Rapporto Bes 2014. Italiani sempre più longevi. Ma c’è allarme per il “malessere psicologico” 

Rapporto Bes 2014. Italiani sempre più longevi. Ma c’è allarme per il “malessere psicologico” 

Rapporto Bes 2014. Italiani sempre più longevi. Ma c’è allarme per il “malessere psicologico” 
Luci e ombre nel capitolo salute del Rapporto sul Benessere equo e sostenibile elaborato dal Cnel e dall’Istat. Migliorano le condizioni di salute fisica, ma peggiorano quelle psicologiche. Aumentano le persone in sovrappeso, ma diminuisce consumo alcol e tabacco. E nel sud si vive peggio. IL CAPITOLO SALUTE DEL BES 2014.

Il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (Cnel) e l’Istituto nazionale di statistica (Istat) hanno presentato ieri a Palazzo Chigi la seconda edizione del “Rapporto sul Benessere Equo e Sostenibile” (Bes 2014) che riprende l’analisi degli elementi fondanti del benessere e del progresso in Italia e nei suoi territori.
 
Nella sua continuità, il Bes aspira a diventare un punto di riferimento per i cittadini, la società civile, i media e la politica, al fine di avere un quadro complessivo dei principali fenomeni sociali, economici e ambientali che caratterizzano il nostro Paese.
 
Sintesi del capitolo dedicato alla salute (vedi testo integrale)
Migliorano le condizioni di salute fisica, permangono le disuguaglianze
Gli indicatori del dominio salute sono stati costruiti tenendo conto di tre dimensioni fondamentali: le condizioni di salute, le principali cause di morte nelle varie fasi della vita, i fattori di rischio della salute derivanti dagli stili di vita.
 
L’Italia presenta condizioni di salute in miglioramento e livelli di speranza di vita tra i più elevati a livello internazionale (79,6 anni per gli uomini e 84,4 per le donne). Ciò rappresenta uno dei risultati più positivi dell’andamento del benessere della popolazione e un patrimonio fondamentale da salvaguardare. L’indicatore della speranza di vita in buona salute testimonia il miglioramento delle condizioni di salute degli italiani: tra il 2009 e il 2012 il numero medio di anni vissuti in buona salute aumenta di 2,1 anni per gli uomini e di 2,2 anni per le donne.
 
Si registrano miglioramenti anche per alcuni indicatori di mortalità. La mortalità infantile si riduce negli ultimi anni, passando da 34,2 decessi per 10.000 nati vivi nel 2009 a 30,9 nel 2011.
 
Anche la mortalità da tumori tra gli adulti continua a diminuire (9,9 decessi per 10.000 residenti nel 2006; 9,1 nel 2011). Nello stesso tempo, sembra attenuarsi il trend in crescita del tasso di mortalità per demenze e malattie del sistema nervoso, nonostante l’aumento dell’invecchiamento della popolazione. Al contrario, si arresta il trend positivo della riduzione della mortalità per incidenti da mezzi di trasporto.
 
Nel 2012 si riduce il benessere psicologico. L’indice di stato psicologico passa dal punteggio medio di 49,8 del 2005 a 49 del 2012, con un peggioramento soprattutto per la popolazione adulta e i giovani uomini (tra i 18 e i 24 anni l’indice passa da 53,4 a 51,7 per i maschi).
 
Sono ancora molto diffusi nella popolazione comportamenti che costituiscono rischi per la salute. L’eccesso di peso non accenna a diminuire – nel 2013 è in sovrappeso o obeso il 44,1% delle persone di 18 anni e più – così come la sedentarietà, che riguarda una consistente quota di popolazione (41,3% delle persone di 14 anni e più). Il consumo di frutta e verdura resta invece inferiore alle quantità raccomandate.
 
L’abitudine al fumo e la diffusione di comportamenti a rischio nel consumo di alcol confermano un trend in diminuzione negli ultimi anni. La quota di fumatori passa dal 23,3% nel 2010 al 21,3% nel 2013 mentre la quota di popolazione che presenta almeno un comportamento a rischio nel consumo di alcol scende dal 16,7% nel 2010 al 13,8% nel 2013.
 
Permangono disuguaglianze territoriali e sociali. Nel Mezzogiorno, oltre ad una vita media più breve, si vive per più anni in peggiori condizioni di salute o con limitazioni nelle attività quotidiane.
Inoltre, molti dei comportamenti a rischio sono più marcati tra le persone di bassa estrazione sociale. 

27 Giugno 2014

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