Studi e Analisi

La salute mentale di fronte alla sfida dei vecchi e dei nuovi diritti
La salute mentale di fronte alla sfida dei vecchi e dei nuovi diritti
Speciale 40 anni della Legge 180
La salute mentale di fronte alla sfida dei vecchi e dei nuovi diritti
La riforma del 1978 si fondava sul principio che non c’erano “malati psichici” da escludere dalla società, ma persone dotate di diritti inalienabili, che non potevano essere ulteriormente compressi o negati. Quaranta anni dopo, è evidente a tutti che la “malattia” è uscita prepotentemente dalla parentesi
Giuseppe Tibaldi
Aria inquinata. Ogni anno in Italia 80mila morti premature (131 ogni 100.000 abitanti). Peggio di noi solo Bulgaria, Kosovo, Serbia, Macedonia e Ungheria. Gli ultimi dati dell’Agenzia europea 
Aria inquinata. Ogni anno in Italia 80mila morti premature (131 ogni 100.000 abitanti). Peggio di noi solo Bulgaria, Kosovo, Serbia, Macedonia e Ungheria. Gli ultimi dati dell’Agenzia europea 
Studi e Analisi
Aria inquinata. Ogni anno in Italia 80mila morti premature (131 ogni 100.000 abitanti). Peggio di noi solo Bulgaria, Kosovo, Serbia, Macedonia e Ungheria. Gli ultimi dati dell’Agenzia europea 
Il dato emerge dall'ultimo rapporto dell'Agenzia europea per l'ambiente pubblicatio poche settimane fa. Le principali minacce ambientali alla salute degli italiani (PM2.5, NO2 e O3). In tutta Europa, le morti premature sono oltre 520mila nello stesso anno. L’Italia è seconda dopo la Germania per valori assoluti e quinta per morti premature per centomila abitanti, dato per il quale la Germania, seconda grande nazione in classifica, scende al 15° posto in classifica. LA RELAZIONE DELL'AGENZIA.
Oltre 3,17 milioni di morti per BPCO nel 2015. Prima causa il fumo e l’Oms rilancia la convenzione sul controllo del tabacco e il protocollo contro il traffico illecito che vale 31 miliardi l’anno di mancate entrate fiscali
Oltre 3,17 milioni di morti per BPCO nel 2015. Prima causa il fumo e l’Oms rilancia la convenzione sul controllo del tabacco e il protocollo contro il traffico illecito che vale 31 miliardi l’anno di mancate entrate fiscali
Studi e Analisi
Oltre 3,17 milioni di morti per BPCO nel 2015. Prima causa il fumo e l’Oms rilancia la convenzione sul controllo del tabacco e il protocollo contro il traffico illecito che vale 31 miliardi l’anno di mancate entrate fiscali
La Convenzione quadro dell'Oms sul controllo del tabacco è stata sviluppata in risposta alla globalizzazione dell'epidemia di tabacco per proteggere miliardi di persone dall'esposizione nociva. È il primo trattato sanitario globale negoziato dall'Oms e ratificato da 180 paesi. Il protocollo è il passo successivo ed è una buona notizia per la salute umana e una cattiva notizia per chi trae profitto dal traffico: "banditi criminali e industria del tabacco". Per quanto riguarda l’Italia, l’Oms segnala in una scheda tematica una spesa di 10 milioni per il controllo del tabacco, ma entrate per le accise sul fumo nell’ordine di 10,8 miliardi circa e per l’Iva di 3,3 miliardi.  CONVENZIONE OMS FCTC - PROTOCOLLO OMS CONTRO TRAFFICI ILLECITI - RAPPORTO 2017 OMS SULL'EPIDEMIA GLOBALE DI TABACCO - STRATEGIA OMS PER  LE PATOLOGIE RESPIRATORIE - SCHEDA OMS SULL'ITALIA
Malattie reumatiche. Il 74% dei pazienti chiede più ascolto e il 46% ha difficoltà ad assumere le terapie. Il Report “Anmar we care”
Malattie reumatiche. Il 74% dei pazienti chiede più ascolto e il 46% ha difficoltà ad assumere le terapie. Il Report “Anmar we care”
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Malattie reumatiche. Il 74% dei pazienti chiede più ascolto e il 46% ha difficoltà ad assumere le terapie. Il Report “Anmar we care”
Questi alcuni dei dati della ricerca sulla qualità di cura dal punto di vista del paziente e del suo reumatologo promossa dall’Anmar e realizzata dall’Università cattolica del Sacro Cuore di Milano, presentata oggi presso il ministero della Salute
Violenza sulle donne. Una su 3 aggredita dal partner. E al Pronto soccorso la violenza sessuale è la seconda causa di accesso per le donne. Allarme anche per le bambine: il 17,9% di quelle che arrivano al PS è vittima di aggressione sessuale. I dati Iss/G
Violenza sulle donne. Una su 3 aggredita dal partner. E al Pronto soccorso la violenza sessuale è la seconda causa di accesso per le donne. Allarme anche per le bambine: il 17,9% di quelle che arrivano al PS è vittima di aggressione sessuale. I dati Iss/G
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Violenza sulle donne. Una su 3 aggredita dal partner. E al Pronto soccorso la violenza sessuale è la seconda causa di accesso per le donne. Allarme anche per le bambine: il 17,9% di quelle che arrivano al PS è vittima di aggressione sessuale. I dati Iss/G
Le donne vittime di violenza in età fertile, tra i 15 e 49 anni, in più del 35% dei casi, sono aggredite dal coniuge o dal partner sentimentale. Nei maschi la stessa casistica si attesta al di sotto del 10%. Tra quelle gravemente abusate più dei due terzi accusano sintomi di stress da disordine post-traumatico a tre mesi dalla violenza. Presentati oggi al ministero della Salute i dati del progetto Revamp, coordinati dalla sorveglianza Siniaca-Idb dell’Istituto Superiore di Sanità e dall’Ospedale Galliera di Genova.
Rapporto Meridiano Sanità. Italia 3ª in Europa per stato di salute. Tra le note dolenti, pochi vaccini e troppi antibiotici. Allarme per calo incidenza spesa sul Pil
Rapporto Meridiano Sanità. Italia 3ª in Europa per stato di salute. Tra le note dolenti, pochi vaccini e troppi antibiotici. Allarme per calo incidenza spesa sul Pil
Studi e Analisi
Rapporto Meridiano Sanità. Italia 3ª in Europa per stato di salute. Tra le note dolenti, pochi vaccini e troppi antibiotici. Allarme per calo incidenza spesa sul Pil
Bene lo stato di salute, ma l’invecchiamento della popolazione porta con sé il peso di patologie non trasmissibili e croniche, che provocano l’86% degli anni di vita perduti per disabilità e morte prematura (DALY), complessivamente pari a 16,3 milioni di anni. Male anche per la spesa: il Mef prevede che il rapporto spesa sanitaria pubblica/PIL si ridurrà di 0,3 punti percentuali tra 2017 e 2020, raggiungendo il 6,3%. IL XII RAPPORTO MERDIANO SANITÀ
Il cambiamento climatico entro il 2050 potrebbe causare 250mila morti in più all’anno.  Intesa Oms-Onu per combatterlo
Il cambiamento climatico entro il 2050 potrebbe causare 250mila morti in più all’anno.  Intesa Oms-Onu per combatterlo
Studi e Analisi
Il cambiamento climatico entro il 2050 potrebbe causare 250mila morti in più all’anno.  Intesa Oms-Onu per combatterlo
L'accordo coincide con la conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (COP23) a Bonn e ha come obiettivo la necessità di garantire che i paesi con un'infrastruttura sanitaria debole o inadeguata ricevano un sostegno per proteggere la salute umana e costruire la resilienza del clima per rispondere a tali minacce. Eventi climatici estremi e clima variabile influenzano l'aria pulita, l'acqua potabile sicura, la sicurezza alimentare e il riparo sicuro  e potrebbero causare circa 250.000 morti in più all'anno oltre lo stress, la malnutrizione, la diarrea e la malaria, tra il 2030 e il 2050. L'ACCORDO - LA GUIDA OMS - ATLANTE SULLA SALUTE DEI BAMBINI E L'AMBIENTE.
Rapporto sanità Ocse 2017: Italia tra i primi per aspettativa di vita, accesso alle cure e stili di vita. Ma spendiamo 600 dollari in meno a testa rispetto alla media. Pollice verso per consumo antibiotici e numero troppo basso infermieri
Rapporto sanità Ocse 2017: Italia tra i primi per aspettativa di vita, accesso alle cure e stili di vita. Ma spendiamo 600 dollari in meno a testa rispetto alla media. Pollice verso per consumo antibiotici e numero troppo basso infermieri
Studi e Analisi
Rapporto sanità Ocse 2017: Italia tra i primi per aspettativa di vita, accesso alle cure e stili di vita. Ma spendiamo 600 dollari in meno a testa rispetto alla media. Pollice verso per consumo antibiotici e numero troppo basso infermieri
L’Ocse nel suo rapporto sulla salute 2017 (Health at Glance) appena pubblicato ridimensiona anche i dati sul mancato accesso alle cure per motivi economici: sarebbe solo il 4,8% della popolazione italiana che si traducono in 2,8 milioni di cittadini, tra i valori più bassi dell’Ocse. Una critica all’Italia è tuttavia sugli effetti dei “grossi” vincoli di bilancio dopo la crisi finanziaria che, sottolinea l’Ocse, provocano preoccupazioni per quanto riguarda la capacità delle singole Regioni di fornire servizi adeguati, soprattutto al Sud. IL RAPPORTO OCSE. LA SCHEDA SULL'ITALIA.
Dal “modello Ferrero” un invecchiamento di successo: diminuiti ricoveri, accessi al Ps e utilizzo dei farmaci
Dal “modello Ferrero” un invecchiamento di successo: diminuiti ricoveri, accessi al Ps e utilizzo dei farmaci
Studi e Analisi
Dal “modello Ferrero” un invecchiamento di successo: diminuiti ricoveri, accessi al Ps e utilizzo dei farmaci
Aumenta anche l’attenzione alla prevenzione, con una conseguente riduzione del costo sanitario per singolo individuo. Questi i risultati di uno studio prospettico iniziato nel 2010 e svolto in collaborazione con l’Asl Cn2 Alba-Bra che mostrano come il modello sperimentato dalla Fondazione Ferrero da 34 anni riesca a combattere efficacemente  l’invecchiamento
Michela Perrone
La balla dell’ineluttabilità di un sistema “multipilastro” in sanità
La balla dell’ineluttabilità di un sistema “multipilastro” in sanità
Studi e Analisi
La balla dell’ineluttabilità di un sistema “multipilastro” in sanità
I dati della Sda Bocconi sulla spesa sanitaria privata evidenziano che non c’è nessuna necessità logica in ragione della quale due o più sistemi concorrenti debbano offrire tutti gli stessi Lea. E’ più logico che il sistema pubblico offra lea e che essi siano semplicemente integrati con quello che i lea non prevedono.
Ivan Cavicchi
Anteprima Sda Bocconi: spesa sanitaria privata a quota 39,5 miliardi. Ma non è vero che si spende di più dove il Ssn funziona peggio
Anteprima Sda Bocconi: spesa sanitaria privata a quota 39,5 miliardi. Ma non è vero che si spende di più dove il Ssn funziona peggio
Lombardia
Anteprima Sda Bocconi: spesa sanitaria privata a quota 39,5 miliardi. Ma non è vero che si spende di più dove il Ssn funziona peggio
L’86% della spesa sanitaria out of pocket delle famiglie italiane è per servizi ambulatoriali e beni (cure dentistiche, analisi ed esami, prestazioni professionali come quelle erogate dagli infermieri, dai fisioterapisti o dagli psicologi, ma anche farmaci e presidi vari, dai cerotti agli occhiali). Il restante 13,1% riguarda l’assistenza ospedaliera o a lungo termine. A spendere di più sono i cittadini di Valle d’Aosta (media pro capite 859 euro), Lombardia (752), Trentino A.A. (736), Veneto (674) ed Emilia Romagna (652). In coda Campania (303), Calabria (363), Sardegna (368) e Sicilia (404). I DATI IN ANTEPRIMA
Lucia Conti
Sdo 2016, mobilità sanitaria. Oltre 4,3 miliardi di spese per quasi un milione di ricoveri in Regioni diverse da quelle di residenza. Calabria maglia nera. Al top Lombardia ed Emilia Romagna 
Sdo 2016, mobilità sanitaria. Oltre 4,3 miliardi di spese per quasi un milione di ricoveri in Regioni diverse da quelle di residenza. Calabria maglia nera. Al top Lombardia ed Emilia Romagna 
Studi e Analisi
Sdo 2016, mobilità sanitaria. Oltre 4,3 miliardi di spese per quasi un milione di ricoveri in Regioni diverse da quelle di residenza. Calabria maglia nera. Al top Lombardia ed Emilia Romagna 
L’analisi di Quotidiano Sanità si basa sulle schede di dimissione ospedaliera 2016 per i ricoveri e, per la parte economica, su crediti e debiti sempre per la mobilità scritti nel riparto 2017 che, ovviamente, essendo ancora l’anno in corso, sono riferiti agli anni precedenti. Si tratta in sostanza di circa 937mila cittadini che si sono spostati per curarsi portandosi dietro una “dote” di oltre 4,3 miliardi tra dare e avere per le loro cure non nelle Regioni di residenza.
Cittadinanzattiva o “passiva”? I miei dubbi sul ruolo e il modus operandi di questa associazione
Cittadinanzattiva o “passiva”? I miei dubbi sul ruolo e il modus operandi di questa associazione
Studi e Analisi
Cittadinanzattiva o “passiva”? I miei dubbi sul ruolo e il modus operandi di questa associazione
Se dovessi definire il ruolo di “Cittadinanzattiva” rispetto non solo ai suoi report sulla sanità ma alla sua presenza nel dibattito sanitario, direi che essa è una specie di ausiliario del traffico “vigilino” quello che, soprattutto rispetto allo status quo di un sistema complesso, accerta le piccole violazioni
Ivan Cavicchi
Estate 2017: la più calda dal 1800 dopo quella del 2003, ma la mortalità è diminuita. I risultati del sistema di prevenzione nel report del ministero della Salute
Estate 2017: la più calda dal 1800 dopo quella del 2003, ma la mortalità è diminuita. I risultati del sistema di prevenzione nel report del ministero della Salute
Studi e Analisi
Estate 2017: la più calda dal 1800 dopo quella del 2003, ma la mortalità è diminuita. I risultati del sistema di prevenzione nel report del ministero della Salute
In generale la mortalità nella popolazione +65 anni è stata inferiore all'atteso nel mese di luglio, mentre l'ondata di agosto (periodo 31 luglio-10 agosto, con picchi di temperatura massima compresi tra 38-41°C) ha fatto registrare effetti sulla mortalità contenuti e limitati solo a poche città del centro sud, dove l'esposizione è stata particolarmente intensa. IL RAPPORTO.
A Roma la presentazione del libro Tutela la salute di Luca Benci
A Roma la presentazione del libro Tutela la salute di Luca Benci
Lazio
A Roma la presentazione del libro Tutela la salute di Luca Benci
L'evento è organizzato per il 7 novembre presso la Fondazione Basso. Sarà l’occasione di discutere con l’autore dell’attualità delle politiche sanitarie durante il dibattito sulla legge di stabilità e sul problema dell’insufficiente finanziamento del Fondo sanitario nazionale e delle conseguenze sul Servizio sanitario nazionale con le relative implicazioni sull’accesso alle cure e alle prestazioni sanitarie. IL PROGRAMMA
La salute degli immigrati in Italia.  Inmp e Istat: “La sfida per il Ssn: curare patologie croniche e disuguaglianze, non solo malattie infettive e acute”. Lo studio
La salute degli immigrati in Italia.  Inmp e Istat: “La sfida per il Ssn: curare patologie croniche e disuguaglianze, non solo malattie infettive e acute”. Lo studio
Studi e Analisi
La salute degli immigrati in Italia.  Inmp e Istat: “La sfida per il Ssn: curare patologie croniche e disuguaglianze, non solo malattie infettive e acute”. Lo studio
Prevenzione dei tumori femminili, discriminazione sui luoghi di lavoro, coperture vaccinali. Sono solo alcune delle tematiche affrontate dallo studio “Lo stato di salute della popolazione immigrata in Italia”. Dopo due anni di collaborazione tra Inmp e Istat, gli esperti hanno evidenziato la vera sfida per il Ssn: spostare l’attenzione dal tradizionale focus sulle malattie infettive e sulle condizioni acute, ai problemi che caratterizzano una popolazione stabilmente presente. LO STUDIO
Ssn: prestazioni promosse dal 71% dei cittadini. Ma 44% pazienti si lamenta per i tempi di attesa. Sondaggio Federconsumatori
Ssn: prestazioni promosse dal 71% dei cittadini. Ma 44% pazienti si lamenta per i tempi di attesa. Sondaggio Federconsumatori
Studi e Analisi
Ssn: prestazioni promosse dal 71% dei cittadini. Ma 44% pazienti si lamenta per i tempi di attesa. Sondaggio Federconsumatori
Sondaggio  di Federconsumatori e del Forum Ania consumatori su “Costi ed efficacia del Servizio Sanitario Nazionale” con una survey online che ha coinvolto 1.500 soggetti intervistati. Promossi ospedali, medici e infermieri e anche il personale amministrativo. Un quarto degli intervistati lamenta però i costi eccessivi sostenuti per accedere alle prestazioni. IL SONDAGGIO.
Se l’inquinamento uccide più delle malattie. Limiti e interessi della Medicina di Precisione
Se l’inquinamento uccide più delle malattie. Limiti e interessi della Medicina di Precisione
Studi e Analisi
Se l’inquinamento uccide più delle malattie. Limiti e interessi della Medicina di Precisione
Secondo l'Oms sono 12,6 milioni le persone che ogni anno perdono la vita a causa dell'inquinamento ambientale evitabile. Un dato che rimette al centro la vecchia questione dei determinanti di salute troppo facilmente (e volutamente?) abbandonati in favore di un nuovo modello bio-medico di interpretazione della malattia che ha nella medicia di prevìsione il suo apice. Ma ha senso puntare a cure sempre più personalizzate e costosissime quando milioni di persone muoiono per cause evitabili con un po' di prevenzione? 
Roberto Polillo
Cosa c’è dietro le nuove richieste di autonomia. Il caso sanità
Cosa c’è dietro le nuove richieste di autonomia. Il caso sanità
Studi e Analisi
Cosa c’è dietro le nuove richieste di autonomia. Il caso sanità
A quanto ammonta il finanziamento dal Nord alla sanità del Sud? Abolendolo, la sanità del Nord ne beneficerebbe? Con più risorse aumenterebbe l’efficacia? Alimenterebbe anche le inefficienze, la non di rado malsana stretta vicinanza locale tra decisore e poteri economici? Ecco i dati, con molte sorprese
Fabrizio Gianfrate
I ricoveri calano ma le infezioni ospedaliere no. Negli ultimi dieci anni incremento del 79,6% dei casi medici e del 61,2% per quelli chirurgici
I ricoveri calano ma le infezioni ospedaliere no. Negli ultimi dieci anni incremento del 79,6% dei casi medici e del 61,2% per quelli chirurgici
Studi e Analisi
I ricoveri calano ma le infezioni ospedaliere no. Negli ultimi dieci anni incremento del 79,6% dei casi medici e del 61,2% per quelli chirurgici
Nuovo approfondimento delle SDO 2016. Se rispetto al 2015 l'incremento delle infezioni ospedaliere è limitato, pur se molto diversificato a livello di singole Regioni con alcuni casi di forti diminuzioni e altrettanti di netto incremento, il dato sconcertante è quello relativo agli ultimi dieci anni. Nonostante i ricoveri siano 3 milioni in meno rispetto al 2007, le infezioni ospedaliere in corsia, sia mediche che chirurgiche, sono letteralmente esplose con incrementi preoccupanti in quasi tutte le realtà.
Il saccheggio continuo del salvadanaio del Ssn
Il saccheggio continuo del salvadanaio del Ssn
Studi e Analisi
Il saccheggio continuo del salvadanaio del Ssn
Alla politica e al confronto parlamentare il compito di recuperare quelle briciole che potrebbero restituire un po’ di dignità alla più grande conquista sociale del popolo italiano. Certo è che nel testo della Legge di Bilancio che sbarca in Parlamento questo obiettivo è talmente sbiadito da apparire come un lontano miraggio, se non come una vera e propria mission impossible
Nino Cartabellotta
Istat. Torna a crescere la speranza di vita degli italiani. In calo la mortalità dopo il picco registrato nel 2015. Il record al Nord-Ovest (-5,6%) e al Sud (-5,7%). Ecco gli indicatori 2016
Istat. Torna a crescere la speranza di vita degli italiani. In calo la mortalità dopo il picco registrato nel 2015. Il record al Nord-Ovest (-5,6%) e al Sud (-5,7%). Ecco gli indicatori 2016
Studi e Analisi
Istat. Torna a crescere la speranza di vita degli italiani. In calo la mortalità dopo il picco registrato nel 2015. Il record al Nord-Ovest (-5,6%) e al Sud (-5,7%). Ecco gli indicatori 2016
La speranza di vita aumenta in ogni classe di età. A 65 anni arriva a 20,7 anni per tutti i residenti, cinque mesi in più rispetto a quella 2013. A questa età la prospettiva di vita ulteriore presenta una differenza meno evidente tra uomini e donne (rispettivamente 19,1 e 22,3 anni) che alla nascita. L'aumento della speranza di vita si deve soprattutto alla minore mortalità delle età successive ai 60 anni. INDICATORI ISTAT DI MORTALITÀ DELLA POPOLAZIONE RESIDENTE.
Dal pesce spagnolo ai peperoni turchi: ecco i 13 alimenti più pericolosi per la salute
Dal pesce spagnolo ai peperoni turchi: ecco i 13 alimenti più pericolosi per la salute
Studi e Analisi
Dal pesce spagnolo ai peperoni turchi: ecco i 13 alimenti più pericolosi per la salute
Ma ci sono anche i pollami olandesi e polacchi, le arachidi americane e i peperoncini indiani. La black list l'ha presentata la Coldiretti a Cernobbio ed è stata redatta sulla base delle rilevazioni dell’ultimo rapporto del sistema di allerta rapido europeo sugli allarmi per rischi alimentari causati da residui chimici, micotossine, metalli pesanti, inquinanti microbiologici, diossine o additivi e coloranti. Confermata la posizione di vertici in termini di qualità e sicurezza dei cibi made in Italy.
Allarme dei pediatri: “In 3 anni triplicati casi di adescamento online di bambini e adolescenti”. “Genitori, non sottovalutate la naturale ingenuità dei figli”
Allarme dei pediatri: “In 3 anni triplicati casi di adescamento online di bambini e adolescenti”. “Genitori, non sottovalutate la naturale ingenuità dei figli”
Lombardia
Allarme dei pediatri: “In 3 anni triplicati casi di adescamento online di bambini e adolescenti”. “Genitori, non sottovalutate la naturale ingenuità dei figli”
I casi di cyberbullismo e di dipendenza dalla tecnologia tra bambini e adolescenti sono in aumento. Il 30% dei piccoli con meno di due anni ha già avuto un primo contatto con un smartphone. Nove anni è l'età del primo profilo social. I casi di adescamento online sono triplicati in 3 anni. Ma, oltre alle insidie, la rete nasconde anche storie a lieto fine come quella “del bambino autistico che ha scoperto il mondo”. Di questo e di tutti i dati del fenomeno si parla oggi a Milano al sesto Convegno nazionale SiMPeF, il Sindacato medici pediatri di famiglia.
Inquinamento killer: oltre 9 milioni di morti premature nel 2015, 15 volte di più delle guerre
Inquinamento killer: oltre 9 milioni di morti premature nel 2015, 15 volte di più delle guerre
Studi e Analisi
Inquinamento killer: oltre 9 milioni di morti premature nel 2015, 15 volte di più delle guerre
Almeno 12,6 milioni di persone muoiono ogni anno a causa di cause ambientali evitabili: l'analisi Oms mostra che il 23% delle morti globali (e il 26% dei decessi tra i bambini al di sotto dei cinque anni) sono dovuti a fattori ambientali modificabili. I fattori principali di rischio ambientale dovuto all'influenza dell'inquinamento atmosferico sulle malattie non trasmissibili incidono sulle spese sanitarie e consumano circa il 10% del prodotto interno lordo globale. IL DOCUMENTO DELL'OMS.
Bimbi meno intelligenti dopo l’asilo nido. Il problema è la mancanza di un rapporto 1 a 1 con un adulto. Ma in compenso diminuisce il rischio di diventare obesi da adolescenti. Che fare?
Bimbi meno intelligenti dopo l’asilo nido. Il problema è la mancanza di un rapporto 1 a 1 con un adulto. Ma in compenso diminuisce il rischio di diventare obesi da adolescenti. Che fare?
Studi e Analisi
Bimbi meno intelligenti dopo l’asilo nido. Il problema è la mancanza di un rapporto 1 a 1 con un adulto. Ma in compenso diminuisce il rischio di diventare obesi da adolescenti. Che fare?
Lo studio presentato oggi al simposio dei pediatri della Simpe. Secondo i ricercatori, per limitare le possibili ripercussioni negative di un servizio necessario alle famiglie con genitori che lavorano occorrerebbe, in particolare, aumentare il numero di educatrici ed educatori nei nidi: nella primissima infanzia, al di sotto dei due anni, per una stimolazione cognitiva adeguata serve infatti un frequente rapporto “uno a uno” con un adulto.
Il fallimento del federalismo sanitario. Dai ticket ai tempi di attesa. Il Ssn ormai non è più uguale per tutti. Il nuovo report di Cittadinanzattiva
Il fallimento del federalismo sanitario. Dai ticket ai tempi di attesa. Il Ssn ormai non è più uguale per tutti. Il nuovo report di Cittadinanzattiva
Studi e Analisi
Il fallimento del federalismo sanitario. Dai ticket ai tempi di attesa. Il Ssn ormai non è più uguale per tutti. Il nuovo report di Cittadinanzattiva
Al Sud le regioni con maggiori problematicità, ma ormai anche Regioni del Nord faticano più del passato a mantenere i livelli di performance  nell’erogazione dei servizi. Aceti: "È evidente che così le cose non possono più andare avanti. Se da una parte si potrebbe pensare ad una eventuale nuova riforma Costituzionale che parta dal basso, dall’altra è doveroso capire subito se e cosa si può mettere in campo oggi, a normativa vigente, per intervenire su situazioni di iniquità che esistono nel Ssn. In altre parole serve subito un programma di azione”.
Ogni giorno muoiono 15mila bambini sotto i 5 anni. Oms, Unicef, Onu e Banca mondiale si uniscono nell’Inter-agency Group for Child Mortality Estimation e spiegano come evitarlo
Ogni giorno muoiono 15mila bambini sotto i 5 anni. Oms, Unicef, Onu e Banca mondiale si uniscono nell’Inter-agency Group for Child Mortality Estimation e spiegano come evitarlo
Studi e Analisi
Ogni giorno muoiono 15mila bambini sotto i 5 anni. Oms, Unicef, Onu e Banca mondiale si uniscono nell’Inter-agency Group for Child Mortality Estimation e spiegano come evitarlo
IGME (Inter-agency Group for Child Mortality Estimation) spiega nel rapporto "Levels and Trends in Child Mortality 2017" pubblicato oggi che anche se il numero di bambini che muoiono prima di avere compiuto 5 anni non è mai stato così basso nella storia (nel 2016 è stato pari a 5,6 milioni, rispetto ai circa 9,9 milioni del 2000), è preoccupante riscontrare come la mortalità si concentri sempre più nella fascia neonatale: la percentuale dei decessi che avvengono nei primi 28 giorni di vita, da 2000 a oggi, è salita dal 41 al 46%. Secondo il rapporto, se non si interverrà adeguatamente, fra il 2017 e il 2030, 60 milioni di bambini moriranno prima di compiere il quinto compleanno, e metà di essi in età neonatale. IL RAPPORTO. 
Sdo 2016. Cesarei in calo, ma solo dello 0,47%. La Campania, con il 59%, resta quasi al doppio della media italiana (34,9%)
Sdo 2016. Cesarei in calo, ma solo dello 0,47%. La Campania, con il 59%, resta quasi al doppio della media italiana (34,9%)
Campania
Sdo 2016. Cesarei in calo, ma solo dello 0,47%. La Campania, con il 59%, resta quasi al doppio della media italiana (34,9%)
Se i cesarei sono pressoché stabili da un anno all’altro (ma non hanno subito riduzioni evidenti negli ultimi 10 anni (sono il 34,9% nel 2016, erano il 35,4% nel 2015, il 38,2% nel 2010 e il 38,4% nel 2007), le Regioni come sempre, a macchia di leopardo, vanno in altalena e c’è chi scende (poco) e chi sale (otto Regioni) negli interventi chirurgici per un parto.