Ricoveri. In calo nel 2015, ma si ricorre di più al privato. Il confronto 2010-2015 dalle Sdo

Ricoveri. In calo nel 2015, ma si ricorre di più al privato. Il confronto 2010-2015 dalle Sdo

Ricoveri. In calo nel 2015, ma si ricorre di più al privato. Il confronto 2010-2015 dalle Sdo
Diminuiscono i ricoveri, ma soprattutto negli ospedali gestiti dalle Asl e nelle aziende ospedaliere, mentre aumentano nelle strutture private. Ma ogni Regione fa da sè. Ecco l'analisi delle Sdo 2015 e il confronto con il 2010.

Si ricovera  di più (scuti e acuti in day hospital) negli ospedali a gestione diretta delle Asl che contano circa il 40% delle dimissioni secondo le Sdo 2015, seguiti dalle aziende ospedaliere con circa il 19,4% delle dimissioni. Ma anche in un quadro generale dove i ricoveri sono scesi dal 2010 al 2015 di quasi 2 milioni, crescono anche se di poco i ricoveri nelle case di cura private accreditate e anche in quelle del tutto private (rispettivamente nei cinque anni del +0,7% e del +0,2%). In realtà a diminuire sono solo le prime due tipologie di ricovero, con un -1,7% nelle aziende ospedaliere e il -1,3% negli ospedali a gestione diretta delle Asl, perché in tutte le altre tipologie di ricovero la percentuale resta stabile o aumenta, fino al massimo del +1% nei Policlinici universitari pubblici.

Continua con l’analisi dei luoghi di ricovero la lettura delle Schede di dimissione ospedaliera 2015, pubblicate poche settimane fa dal ministero della Salute (per le precedenti analisi: Sdo 2015, il quadro generale; l'inappropriatezza dei ricoveri; il territorio ancora dimenticato; galoppano le infezioni ospedaliere) . Che in questo caso mostra, soprattutto analizzando la differenza tra i ricoveri 2010 e 2015, che tutte le manovre sugli ospedali hanno in realtà coinvolto più che altro (se non esclusivamente) quelli a diretta gestione Asl e le aziende ospedaliere.

Naturalmente anche in questo caso la situazione è diversa da Regione a Regione. Così ad esempio, mentre i ricoveri nelle aziende ospedaliere scendono in media nazionale del -1,7%, in realtà il calo è del -19,2% in Liguria e del -13% in Friuli Venezia Giulia, mentre registrano aumenti la Calabria (+5,8%), le Marche (+5,4%) e la Sardegna (+3,4%).

Sul versante degli ospedali a gestione diretta Asl, le stesse Regioni non seguono risultati analoghi, tranne la Liguria dove anche questo tipo di ricoveri è in calo, anche se solo del -3,6 per cento. In Friuli Venezia Giulia infatti, la percentuale di ricoveri negli ospedali delle Asl aumenta del +10,4%, mentre diminuisce del -6,7% in Calabria, del – 4,7% nelle Marche e del -1,1% in Sardegna.

Questo potrebbe voler dire che i ricoveri seguono una maggiore complessità in alcune Regioni, come dettano le norme, ma anche in alcuni casi che c’è stato – calo generalizzato a parte – un semplice spostamento  nella tipologia del luogo di ricovero, magari legato a condizioni di maggiore e/o minore accessibilità. Il calo reale dei ricoveri quindi e la conseguenze razionalizzazione, si ha soprattutto in quelle Regioni dove tutte le tipologie di strutture presentano il segno meno.

Tornando poi alla situazione 2015, leader dei ricoveri in aziende ospedaliere (ma la Regione ha scelto di trattare praticamente tutti i luoghi di ricovero come tali) è la Lombardia con il 59,2%, seguita al secondo posto  dal 48,4% dell’Umbria. Sul versante degli ospedali a gestione diretta invece, il primato spetta parimerito a Bolzano e valle d’Aosta (che non hanno aziende ospedaliere), dove il 96,7% dei ricoveri è negli ospedali delle Asl.

Situazione particolare invece nel Lazio, dove i ricoveri nelle aziende ospedaliere sono solo il 7,7%, quelli negli ospedali a gestione diretta il 29,1%, ma i ricoveri nelle case di cura accreditate raggiungono il 10,9% e quelli nelle case di cura non accreditate il 4,1%, la percentuale maggiore in questo caso di tutte le Regioni italiane.

Per quanto riguarda le strutture provate accreditate invece, il primato dei ricoveri non spetta al Lazio, ma alla Campania con il 28%, seguita dalla Sicilia con il 19,9% e dalla Calabria con il 18,9 per cento. Alta anche la percentuale di ricoveri in case di cura private accreditate in Lombardia, dove si raggiunge il 17,6% contro, ad esempio, lo 0,7% negli ospedali (pochi) a gestione diretta Asl.

Per quanto riguarda le altre tipologie di strutture di ricovero, il primato nei policlinici universitari pubblici ce l’hanno il Friuli Venezia Giulia con il 37,5% e l’Emilia Romagna con il 35,4% dei ricoveri (per quelli privati c’è solo il Lazio – sono il Gemelli e il Campus biomedico – con il 12,9%).
 

 

29 Maggio 2017

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