Studi e Analisi
Il declino inarrestabile della professione medica
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Il declino inarrestabile della professione medica
Oggi il lavoro dei medici viene considerato un disvalore, un costo da abbattere, una spesa da comprimere attraverso operazioni di sostituzione con personale meno qualificato per formazione ed esperienza professionale. Una prospettiva che deve essere contrastata da tutti coloro che si sono battuti perché la sanità divenisse un servizio di utilità pubblica e non un mercato di beni da consumare
Roberto Polillo
L’anno sanitario che verrà tra economia politica, società ed Europa
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L’anno sanitario che verrà tra economia politica, società ed Europa
A che sono serviti 10 anni di sacrifici sanguinolenti, se siamo sempre più indebitati, più poveri e ci curiamo meno e peggio? Le politiche neoliberiste, specie quelle all'italiana, sono nefaste in società demograficamente mature come le nostre con una globalizzazione vorace in Paesi Emergenti dalle regole lasche e dal dumping sociale e ambientale
Fabrizio Gianfrate
Assenze per malattia. Un certificato su tre cade di lunedì
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Assenze per malattia. Un certificato su tre cade di lunedì
L'aneddotica dei professionisti deputati alle visite fiscali è ricchissima di conferme del cosiddetto “week end allungato”: con oltre il 50% sul totale, l’Italia è il primo Paese in Europa per incidenza delle cosiddette “malattie brevi”, il 15% in più della media europea. Secondo diversi studi autorevoli, se riuscissimo a riportare il tasso di assenteismo sui livelli delle principali economie, il beneficio sarebbe stimabile nell’ordine dei 15-20 miliardi di euro l’anno
Fulvio Bersanetti
Sanità ed elezioni. Gimbe monitorerà le promesse dei partiti
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Sanità ed elezioni. Gimbe monitorerà le promesse dei partiti
Il risultato dell’analisi comparata dei programmi elettorali, che riguarderà le proposte proposte relative a sanità, welfare e ricerca, sarà presentato a due giorni dal voto, il prossimo 2 marzo, in occasione della Conferenza nazionale Gimbe.
Un anno con l’Oms. Dalla guerra all’industria del tabacco alla fine dell’epidemia di Aids entro il 2030. Tutti i target e i progetti del 2017
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Un anno con l’Oms. Dalla guerra all’industria del tabacco alla fine dell’epidemia di Aids entro il 2030. Tutti i target e i progetti del 2017
Anno 2017: in rassegna i problemi chiave di salute .Tutte le tappe degli interventi Oms nell'anno appena concluso con i principali risultati ottenuti e gli obiettivi fino al 2030. L'elenco completo e tutti i documenti Oms che riguardano le singole materie sono consultabili on line a questo link.
Eurostat: il 16% degli italiani non ha i soldi per scaldare adeguatamente la propria abitazione, quasi il doppio della media UE. A rischio anziani, neonati, malati cronici e disabili
Studi e Analisi
Eurostat: il 16% degli italiani non ha i soldi per scaldare adeguatamente la propria abitazione, quasi il doppio della media UE. A rischio anziani, neonati, malati cronici e disabili
Vivere in una casa fredda oltre che essere disagevole mette anche a rischio la salute. E per gli italiani la situazione sembra peggiorata: nel 2006 in difficoltà a riscaldare la casa era infatti "solo" il 10,4% della popolazione. In Europa dati molto diversi da un Paese all'altro con una media dell’8,7% in progressivo miglioramento dopo il picco negativo nel 2011 con l'11%. La situazione più grave in Bulgaria (39%), seguita da Lituania e Grecia (29%). In Lussemburgo e Finlandia problema quasi inesistente.
Inquinamento acustico. Il 16,2% degli italiani soffre per il rumore di abitazioni vicine o dalla strada
Studi e Analisi
Inquinamento acustico. Il 16,2% degli italiani soffre per il rumore di abitazioni vicine o dalla strada
L'inquinamento acustico riìguarda circa un quarto della popolazione europea che ha riferito di aver riscontrato problemi con il rumore provenienti dai loro vicini o dalla strada. Il record a Malta (26,2%). Poi Germania (25,1%) e Paesi Bassi (24,9%). Il nostro Paese si trova a metà classifica (di poco sotto la media UE) se si considerano le percentuali 2016 (ultimo anno per il quale Eurostat fornisce il dato per quasi tutti i Paesi).
La grande sfida della cronicità
Provincia Autonoma di Trento
La grande sfida della cronicità
Secondo l’Oms, l’82-85% dei costi in sanità è assorbito dalla cronicità, il vero grande problema che tutti i Paesi industrializzati debbono affrontare, unitamente alla crescita esponenziale della spesa sociale, legata non solo all’invecchiamento della popolazione ma anche all’andamento del mercato del lavoro ed ai provvedimenti sui sistemi pensionistici. Ecco alcune proposte per affrontare e rimuovere i punti deboli del nostro Ssn
Isabella Mastrobuono
Una legislatura deludente. Ma la colpa è anche del mondo della sanità che non vuole riformarsi
Studi e Analisi
Una legislatura deludente. Ma la colpa è anche del mondo della sanità che non vuole riformarsi
E’ vero, come sostiene Fassari nel suo editoriale di Natale, che sono state fatte molte leggi ma, al di là del fatto che a mio avviso sono in maggioranza sbagliate o non applicabili per mancanza di risorse, il guaio vero è che di cambiare, questa sanità, per prima e per ragioni poco nobili, non ne vuole sapere. Per cui accetta di svendersi come esperienza storica, di farsi umiliare sui contratti, di rinunciare alla deontologia, di praticare una pessima medicina, nel vano tentativo di tutelare se stessa restando invariante
Ivan Cavicchi
Annuario Istat 2017. Gli italiani si sentono in maggioranza in buona salute (ma più gli uomini che le donne). Quasi il 40% è però affetto da una malattia cronica. Due morti su tre per colpa di malattie cardiovascolari e tumori
Studi e Analisi
Annuario Istat 2017. Gli italiani si sentono in maggioranza in buona salute (ma più gli uomini che le donne). Quasi il 40% è però affetto da una malattia cronica. Due morti su tre per colpa di malattie cardiovascolari e tumori
Pubblicato oggi il volume dell’Istat che raccoglie tutte le principali statistiche del Paese. Si dice in buona salute il 70,1% della popolazione (73,9 gli uomini e 66,4 le donne). Si confermano poi le tendenze degli ultimi anni: meno ricoveri per acuti e più in lungodegenza, calano i medici di base, crescita costante delle cronicità, meno aborti, fumatori stabili. I due big killer restano cuore e cancro che da soli sono la causa del 66% delle morti. IL CAPITOLO SANITÀ E SALUTE.
Spesa sociale dei Comuni. Nel 2015 quasi 7 miliardi di euro. La maggior parte va alle famiglie con figli e ai disabili. Sud in coda
Studi e Analisi
Spesa sociale dei Comuni. Nel 2015 quasi 7 miliardi di euro. La maggior parte va alle famiglie con figli e ai disabili. Sud in coda
L’Istat fotografa la dinamica e la ripartizione geografica della spesa sociale dei Comuni, al netto del contributo del Ssn. Il 38,5% delle risorse è destinato alle famiglie con figli, il 25,4% ai disabili, il 18,9% agli anziani, il 7% al contrasto della povertà e dell'esclusione sociale, il 4,2% agli immigrati e lo 0,4% alle dipendenze. Il rimanente 5,6% è assorbito dalle spese generali, di organizzazione e per i servizi rivolti alla "multiutenza". Ma al Sud spesa procapite molto più bassa che al nord, Sardegna esclusa. IL RAPPORTO.
Nas, il bilancio del 2017: arrestate 154 persone e denunciate altre 4.495. Attività sospesa per 169 strutture tra ambulatori, case di riposo, laboratori e aziende. Sequestrate 106 mila confezioni di medicinali e 98 mila capsule e fiale
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Nas, il bilancio del 2017: arrestate 154 persone e denunciate altre 4.495. Attività sospesa per 169 strutture tra ambulatori, case di riposo, laboratori e aziende. Sequestrate 106 mila confezioni di medicinali e 98 mila capsule e fiale
Presentato il bilancio dell’ultimo anno di attività dei Carabinieri che operano per la tutela della salute. In totale 49.700 gli interventi, che nel 30% dei casi hanno evidenziato irregolarità. Nel comparto farmaceutico-sanitario rilevate irregolarità in 3.480 casi che hanno portato all’arresto di 133 per reati quali corruzione, peculato, truffa al servizio sanitario, maltrattamenti ed altri illeciti penali gravi (altre 3.150 le persone denunciate.
Ma dove va a parare la proposta di riforma del presidente Enpam?
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Ma dove va a parare la proposta di riforma del presidente Enpam?
Per il presidente dell’Enpam Alberto Oliveti, per risolvere le criticità della sanità, si tratta di contro-riformare il sistema pubblico quindi di rinegoziarne i valori dell’universalismo e dell’equità, per renderli compatibili con i limiti economici assunti come inevitabili. Per me è esattamente il contrario i valori non si rinegoziano e per risolvere le criticità si deve riformare il sistema per eliminare le sue contraddizioni e le sue diseconomie così rendere compossibili valori e realtà
Ivan Cavicchi
Donazioni e trapianti di organo. Un’Italia da record con dati mai registrati prima: in un anno donazioni aumentate del 18%
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Donazioni e trapianti di organo. Un’Italia da record con dati mai registrati prima: in un anno donazioni aumentate del 18%
Con una media di 28 donatori per milione di abitanti (35 al Nord) superiamo nettamente la media europea, secondi solo alla Spagna. Diminuiscono liste attesa in riduzione per il secondo anno consecutivo e cala del 15% anche il numero delle opposizioni. Questi i dati preliminari del Centro Nazionale Trapianti, aggiornati al 30 novembre 2017 I DATI PRELIMINARI
Dal secondo pilastro integrativo all’intramoenia. Per la sanità (e i medici) è tempo di cambiare
Studi e Analisi
Dal secondo pilastro integrativo all’intramoenia. Per la sanità (e i medici) è tempo di cambiare
Oggi si sostiene, a buona ragione, che il nostro Ssn abbia dei numeri di tutto rilievo internazionale, che la “white economy” possa creare opportunità di crescita e di occupazione, che i nostri medici siano ben apprezzati oltre confine. Ma alcune criticità sono purtroppo ben evidenti: grandi differenze tra regione e regione e tra azienda ed azienda in termini di qualità, di accesso e di fruibilità dei servizi, con sprechi, vuoti assistenziali e malaffare ancora incidenti sulla spesa sanitaria. Ecco alcune idee per rilanciare la nostra sanità
Alberto Oliveti (Presidente Fondazione Enpam)
UK. Sanità pubblica in crisi e il NHS non pubblica i dati su prestazioni e servizi
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UK. Sanità pubblica in crisi e il NHS non pubblica i dati su prestazioni e servizi
Questa l'accusa delle opposizioni. Per il ministro della Salute ombra, Jonathan Ashworth: "È assolutamente inaccettabile che la vera portata della crisi non possa essere rivelata completamente a causa della mancata pubblicazione dei dati di cui i trust sono in possesso". L'assistenza di alta qualità è un obiettivo in costante movimento: stare fermi significa ripiegare. Ecco perché vi è bisogno di rilanciare una vera riforma.
Grazia Labate
Migliora l’assistenza ospedaliera, ma non in tutto il Paese. Va meglio soprattutto per trattamento infarto acuto, ictus e chirurgia protesica. Il Piano nazionale esiti 2017
Studi e Analisi
Migliora l’assistenza ospedaliera, ma non in tutto il Paese. Va meglio soprattutto per trattamento infarto acuto, ictus e chirurgia protesica. Il Piano nazionale esiti 2017
Presentato oggi a Roma il Piano nazionale esiti che attraverso 166 indicatori monitorizza ogni anno la qualità delle cure ospedaliere. Prosegue il trend di miglioramento generale per tutti i gli indicatori ma restano ancora sacche di inappropriatezza che riguardano soprattutto il Sud e che sono però evidenti anche in singole strutture di Regioni più efficienti. Ottimi risultati invece per la deospedalizzazione delle malattie croniche che prò sconta i ritradi sull'assistenza territoriale.
Da rottamare più del 50% delle apparecchiature di diagnostica per immagini e di elettromedicina. In tutto 25mila apparecchi. Nuovo report di Assobiomedica
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Da rottamare più del 50% delle apparecchiature di diagnostica per immagini e di elettromedicina. In tutto 25mila apparecchi. Nuovo report di Assobiomedica
Preoccupano il 95% dei mammografi convenzionali con più di 10 anni di vita, così come il 69% di apparecchiature mobili convenzionali per le radiografie, il 52% dei ventilatori di terapia intensiva e il 79% dei sistemi radiografici fissi convenzionali. Svantaggi non solo per i pazienti, ma anche per la sostenibilità del Servizio sanitario: più costi di manutenzione con eventuali ritardi e sospensioni nell’utilizzo dei macchinari e tempi di attesa più lunghi. IL REPORT.
Entro il 2030 salute per tutti come diritto umano: la dichiarazione e gli impegni sottoscritti a Tokio
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Entro il 2030 salute per tutti come diritto umano: la dichiarazione e gli impegni sottoscritti a Tokio
Il Forum di Tokio è culminato in una dichiarazione per galvanizzare l'azione verso #HealthforAll e durante i lavori è stato diffuso il rapporto di monitoraggio globale UHC della Banca Mondiale/OMS, che misura la percentuale di una popolazione che può accedere a servizi sanitari di qualità essenziali e la percentuale della popolazione che spende una grande quantità di reddito familiare per la salute. LA DICHIARAZIONE DI TOKIO - IL GLOBAL MONITORING REPORT 2017.
Speranza di vita. Italia resta seconda in Europa con una media di 82,8 anni. Prima la Spagna con 83 anni tondi. Ecco come va la salute degli italiani nella nuova edizione del Bes-Istat
Studi e Analisi
Speranza di vita. Italia resta seconda in Europa con una media di 82,8 anni. Prima la Spagna con 83 anni tondi. Ecco come va la salute degli italiani nella nuova edizione del Bes-Istat
La speranza di vita alla nascita in Italia nel 2016 ha recuperato la diminuzione osservata l’anno precedente, legata a una combinazione di oscillazioni demografiche e fattori congiunturali di natura epidemiologica e ambientale. Sono 82,8 gli anni che un nuovo nato del 2016 si può aspettare in media di vivere: per gli uomini il valore è di 80,6 anni, il massimo assoluto, mentre per le donne si ritorna al picco di 85 anni già osservato nel 2014. Gli indicatori del Bes, in tutto 129, sono articolati come di consueto in 12 domini, tra cui la salute. IL RAPPORTO BES.
Consenso informato. Cosa cambia con la nuova legge
Studi e Analisi
Consenso informato. Cosa cambia con la nuova legge
Per la prima volta, con il provvedimento approvato ieri in via definitiva, il consenso informato e il testamento biologico diventano anche parte della legislazione ordinaria con un ritardo pluridecennale. Non vi sono dubbi sul fatto che la pratica del consenso informato sia degenerata, talvolta, in una mera attività di medicina difensiva attraverso una eccessiva burocratizzazione del rapporto. L’eccessiva burocratizzazione nega di fatto il diritto, ma “i diritti hanno sempre convissuto con la loro violazione” (prima parte)
Luca Benci
Universalismo e sostenibilità. Per farcela dobbiamo guardare prima di tutto all’innovazione
Studi e Analisi
Universalismo e sostenibilità. Per farcela dobbiamo guardare prima di tutto all’innovazione
Non è e non sarà facile, ma dovremmo tutti fare uno sforzo per cimentarci nel merito delle diverse questioni uscendo dalle secche in cui spesso ci impantaniamo tra regionalismo e centralizzazione, tra aziendalizzazione e gestione politica, tra pubblico e privato, tra management clinico ed amministrativo, tra scarsità e necessità, tra diritti e doveri. Quello che è certo è che tutti riconoscono che la protezione universalistica è lo strumento universalmente riconosciuto più efficace
Grazia Labate
Si vive di più, ma non meglio. Meno spesa, ma non per i cittadini. Il sistema pubblico resiste ma, senza riforme andrà alla deriva. Il 13° Rapporto del Crea-Sanità
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Si vive di più, ma non meglio. Meno spesa, ma non per i cittadini. Il sistema pubblico resiste ma, senza riforme andrà alla deriva. Il 13° Rapporto del Crea-Sanità
Resta forte anche il gap con i partner europei: a livello procapite la spesa sanitraia pubblica italiana è inferiore del 35,2% rispetto a quella dei Paesi dell'Europa Occidentale. Allarme per la farmaceutica dove l'equilibrio dei conti finora garantito dal contenimento della territoriale rispetto allo sforamento costante dell'ospedaliera sembra non reggere più. Ma è il quadro generale del nostro Ssn a preoccupare i ricercatori che rilevano come l'universalismo del sistema sia a rischio essendone ormai compromessa l'equita nell fruizione dei suoi servizi. L'EXECUTIVE SUMMARY DEL RAPPORTO.
Ogni anno 100 milioni di persone diventano povere per far fronte a spese sanitarie. In Italia sono 5,5 milioni. I dati Oms e Banca mondiale presentati a Tokio
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Ogni anno 100 milioni di persone diventano povere per far fronte a spese sanitarie. In Italia sono 5,5 milioni. I dati Oms e Banca mondiale presentati a Tokio
Ma ci sono anche buone notizie: il rapporto mostra che il 21° secolo ha visto un aumento del numero di persone in grado di ottenere alcuni servizi sanitari chiave, come l'immunizzazione e la pianificazione familiare, così come il trattamento antiretrovirale per HIV e zanzariere trattate con insetticida per prevenire la malaria. Il progresso, tuttavia, è molto irregolare. GLOBAL MONITORING REPORT 2017 - MONITORAGGIO DELLA COPERTURA SANITARIA UNIVERSALE NELL'AMBITO DEGLI SDG - PROGRESSI NELL'IMPOVERIMENTO DELLA SPESA SANITARIA IN 122 PAESI - PROGRESSI SULLA SPESA PER LA SALUTE CATASTROFICA IN 133 PAESI.
Donne. Vivono di più, ma meno in salute. Colpa di solitudine, scarsa istruzione e basso reddito. La sfida di Onda per “La nuova longevità”
Studi e Analisi
Donne. Vivono di più, ma meno in salute. Colpa di solitudine, scarsa istruzione e basso reddito. La sfida di Onda per “La nuova longevità”
E poi soffrono almeno di due malattie croniche che, in 4 casi su 10, si trasformano in una disabilità grave. Sono le donne italiane, in media più longeve degli uomini di quasi 5 anni, l’anello debole della società over 65. È questo l’identikit delle donne della “Generazione Argento” tracciato da Onda, l’Osservatorio Nazionale sulla salute della donna e Farmindustria che oggi hanno presentano a Roma il volume monografico “La salute della donna. La nuova longevità: una sfida al femminile”. IL LIBRO IN SINTESI.
Isabella Faggiano
Allarme fake news in sanità: 8,8 milioni di italiani hanno trovato sul web informazioni mediche sbagliate. L’indagine Censis
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Allarme fake news in sanità: 8,8 milioni di italiani hanno trovato sul web informazioni mediche sbagliate. L’indagine Censis
Il fenomeno anche come conseguenza del fatto che il 73,4% degli italiani è convinto che in caso di piccoli disturbi ci si possa curare da soli. E se il medico di medicina generale (53,5%) e il farmacista (32,2%) restano le principali fonti di informazione, decolla il ricorso ai diversi canali web (28,4%). Il 17% degli italiani consulta siti web generici sulla salute, il 6% i siti istituzionali, il 2,4% i social network. Ma oltre la metà di chi cerca consigli di salute sul web, si imbatte in fake news.
Liste d’attesa sempre troppo lunghe. E poi pronto soccorso in affanno e dimissioni facili. Unico dato positivo: errori medici in calo. Il 20° Rapporto Pit Salute
Studi e Analisi
Liste d’attesa sempre troppo lunghe. E poi pronto soccorso in affanno e dimissioni facili. Unico dato positivo: errori medici in calo. Il 20° Rapporto Pit Salute
Presentato stamattina a Roma il Rapporto elaborato da Cittadinanzattiva-Tdm che ha raccolto quasi 25 mila segnalazioni su disservizi e disfunzioni del Ssn. Gli italiani contnuano a credere e volere un servizio sanitario pubblico ma aumentano coloro che segnalano difficoltà di accesso soprattutto per tempi di attesa troppo lunghi o per il costo dei ticket. In calo, invece, seppur di poco le segnalazioni di presunta malpractice. LA SINTESI DEL RAPPORTO
Isabella Faggiano
In Europa 75 milioni di persone (16% popolazione) sono povere. Il picco in Romania con il 50% degli abitanti in deprivazione materiale e sociale. Italia al 17,2%, in calo rispetto al 22,8% del 2014
Studi e Analisi
In Europa 75 milioni di persone (16% popolazione) sono povere. Il picco in Romania con il 50% degli abitanti in deprivazione materiale e sociale. Italia al 17,2%, in calo rispetto al 22,8% del 2014
La classifica l'ha stilata Eurostat basandosi su una serie di indicatori che vagliano le possibilità economiche e di situazione sociale delle persone. Il Paese con meno problemi è la Svezia con solo il 2,4% degli abitanti in povertà. Dopo la Romania l'indice più alto in Bulgaria (48%), seguita da paesi in cui 1 persona su 3 era colpita: Grecia (36%) , Ungheria (32%) e Lituania (29%).
Papa Francesco: “Ospedali non siano aziende”
Studi e Analisi
Papa Francesco: “Ospedali non siano aziende”
Il messaggio del Papa in occasione della Giornata del malato 2018: “Preservare gli ospedali cattolici dal rischio dell’aziendalismo, che in tutto il mondo cerca di far entrare la cura della salute nell’ambito del mercato, finendo per scartare i poveri. L’intelligenza organizzativa e la carità esigono piuttosto che la persona del malato venga rispettata nella sua dignità e mantenuta sempre al centro del processo di cura”. IL MESSAGGIO.
Il singolare ruolo della spesa privata per il Ssn tra Nord e Sud
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Il singolare ruolo della spesa privata per il Ssn tra Nord e Sud
Oltre 800 euro pro capite al Nord (top Lombardia), 280 euro la minore in Sicilia. La privata al Nord riducendo il denominatore della domanda per il Ssn, rende nominalmente superiore il quoziente tra spesa Ssn e rispettiva domanda residua, abbassandone l’efficienza tecnica a confronto col Sud. Quindi stessa spesa Ssn ma domanda effettiva da soddisfare che al Nord la privata riduce quasi della metà rispetto a quella del Sud
Fabrizio Gianfrate








