115 mila, di cui 18.278 guariti e 13.915 decessi. Borrelli: “Mi auguro a maggio situazione migliore”
Coronavirus. Lieve calo ma trend costante. Ancora alto il numero dei morti, 760 in 24 ore. Casi totali a 115 mila, di cui 18.278 guariti e 13.915 decessi. Borrelli: “Mi auguro a maggio situazione migliore”
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Coronavirus. Lieve calo ma trend costante. Ancora alto il numero dei morti, 760 in 24 ore. Casi totali a 115 mila, di cui 18.278 guariti e 13.915 decessi. Borrelli: “Mi auguro a maggio situazione migliore”
Rispetto a ieri si registrano 4.668 casi in più. Ad oggi il numero di persone tuttora positive (esclusi deceduti e guariti) nelle singole Regioni risulta il seguente: 25.876 i malati in Lombardia, 11.859 in Emilia Romagna, 8.578 in Veneto, 8.799 in Piemonte, 3.555 nelle Marche, 2.140 in Campania, 2.660 in Liguria, 4.789 in Toscana, 2.879 nel Lazio, 1.294 in Friuli Venezia Giulia, 1.606 in Sicilia, 1.864 in Puglia, 1.251 in Abruzzo, 1.587 nella Pa di Trento, 133 in Molise, 885 in Umbria, 1.160 in provincia di Bolzano, 627 in Calabria, 718 in Sardegna, 556 in Valle d’Aosta e 233 in Basilicata. Gli operatori sanitari contagiati salgono a 10.657IL REPORT
Coronavirus e autismo. Le indicazioni dell’Iss per prevenire il disagio legato all’epidemia
Coronavirus e autismo. Le indicazioni dell’Iss per prevenire il disagio legato all’epidemia
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Coronavirus e autismo. Le indicazioni dell’Iss per prevenire il disagio legato all’epidemia
In un dettagliato Rapporto le informazioni e i suggerimenti, messi a punto da un gruppo multidisciplinare di esperti, per le persone nello spettro autistico, i loro familiari e i loro prestatori d’assistenza professionale. Obiettivo offrire tutti gli strumenti possibili per mantenersi in condizione di sicurezza e proteggere al meglio la propria salute. Il RAPPORTO
Proteggere l’alleanza terapeutica anche nell’emergenza: un dovere di tutti, anche del legislatore
Proteggere l’alleanza terapeutica anche nell’emergenza: un dovere di tutti, anche del legislatore
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Proteggere l’alleanza terapeutica anche nell’emergenza: un dovere di tutti, anche del legislatore
Attaccare chi ci difende, rompendo quel che rimane di una già precaria “alleanza” terapeutica, sembra un esercizio oggi più che mai deplorevole. É per questo che si è lavorato ad una norma che, senza deresponsabilizzare i casi di macroscopica rilevanza, rilegga l’esimente della colpa grave al filtro delle straordinarie difficoltà, tecniche e logistiche, in cui tutto il settore si è trovato ad operare. Il coraggio di chi mette in gioco la propria vita per farsi carico di drammatiche situazioni d’urgenza deve essere plaudito e tutelato
Maurizio Hazan e Alessandra De Palma
La terza lezione del Coronavirus è che siamo parte della natura
La terza lezione del Coronavirus è che siamo parte della natura
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La terza lezione del Coronavirus è che siamo parte della natura
La pandemia ci ha posto di fronte ad un'altra tempesta inaspettata (vedi i miei due precedenti articoli), di tipo eminentemente culturale: la consapevolezza, drammaticamente esplosa, della necessità di prendere sul serio gli studi di ambito biologico, biomedico e biosociale che da tempo indicano i rischi insiti in uno stravolgimento degli equilibri naturali, senza riscuotere sufficiente attenzione
Carla Collicelli
Etica e scelte di fine vita in epoca di COVID-19
Etica e scelte di fine vita in epoca di COVID-19
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Etica e scelte di fine vita in epoca di COVID-19
Per scegliere tra il male e il peggio, che nelle pieghe della medicina sono leggibili entro dimensioni valoriali individuali, non ci sono linee-guida o protocolli che tengano, perché non c’è nessuna verità epistemica qui da difendere o da far avanzare. Non esiste, infatti, una Verità bioetica (scritta con la maiuscola) e se non esiste una verità tutti i criteri sono arbitrari, compresa l’età anagrafica che tanto fa discutere oggi
Giacomo Delvecchio
Coronavirus. Casi tornano lievemente a crescere. Il totale supera i 110 mila, di cui 16.847 guariti e 13.155 decessi. Pasquetta fuori casa? Borrelli (Protezione Civile): “Assolutamente no”
Coronavirus. Casi tornano lievemente a crescere. Il totale supera i 110 mila, di cui 16.847 guariti e 13.155 decessi. Pasquetta fuori casa? Borrelli (Protezione Civile): “Assolutamente no”
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Coronavirus. Casi tornano lievemente a crescere. Il totale supera i 110 mila, di cui 16.847 guariti e 13.155 decessi. Pasquetta fuori casa? Borrelli (Protezione Civile): “Assolutamente no”
Rispetto a ieri si registrano 4.782 casi in più. Ad oggi il numero di persone tuttora positive (esclusi deceduti e guariti) nelle singole Regioni risulta il seguente: 25.765 i malati in Lombardia, 11.489 in Emilia Romagna, 8.224 in Veneto, 8.470 in Piemonte, 3.456 nelle Marche, 1.976 in Campania, 2.645 in Liguria, 4.432 in Toscana, 2.758 nel Lazio, 1.206 in Friuli Venezia Giulia, 1.544 in Sicilia, 1.756 in Puglia, 1.211 in Abruzzo, 1.483 nella Pa di Trento, 131 in Molise, 851 in Umbria, 1.112 in provincia di Bolzano, 610 in Calabria, 657 in Sardegna, 540 in Valle d’Aosta e 225 in Basilicata. Gli operatori sanitari contagiati salgono a 10.007. IL REPORT
Coronavirus. Accademia dei Lincei: “Stiamo sperimentando una medicina e una ricerca di guerra. Ecco a che punto siamo”
Coronavirus. Accademia dei Lincei: “Stiamo sperimentando una medicina e una ricerca di guerra. Ecco a che punto siamo”
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Coronavirus. Accademia dei Lincei: “Stiamo sperimentando una medicina e una ricerca di guerra. Ecco a che punto siamo”
Troppo spesso siamo chiamati a rispondere al dramma dei pazienti con approcci empirici. Nonostante questi limiti, una valutazione rigorosa dei dati rimane e diventa sempre più un obbligo assoluto. Trovare un equilibrio tra le emergenze ed il rigore metodologico diventa la sfida centrale. Obiettivo di questo primo Rapporto quello di fornire gli strumenti per comprendere meglio e far fronte alla sfida senza precedenti che stiamo affrontando
Maurizio Cecconi, Guido Forni, Alberto Mantovani
Coronavirus. Brusaferro (Iss): “Non parlerei di ‘picco’ ma di un ‘plateau’ dell’epidemia, da cui iniziare lenta discesa”
Coronavirus. Brusaferro (Iss): “Non parlerei di ‘picco’ ma di un ‘plateau’ dell’epidemia, da cui iniziare lenta discesa”
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Coronavirus. Brusaferro (Iss): “Non parlerei di ‘picco’ ma di un ‘plateau’ dell’epidemia, da cui iniziare lenta discesa”
Plateau, ovvero un altopiano: questo il termine usato oggi dal presidente Brusaferro per descrivere il momento in cui ci troviamo in riferimento all'andamento dell'epidemia. Brusaferro preferisce infatti non usare il termine "picco" anche perché spiega nella conferenza stampa odierna dove sono stati presentati i nuovi report epidemiologici, "Il picco non è una punta, bensì un pianoro da cui ora dobbiamo iniziare a discendere ma stando attenti perché potremmo anche risalire se non si rispettano le misure di contenimento". LE SLIDES
Coronavirus. Lieve incremento dei casi ma trend stabile. Il totale arriva a 105 mila, di cui 15.729 guariti e 12.428 decessi. Quasi 10 mila i sanitari contagiati
Coronavirus. Lieve incremento dei casi ma trend stabile. Il totale arriva a 105 mila, di cui 15.729 guariti e 12.428 decessi. Quasi 10 mila i sanitari contagiati
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Coronavirus. Lieve incremento dei casi ma trend stabile. Il totale arriva a 105 mila, di cui 15.729 guariti e 12.428 decessi. Quasi 10 mila i sanitari contagiati
Rispetto a ieri si registrano 4.053 casi in più. Ad oggi il numero di persone tuttora positive (esclusi deceduti e guariti) nelle singole Regioni risulta il seguente: 25.124 i malati in Lombardia, 10.953 in Emilia Romagna, 7.850 in Veneto, 8.082 in Piemonte, 3.352 nelle Marche, 1.871 in Campania, 2.508 in Liguria, 4.226 in Toscana, 2.642 nel Lazio, 1.160 in Friuli Venezia Giulia, 1.492 in Sicilia, 1.654 in Puglia, 1.191 in Abruzzo, 1.389 nella Pa di Trento, 117 in Molise, 851 in Umbria, 1.142 in provincia di Bolzano, 606 in Calabria, 657 in Sardegna, 552 in Valle d’Aosta e 216 in Basilicata. Gli operatori sanitari contagiati salgono a 9.518. IL REPORT
Ripensare i servizi in una ipotesi di convivenza con pandemie virali
Ripensare i servizi in una ipotesi di convivenza con pandemie virali
Speciale Nuovo Coronavirus
Ripensare i servizi in una ipotesi di convivenza con pandemie virali
Per la prima volta ci troviamo ad affrontare una emergenza sanitaria planetaria in era di globalizzazione, emergenza che ci ha colti assolutamente impreparati e vulnerabili. I “Piani per maxi emergenze pandemiche” risultano ad oggi inesistenti o elaborati su carta e poco implementabili in concreto. Ecco perché dobbiamo porci una serie di problemi per poter programamre una revisione del nostro sistema sanitario e non solo
Giorgio Banchieri e Stefania Mariantoni
Covid-19. Meglio un Ssn basato sulla “Patient Centered” o sulla  “Community Centered”
Covid-19. Meglio un Ssn basato sulla “Patient Centered” o sulla  “Community Centered”
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Covid-19. Meglio un Ssn basato sulla “Patient Centered” o sulla  “Community Centered”
Attenzione: non è una semplice distinzione tra ospedale e territorio, ma un approccio programmatorio e organizzativo trasversale all’intera offerta sanitaria. Volgarizzando per semplicità: la “patient” incentra il sistema sui bisogni sanitari del singolo paziente la “community” su quelli della collettività
Fabrizio Gianfrate
Coronavirus. Stiamo capendo che la battaglia si vince sul territorio… e allora si agisca di conseguenza 
Coronavirus. Stiamo capendo che la battaglia si vince sul territorio… e allora si agisca di conseguenza 
Speciale Nuovo Coronavirus
Coronavirus. Stiamo capendo che la battaglia si vince sul territorio… e allora si agisca di conseguenza 
E dobbiamo farlo a partire dalla realizzazione delle Unità speciali previste dal recente decreto legge. Mancano però le linee essenziali di programmazione per organizzarle bene e meglio di come si è tentato di fare sino ad oggi, regolamentandone esaustivamente criteri costitutivi, di funzionamento e di resa del relativo servizio essenziale, indispensabile per alleggerire la impropria domanda ospedaliera e le occasioni di contaminazione
Ettore Jorio
Coronavirus. Record guariti in un giorno e più che dimezzato l’aumento dei nuovi positivi. Locatelli (Css): “Riapertura? Ne riparliamo dopo Pasqua”
Coronavirus. Record guariti in un giorno e più che dimezzato l’aumento dei nuovi positivi. Locatelli (Css): “Riapertura? Ne riparliamo dopo Pasqua”
Speciale Nuovo Coronavirus
Coronavirus. Record guariti in un giorno e più che dimezzato l’aumento dei nuovi positivi. Locatelli (Css): “Riapertura? Ne riparliamo dopo Pasqua”
I casi totali superano i 100mila, i decessi arrivano a 11.591. Ad oggi il numero di persone tuttora positive (esclusi deceduti e guariti) nelle singole Regioni risulta il seguente: 25.006 i malati in Lombardia, 10.766 in Emilia Romagna, 7.564 in Veneto, 7.655 in Piemonte, 3.251 nelle Marche, 1.739 in Campania, 2.383 in Liguria, 4.050 in Toscana, 2.497 nel Lazio, 1.109 in Friuli Venezia Giulia, 1.408 in Sicilia, 1.585 in Puglia, 1.169 in Abruzzo, 1.357 nella Pa di Trento, 107 in Molise, 834 in Umbria, 1.098 in provincia di Bolzano, 602 in Calabria, 622 in Sardegna, 518 in Valle d’Aosta e 208 in Basilicata. Gli operatori sanitari contagiati salgono a 8.956. IL REPORT
Medici di famiglia, vittime di una visione sbagliata dell’emergenza
Medici di famiglia, vittime di una visione sbagliata dell’emergenza
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Medici di famiglia, vittime di una visione sbagliata dell’emergenza
I medici che conosco mi hanno raccontato cose pesanti sulle loro reali condizioni di lavoro. La mia impressione è che fino ad ora i medici di medicina generale sono stati considerati, dal governo ma soprattutto dalle regioni e quindi dalle aziende, come se nel territorio non esistesse una epidemia. Altrimenti non mi spiego come sia possibile mandare dei medici a mani nude (qualcuno ha parlato di carne da macello) come se fossero in un romanzo di Cronin cioè il medico solo difronte alla miniera crollata
Ivan Cavicchi
Il territorio “disarmato” nella guerra al Coronavirus
Il territorio “disarmato” nella guerra al Coronavirus
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Il territorio “disarmato” nella guerra al Coronavirus
Se i presidi sanitari territoriali per la prevenzione e le cure primarie fossero stati più adeguatamente preparati e riforniti di personale e strumenti di buon livello, si sarebbero potute forse evitare alcune delle situazioni più critiche, come quelle delle morti a casa in solitudine e senza assistenza, e quelle delle difficoltà psico-sociali, prima ancora che cliniche, di tanti cittadini e di tante famiglie.
Carla Collicelli
La vita oltre il virus
La vita oltre il virus
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La vita oltre il virus
Affrontare il difficile compito di domare l’epidemia e resistere in questa lunga quarantena, sarà complicato, difficile, stressante. Stringere un patto di solidarietà tra cittadini e comunità scientifica tra cittadini e il nostro sistema di protezione della salute è fondamentale sennò non ne usciremo
Grazia Labate
Coronavirus. I casi superano i 97 mila, di cui 13.030 guariti e 10.779 decessi. Richeldi (Cts): “Nel fine settimana minor incremento di decessi e ricoveri in terapia intensiva”
Coronavirus. I casi superano i 97 mila, di cui 13.030 guariti e 10.779 decessi. Richeldi (Cts): “Nel fine settimana minor incremento di decessi e ricoveri in terapia intensiva”
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Coronavirus. I casi superano i 97 mila, di cui 13.030 guariti e 10.779 decessi. Richeldi (Cts): “Nel fine settimana minor incremento di decessi e ricoveri in terapia intensiva”
Rispetto a ieri si registrano 5.217 casi in più. Ad oggi il numero di persone tuttora positive (esclusi deceduti e guariti) nelle singole Regioni risulta il seguente: 25.392 i malati in Lombardia, 10.535 in Emilia Romagna, 7.251 in Veneto, 7.268 in Piemonte, 3.160 nelle Marche, 1.556 in Campania, 2.279 in Liguria, 3.786 in Toscana, 2.362 nel Lazio, 1.141 in Friuli Venezia Giulia, 1.330 in Sicilia, 1.432 in Puglia, 1.169 in Abruzzo, 1.293 nella Pa di Trento, 100 in Molise, 897 in Umbria, 1.034 in provincia di Bolzano, 577 in Calabria, 582 in Sardegna, 539 in Valle d’Aosta e 197 in Basilicata. Gli operatori sanitari contagiati salgono a 8.358. IL REPORT
Coronavirus. Perché il Paese dovrà “riaprire”, anche se gradualmente. Ecco gli scenari possibili
Coronavirus. Perché il Paese dovrà “riaprire”, anche se gradualmente. Ecco gli scenari possibili
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Coronavirus. Perché il Paese dovrà “riaprire”, anche se gradualmente. Ecco gli scenari possibili
Ufficialmente (a parte Renzi) non se ne vuol sentir parlare. Ma è evidente che occorre cominciare a ragionare sull’uscita dall’emergenza e dalle attuali misure di contenimento dell’epidemia. E questo indipendentemente dalle curve epidemiche perché nessun Paese può restare immobile per più di un anno (tanto ci vorrà per un vaccino). Ecco cosa potrebbe accadere e in che modo cambierà il nostro modo di vivere per i prossimi mesi
Cesare Fassari
Coronavirus. Scende numero nuovi positivi e record guarigioni. Ma decessi superano quota 10mila. Borrelli:  “Senza misure drastiche situazione insostenibile”
Coronavirus. Scende numero nuovi positivi e record guarigioni. Ma decessi superano quota 10mila. Borrelli:  “Senza misure drastiche situazione insostenibile”
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Coronavirus. Scende numero nuovi positivi e record guarigioni. Ma decessi superano quota 10mila. Borrelli:  “Senza misure drastiche situazione insostenibile”
I contagi totali arrivano ad oltre 92 mila casi. Ad oggi il numero di persone tuttora positive (esclusi deceduti e guariti) nelle singole Regioni risulta il seguente: 24.509 i malati in Lombardia, 9.964 in Emilia Romagna, 6.913 in Veneto, 6.851 in Piemonte, 2.999 nelle Marche, 1.407 in Campania, 2.086 in Liguria, 3.511 in Toscana, 2.181 nel Lazio, 1.120 in Friuli Venezia Giulia, 1.242 in Sicilia, 1.358 in Puglia, 1.027 in Abruzzo, 1.234 nella Pa di Trento, 98 in Molise, 898 in Umbria, 929 in provincia di Bolzano, 523 in Calabria, 569 in Sardegna, 468 in Valle d’Aosta e 178 in Basilicata .Gli operatori sanitari contagiati salgono a 7.763 IL REPORT
Coronavirus. La curva prima o dopo scenderà. Ma non facciamoci cogliere impreparati su come gestire il post emergenza
Coronavirus. La curva prima o dopo scenderà. Ma non facciamoci cogliere impreparati su come gestire il post emergenza
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Coronavirus. La curva prima o dopo scenderà. Ma non facciamoci cogliere impreparati su come gestire il post emergenza
L’epidemia finirà, speriamo in tempi non lunghi, ma resta il post epidemia, la preparedness per i futuri inesorabili rischi epidemici, la ristrutturazione di un prezioso sistema sanitario e sociale tanto gravemente colpito e soltanto in parte preparato alla risposta e soltanto una rete di sorveglianza attiva territoriale potrà offrire le necessarie informazioni ed attivare le indispensabili risposte
Donato Greco
Coronavirus. La tempesta sanitaria che non ci aspettavamo
Coronavirus. La tempesta sanitaria che non ci aspettavamo
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Coronavirus. La tempesta sanitaria che non ci aspettavamo
La tempesta che non ci aspettavamo riguarda innanzitutto i rischi che derivano da quello che nei paesi sviluppati è nei fatti un carico di malattia triplo o quadruplo (per riprendere quella formula) rispetto al recente passato, e non solo doppio ma ci pone anche di fronte alla necessità di prendere coscienza finalmente delle interrelazioni tra settore della salute ed altri settori
Carla Collicelli
Coronavirus. Prima di arrivare a un razionamento delle cure vanno verificate tutte le disponibilità assistenziali nazionali. Statement Comitato etico Aou di Padova
Coronavirus. Prima di arrivare a un razionamento delle cure vanno verificate tutte le disponibilità assistenziali nazionali. Statement Comitato etico Aou di Padova
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Coronavirus. Prima di arrivare a un razionamento delle cure vanno verificate tutte le disponibilità assistenziali nazionali. Statement Comitato etico Aou di Padova
Il Comitato Etico per la pratica clinica dell’adulto dell’Azienda Ospedale-Università di Padova ha redatto un documento che affronta la tematica della possibile selezione delle cure a seguito dell'emergenza Covid, anche in riferimento alle Raccomandazioni Siaarti. Per il Comitato solo qualora non sin trovassero disponibilità alternative "si potrà prendere in considerazione di dare priorità ai soggetti che, a parità di bisogno, si prevede possano beneficiare maggiormente del trattamento", ma sempre "al di fuori di ogni automatismo"
Marina Munari
Coronavirus. Curva stabile ma giorno nero per i morti: quasi 1.000 in più in 24 ore. In totale i casi superano gli 86.498, 10.950 guariti e 9.134 decessi
Coronavirus. Curva stabile ma giorno nero per i morti: quasi 1.000 in più in 24 ore. In totale i casi superano gli 86.498, 10.950 guariti e 9.134 decessi
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Coronavirus. Curva stabile ma giorno nero per i morti: quasi 1.000 in più in 24 ore. In totale i casi superano gli 86.498, 10.950 guariti e 9.134 decessi
Rispetto a ieri si registrano 5.959 casi in più. Ad oggi il numero di persone tuttora positive (esclusi deceduti e guariti) nelle singole Regioni risulta il seguente: 23.895 i malati in Lombardia, 9.361 in Emilia Romagna, 6.648 in Veneto, 6.347 in Piemonte, 2.850 nelle Marche, 1.292 in Campania, 2.060 in Liguria, 2.973 in Toscana, 2013 nel Lazio, 1.027 in Friuli Venezia Giulia, 1.158 in Sicilia, 1.236 in Puglia, 925 in Abruzzo, 1.164 nella Pa di Trento, 86 in Molise, 824 in Umbria, 833 in provincia di Bolzano, 469 in Calabria, 496 in Sardegna, 413 in Valle d’Aosta e 147 in Basilicata. Oltre 7mila gli operatori sanitari contagiati. IL REPORT
Coronavirus. Gimbe: “Numero contagiati in Italia molto più elevato, sono almeno 208mila. Se si contassero tutti la nostra letalità scenderebbe al 3,9%”
Coronavirus. Gimbe: “Numero contagiati in Italia molto più elevato, sono almeno 208mila. Se si contassero tutti la nostra letalità scenderebbe al 3,9%”
Speciale Nuovo Coronavirus
Coronavirus. Gimbe: “Numero contagiati in Italia molto più elevato, sono almeno 208mila. Se si contassero tutti la nostra letalità scenderebbe al 3,9%”
“In Italia i tamponi vengono effettuati prevalentemente sui soggetti sintomatici e, esaminando solo la punta dell’iceberg, la gravità di COVID-19 viene ampiamente sovrastimata”. “La distribuzione di gravità della malattia è verosimilmente sovrapponibile a quella delle coorte cinese: 81% casi lievi, 15% ospedalizzati e 5% in terapia intensiva”.
Coronavirus. Quale ruolo per medici di famiglia e pediatri?
Coronavirus. Quale ruolo per medici di famiglia e pediatri?
Speciale Nuovo Coronavirus
Coronavirus. Quale ruolo per medici di famiglia e pediatri?
Medici di famiglia e pediatri possono rappresentare un “anello di congiunzione” tra problemi globali, possibili soluzioni e azioni locali, in aderenza alle più rigorose evidenze scientifiche. Un loro maggiore coinvolgimento consentirebbe non solo di raccogliere informazioni in modo tempestivo e preciso sullo stato di salute della popolazione e dell’ambiente, ma anche e soprattutto nel trasmettere al cittadino un immediato senso di protezione da parte del Servizio Sanitario
Rete Medici Sentinella Ambiente
Il sistema ospedaliero italiano non è in declino. Ecco perché
Il sistema ospedaliero italiano non è in declino. Ecco perché
Studi e Analisi
Il sistema ospedaliero italiano non è in declino. Ecco perché
La tesi secondo cui il sistema ospedaliero italiano sarebbe stato smantellato nell’ultimo decennio, in ossequio ai vincoli imposti dall’UE e al rispetto del patto di stabilità, appare viziata da ideologismi e non fondata su un esame obiettivo dei dati. I continui progressi nell’efficacia, qualità e appropriatezza dei ricoveri testimoniano che il sistema ospedaliero italiano ha retto, nonostante il blocco delle assunzioni e la scarsità di risorse finanziarie
Vittorio Mapelli
La preoccupante invisibilità dei Ser.D. e dei loro pazienti al tempo del Covid-19
La preoccupante invisibilità dei Ser.D. e dei loro pazienti al tempo del Covid-19
Speciale Nuovo Coronavirus
La preoccupante invisibilità dei Ser.D. e dei loro pazienti al tempo del Covid-19
Non è accettabile da parte di chi conosce il dramma della dipendenza e con la stessa ci fa i conti quotidianamente che le terapie somministrate presso i nostri Servizi consuetamente considerate “integrate” - trattamento farmacologico e trattamenti psico-sociali - possano essere sfrondante senza troppi rincrescimenti
Anna Paola Lacatena
Coronavirus. La curva risale. In totale i casi superano gli 80 mila, 10.361 guariti e 7.503 decessi. Oms: “Misure funzionano, in prossimi giorni diminuzione casi”
Coronavirus. La curva risale. In totale i casi superano gli 80 mila, 10.361 guariti e 7.503 decessi. Oms: “Misure funzionano, in prossimi giorni diminuzione casi”
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Coronavirus. La curva risale. In totale i casi superano gli 80 mila, 10.361 guariti e 7.503 decessi. Oms: “Misure funzionano, in prossimi giorni diminuzione casi”
Rispetto a ieri si registrano 6.153 casi in più. Ad oggi il numero di persone tuttora positive (esclusi deceduti e guariti) nelle singole Regioni risulta il seguente: 22.189 i malati in Lombardia, 8.850 in Emilia Romagna, 6.140 in Veneto, 5.950 in Piemonte, 2.795 nelle Marche, 1.169 in Campania, 2.027 in Liguria, 2.973 in Toscana, 1.835 nel Lazio, 954 in Friuli Venezia Giulia, 1.095 in Sicilia, 1.095 in Puglia, 860 in Abruzzo, 1.094 nella Pa di Trento, 81 in Molise, 770 in Umbria, 791 in provincia di Bolzano, 372 in Calabria, 462 in Sardegna, 378 in Valle d’Aosta e 133 in Basilicata. Gli operatori sanitari contagiati salgono a 6.414. IL REPORT
Coronavirus. In Spagna 10.000 nuovi casi in 24 ore. Salgono a 56.000 i contagiati e ad oltre 4.000 i decessi. E anche qui, come in Italia, i più colpiti sono gli anziani
Coronavirus. In Spagna 10.000 nuovi casi in 24 ore. Salgono a 56.000 i contagiati e ad oltre 4.000 i decessi. E anche qui, come in Italia, i più colpiti sono gli anziani
Speciale Nuovo Coronavirus
Coronavirus. In Spagna 10.000 nuovi casi in 24 ore. Salgono a 56.000 i contagiati e ad oltre 4.000 i decessi. E anche qui, come in Italia, i più colpiti sono gli anziani
I pazienti ricoverati in ospedali sono 31.912, e 3.679 quelli attualmente in terapia intensiva. Il tasso di letalità grezzo si impenna così al 7,2%. Analizzando i dati su contagi e letalità per fasce d'età, viene fuori uno scenario quasi sovrapponibile a quello italiano. Anche in Spagna, infatti, la fascia d'età più colpita dal virus è rappresentata dagli over 75. Oltre la metà di tutti i ricoverati in Spagna ha più di 70 anni. E la maggior parte dei decessi si registra tra persone con più di 80 anni
Giovanni Rodriquez
Manzoni, la negazione della realtà (della peste), e l’analogo atteggiamento circa le Raccomandazioni Siiarti sull’emergenza Coronavirus
Manzoni, la negazione della realtà (della peste), e l’analogo atteggiamento circa le Raccomandazioni Siiarti sull’emergenza Coronavirus
Speciale Nuovo Coronavirus
Manzoni, la negazione della realtà (della peste), e l’analogo atteggiamento circa le Raccomandazioni Siiarti sull’emergenza Coronavirus
La lezione di Manzoni ci ha consentito di vedere meglio come avvenga il processo di negazione di realtà (sgradevole e non facile da accettare: la peste o la selezione). L’auspicio è che, almeno oggi, si evitino gli errori più grossolani e che, come consigliava Manzoni, si segua “il metodo proposto da tanto tempo, d’osservare, ascoltare, paragonare, pensare, prima di parlare”.
Maurizio Mori