Rapporto Crea. Cittadini e operatori danno le “pagelle” alle sanità regionali. Toscana al top, Campania ultima in classifica

Rapporto Crea. Cittadini e operatori danno le “pagelle” alle sanità regionali. Toscana al top, Campania ultima in classifica

Rapporto Crea. Cittadini e operatori danno le “pagelle” alle sanità regionali. Toscana al top, Campania ultima in classifica
I ricercatori hanno raccolto e intrecciato i pareri di utenti, professioni sanitarie, industria medicale, managment aziendale e Istituzioni, sui servizi sanitari delle 21 regioni e pa italiane. Cinque Regioni “eccellenti”: Toscana, Veneto, P.A. di Trento, Emilia Romagna e Piemonte. Nove mediane e sette da "bocciare". Queste ultime sono tutte del Sud e Isole. IL RAPPORTO

Toscana, Veneto, Trento, Emilia Romagna e Piemonte. Queste le Regioni con il servizio sanitario migliore. Di contro, fanalino di coda è la Campania seguita da Calabria e Puglia. Questo il dato che emerge dalla seconda edizione del Rapporto Crea – Università di Roma Tor Vergata sui sistemi sanitari regionali. La 'classifica' è la sintesi delle preferenze apportate dagli stakeholder presi in condiderazione (utenti, professioni sanitarie, industria medicale, managment aziendale e Istituzioni), su un set di indicatori raggruppati in 4 grandi aree (definite "Dimensioni" nel rapporto): Sociale, Economico-finanziaria, Appropriatezza e Esiti.

Nel dettaglio, a cinque Ssr è associata una misura di Performance superiore a 0,70 (70% della Performance massima teoricamente ottenibile); a nove Ssr (Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta, Umbria, Lombardia, Marche, Liguria, Abruzzo, Lazio e P.A. di Bolzano) un valore superiore a 0,60; e a sette, Sicilia, Basilicata, Sardegna, Molise, Puglia, Calabria e Campania, un valore inferiore o circa pari a 0,50.
 
Sembrano dunque emergere 5 Regioni “complessivamente eccellenti” (Toscana, Veneto, P.A. di Trento, Emilia Romagna e Piemonte) un folto gruppo di Regioni “con Performance complessive in media accettabili”, e un gruppo di Regioni con Performance complessive progressivamente peggiori, che comprende tutto il meridione, ad eccezione della Basilicata.

Questi risultati, però, variano a seconda dei soggetti chiamati a rispondere. Nella prospettiva della categoria ‘Utenti’ i Ssr emiliano e piemontese recuperano una posizione diventando rispettivamente terzo e quarto. Quelli di Veneto e Toscana invertono le loro posizioni diventando rispettivamente primo e secondo. Il Ssr laziale recupera due posizioni. Trento scende dalla terza alla dodicesima posizione. Restano invece invariate le ultime tre posizioni di Puglia, Calabria e Campania.

Rispetto alla valutazione complessiva, nella classifica delle preferenze espresse dalle categoria 'professioni sanitarie', Veneto e P.A. di Trento invertono le loro posizioni diventando rispettivamente terza e seconda; così come Piemonte ed Emilia Romagna che diventano rispettivamente quarta e quinta. Si invertono le ultime due posizioni di Campania e Calabria (penultima e ultima rispettivamente).

Per la categoria ‘Industria medicale’, Toscana e Veneto detengono le prime tre posizioni con un indice pari a 0,84. In questa prospettiva l’Emilia Romagna recupera una posizione diventando terza, ed i SSR calabrese e siciliano ne perdono una diventando rispettivamente ultimo e sedicesimo.

Per la categoria ‘Management Aziendale’ la misura di Performance varia dallo 0,80 del Veneto allo 0,24 del SSR calabrese. Tutti i SSR delle Regioni del Sud hanno un indice inferiore a 0,55; Veneto, Toscana, P.A. di Trento, Piemonte ed Emilia Romagna hanno valori compresi tra 0,73 e 0,80.
 
Infine, per la categoria 'Istituzioni', la Toscana conserva la prima posizione, seguita dal Veneto e dall’Emilia Romagna. Il Ssr emiliano recupera una posizione rispetto alla valutazione complessiva, quello ligure ne recupera cinque diventando sesto. Le ultime quattro mantengono invariate le loro posizioni rispetto alla valutazione complessiva.
 
Dal rapporto emerge che il contributo della Dimensione ‘Sociale’ è molto forte per ‘Utenti’ (37,9%), ‘Istituzioni’ (30,7%) ed ‘Industria medicale’ (27,0%); quella ‘Economico finanziaria’ ha un ruolo importante soprattutto per le ‘Professioni sanitarie’ (47,1%) e il ‘Management aziendale’ (27,6%); la Dimensione ‘Appropriatezza’ fornisce un contributo importante per le Categorie ‘Management aziendale’ (25,5%), ‘Istituzioni’ (25,0%) e ‘Industria Medicale’ (24,8%); gli ‘Esiti’ pesano in minor misura per ‘Utenti’ (18,9%) e ‘Professioni sanitarie’ (19,3%).

Rispetto alla precedente edizione è aumentato il “peso” del ‘Sociale’ nella Performance, probabilmente – rilevano i ricercatori deel Crea, Federico Spandonaro e Daniela d'Angela, a causa della evidente difficoltà che stanno incontrando i cittadini in questo periodo nell’accesso ai servizi dei SSR; ma ancor di più è aumentato il peso dell’Economico-finanziario’; in particolare nei giudizi delle ‘Professioni sanitarie’ alla , probabilmente risentendo del fatto che queste ultime sono sempre più chiamate a “far quadrare i conti” già nelle loro unità operative, siano esse di servizi (farmacia, etc.), di area clinica, ospedaliere o territoriali.

29 Gennaio 2015

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