Ricoveri in mobilità. Ma quanto costano? Tutto dipende dalla complessità. E il Nord la fa da padrone quasi sempre. Ecco tutti i dati

Ricoveri in mobilità. Ma quanto costano? Tutto dipende dalla complessità. E il Nord la fa da padrone quasi sempre. Ecco tutti i dati

Ricoveri in mobilità. Ma quanto costano? Tutto dipende dalla complessità. E il Nord la fa da padrone quasi sempre. Ecco tutti i dati
La mobilità vale economicamente di più dove il ricovero è caratterizzato da maggiore complessità, ma le cifre più elevate sono quasi sempre dovute dalle Regioni del Sud a quelle del Nord. E per la complessità, nei valori per acuti, le Regioni virtuose sono quasi tutte al di sopra della media nazionale, quelle in piano di rientro sotto. 

Un ricovero nel 2015 valeva in media 3.250 euro, anche se il realtà quelli per acuti assorbono 3.126 e gli altri appena 124 (sempre in media). Ma in mobilità le cose cambiano spesso e anche in modo vistoso tra Regioni e nel 2015 hanno “spostato” in giro per l’Italia circa 4 miliardi, non sempre con gli stessi valori.
 
Incrociando i dati delle Schede di dimissione ospedaliera 2015 per quanto riguarda il numero di ricoveri in mobilità con quelle dell’accordo economico tra le Regioni relativo allo stesso anno, ma che comprende i costi di questi ricoveri, si hanno infatti medie ben diverse che vanno dal minimo di un ricovero in mobilità per acuti di 2.411 euro che la Sardegna “deve” alla Calabria, al massimo di 37.967 euro che la Valle d’Aosta deve al Molise per l’unico ricovero effettuato nel 2015.
(i valori di tutte le tabelle e i grafici sono in euro)
 

 
Prosegue così con i valori economici medi dei ricoveri in mobilità l'analisi di Quotidiano Sanità sulle Schede di dimissione ospedaliera 2015 che finora ha trattato il Rapporto a livello generalel'appropriatezza dei ricoveri, il loro utilizzo nel tempo tra pubblico e privato, il rapporto con il territorio, gli indicatori di rischio in ospedale.
 
Indubbiamente giocano sulle cifre innumerevoli fattori. Primo tra tutti quello della complessità dei ricoveri. Non dimentichiamo infatti, ad esempio, che in Molise, a Isernia c’è l’Istituto neurologico mediterraneo, centro di rilevanza nazionale e di altissima specializzazione nel campo della Neurochirurgia, che attrae pazienti da tutta Italia, tanto da essere l’ago della bilancia della mobilità generale del Molise,  e indubbiamente opera in un campo di altissima complessità clinica e, quindi, di costi elevati.
 
Ma guardando i risultati del semplice mix tra la tabella delle Regioni debitrici e creditrici e quella degli spostamenti tra una Regione e l’altra codificati nelle Sdo, si vede anche che ad esempio, sempre per restare in Molise dove il costo medio di un ricovero per acuti è di poco inferiore alla media nazionale, la mobilità da questa Regione del Sud in Lombardia vale in media 18.265 euro a ricovero e che la seconda Regione nella classifica dei valori più elevati dei ricoveri per acuti in mobilità dopo il Molise sempre verso la Lombardia è la Basilicata con una media di 8.276 euro a ricovero.
 
E’ più corretto parlare di valori dei ricoveri che non di costi perché, come chiarisce lo stesso ministero della Salute nella premessa alle Sdo, i costi reali dei ricoveri sono determinati da tariffari a volte diversi da quello nazionale e spesso anche da accordi interregionali. Tuttavia anche le medie sono uguali per tutti e seguono lo stesso semplice criterio matematico.
 
In realtà il valore medio di un ricovero è tanto più elevato, mobilità a parte, quanto più la Regione manda in corsia casi complessi e, quindi, il meccanismo è aderente a quella che dovrebbe essere la filosofia dell’utilizzo dell’ospedale che dovrebbe accogliere solo casi non assistibili e risolvibili sul territorio.
 

 
Ecco allora che i ricoveri per acuti valgono più della media – anche se spesso con sbalzi minimi – quasi sempre nelle Regioni del Centro Nord considerate virtuose: ad esempio Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche. E nel Sud solo Sicilia e Basilicata (quest’ultima di pochissimo) superano la media.
 

 
Mentre sul versante opposto i ricoveri per acuti valgono meno (quindi si presuppone siano meno complessi) in Campania, Sardegna, Calabria, Puglia, Molise, Lazio. Ma anche, al Nord, a Trento, Bolzano e in Valle d’Aosta.
 
Tornando ai ricoveri in mobilità, i valori economici molto più elevati rispetto alle altre Regioni – si hanno più che altro tra Regioni a Statuto speciale (Trento e Bolzano con Valle d’Aosta e Friuli, ma quest’ultima solo rispetto al Molise e probabilmente per l’alta specialità accennata prima) e in Molise che presenta i valori maggiori di debito, ma anche di credito verso alcune Regioni del Nord.
 
Infine, una nota sul valore medio dei ricoveri in mobilità non per acuti. In questo caso l’Italia è davvero a macchia di leopardo, con medie che rispetto a quella nazionale di circa 124 euro, raggiungono quasi 219 euro in Piemonte e 196 nel Lazio e si abbattono a 31,5 euro in Sardegna e 37,1 in Toscana. Si tratta di differenze notevoli  che tuttavia, viste le Regioni dove i valori sono più alti, fanno presupporre siano relative a ricoveri non per acuti, di persone in mobilità per ragioni di lavoro e/o studio e quindi non residenti ma che necessitano di assistenza lontano dalla Regione di appartenenza.  

12 Giugno 2017

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