Rapporto Istat. Stipendi Ssn. Dal 2010 una perdita “secca” di 1.000 euro in busta paga. E in quattro anni “bruciati” 22.800 posti di lavoro

Rapporto Istat. Stipendi Ssn. Dal 2010 una perdita “secca” di 1.000 euro in busta paga. E in quattro anni “bruciati” 22.800 posti di lavoro

Rapporto Istat. Stipendi Ssn. Dal 2010 una perdita “secca” di 1.000 euro in busta paga. E in quattro anni “bruciati” 22.800 posti di lavoro
L'ultimo report sui conti economici delle Amministrazioni pubbliche conferma il calo degli stipendi (al netto dell'inflazione) di tutta la Pa dall’inizio del blocco dei contratti. Ma per la sanità il conto è più salato. La media della PA registra infatti una perdita di “soli” 583 euro annui dal 2010 al 2013, quasi la metà di quella subita dagli operatori sanitari. Pesanti anche gli effetti del blocco del turn over: in 4 anni perso il 3,28% della forza lavoro del Ssn. LE TABELLE.

L’Istat ha pubblicato i conti economici annuali delle Amministrazioni pubbliche. Tra questi anche i dati relativi alle unità di personale e ai redditi del personale della sanità pubblica. Due dati saltano subito agli occhi: il calo delle unità di personale e quello dei redditi lordi.
 
Partendo dal 2010, primo anno di blocco dei contratti e degli scatti e del perdurare del turn over, si registra infatti un calo complessivo di unità di personale in tutta la PA del 3,9% pari a  circa 138mila lavoratori (che sono così passati dai 3.510.200 del 2010 ai 3.372.100 dell'anno scorso) e anche delle retribuzioni annue lorde procapite medie (al netto dei contributi sociali a carico del datore di lavoro), passate dai 34.662 euro del 2010 ai 34.079 del 2013, con una perdita di 583 euro annui.
 
E la sanità? Nel 2010 risultavano 695.100 dipendenti in Asl, ospedali, Irccs e policlinici universitari che sono scesi a 672.900 nel 2013, con una perdita del 3,28%, pari a 22.800 posti di lavoro.
 
Sul piano delle unità di personale la sanità, quindi, perde poco meno della media degli altri comparti in percentuale, ma perde molto di più sul piano delle retribuzioni. Pur mantenendo una media retributiva superiore a quella del comparto della PA (in sanità la retribuzione lorda ha oscillato dai 40.372 euro del 2010 ai 39.374 euro del 2013) la perdita secca procapite nel confronto tra i due anni è infatti di circa 1.000 euro (per la precisione 998), quasi il doppio di quella del complesso della PA.
 
Da considerare, infine, che questi calcoli non tengono conto della perdita di valore d’acquisto legata all’andamento dell’inflazione che, se è pur vero che sia molto calata nell’ultimo periodo, ha comunque pesato per l’1,5% nel 2010, il 2,8% nel 2011, il 3% nel 2012 e l’1,2% nel 2013. Indici che comportano inevitabilmente un innalzamento della perdita reale del valore delle retribuzioni per i 672.900 operatori (rimasti) del Ssn.
 
Nota: I dati riportati nell'articolo sono frutto di elaborazioni di Quotidiano Sanità su dati Istat

08 Dicembre 2014

© Riproduzione riservata

Mobilità sanitaria: quando le disuguaglianze sulla salute sono croniche. Nel 2024 quasi 700 mila ricoveri fuori regione. E come al solito sono i cittadini del Sud che fuggono dalle proprie Regioni
Mobilità sanitaria: quando le disuguaglianze sulla salute sono croniche. Nel 2024 quasi 700 mila ricoveri fuori regione. E come al solito sono i cittadini del Sud che fuggono dalle proprie Regioni

Nel 2024 la mobilità sanitaria ospedaliera resta uno dei principali indicatori delle differenze tra i servizi sanitari regionali. Dai dati del Rapporto annuale SDO 2024 del Ministero della Salute emerge...

Malattie rare, il ritardo diagnostico ha un volto femminile: “Le donne aspettano due anni in più degli uomini per la diagnosi”
Malattie rare, il ritardo diagnostico ha un volto femminile: “Le donne aspettano due anni in più degli uomini per la diagnosi”

Per una persona con una malattia rara ottenere una diagnosi significa spesso affrontare una vera e propria odissea. In Italia servono in media cinque anni e mezzo dal primo sintomo...

Corte dei conti. Aumentano le risorse in sanità ma non la capacità di trasformarle in servizi. Restano i nodi su territorio, prevenzione e personale
Corte dei conti. Aumentano le risorse in sanità ma non la capacità di trasformarle in servizi. Restano i nodi su territorio, prevenzione e personale

Più risorse per la sanità, ma ancora troppe difficoltà nel trasformarle in servizi, strutture operative, investimenti realizzati e presa in carico dei cittadini. È questa la fotografia che emerge dalla...

Ricoveri ospedalieri. Nel 2024 oltre 8 milioni di dimissioni: +1,1% sul 2023 ma ancora -5,6% rispetto al pre-Covid. In calo l’inappropriatezza. Boom ricoveri per influenza negli anziani
Ricoveri ospedalieri. Nel 2024 oltre 8 milioni di dimissioni: +1,1% sul 2023 ma ancora -5,6% rispetto al pre-Covid. In calo l’inappropriatezza. Boom ricoveri per influenza negli anziani

L’attività ospedaliera italiana continua a risalire dopo il crollo registrato nel 2020, ma non ha ancora recuperato pienamente i livelli pre-pandemia. Nel 2024 le schede di dimissione ospedaliera acquisite dal...