Schizofrenia. In Italia incidenza più elevata in Regioni con più ampie disuguaglianze di reddito

Schizofrenia. In Italia incidenza più elevata in Regioni con più ampie disuguaglianze di reddito

Schizofrenia. In Italia incidenza più elevata in Regioni con più ampie disuguaglianze di reddito
Lo studio presenta i limiti di un'analisi "ecologica" condotta a livello inter-regionale, i cui risultati non sono generalizzabili a livello di singolo individuo. Il disegno trasversale non consente inoltre di escludere nessi di causalità inversa. Va sottolineato che è impossibile inserire in un modello tutti i fattori che influenzano l'insorgenza di schizofrenia. È possibile tuttavia affermare che politiche volte alla riduzione delle disuguaglianze economiche possano contribuire a ridurre l'incidenza dei più gravi disturbi psichiatrici.

Le condizioni socio-economiche hanno un ruolo centrale tra i determinanti sociali di salute e malattia. La presenza di disuguaglianze nella distribuzione della ricchezza è stata associata anche ad una maggior frequenza di disturbi psichiatrici (1). In questo lavoro viene presentata un'analisi preliminare della relazione tra disuguaglianze economiche nelle Regioni italiane e incidenza dei problemi di salute mentale.
 
In particolare, sono stati esaminati i tassi di incidenza First Ever (primo contatto nella vita con un Dipartimento di Salute Mentale) nelle diverse categorie diagnostiche presenti nel Secondo Rapporto Salute Mentale del Ministero (2): schizofrenia ed altre psicosi funzionali, alcolismo e tossicomanie, depressione, disturbi della personalità e del comportamento, mania e disturbi affettivi bipolari, sindromi nevrotiche e somatoformi.
 
La misura delle disuguaglianze economiche è rappresentata dal coefficiente di Gini, indicatore utilizzato per valutare la distribuzione del reddito e della ricchezza. I risultati ottenuti sono stati controllati per alcuni possibili fattori di confondimento, potenzialmente associati a peggiori condizioni di salute mentale: il tasso di disoccupazione, il PIL pro-capite, la percentuale di soggetti con istruzione inferiore ad 8 anni e la percentuale di stranieri residenti (WHO, 2014 (3); Burns et al. 2014 (4)), nonchè per la prevalenza trattata, al fine di escludere distorsioni dovute alle caratteristiche di funzionamento e di accessibilità dei servizi. L’analisi è stata condotta sui dati 2016 del Ministero Salute2, e – per quanto attiene all'indice di Gini – sui dati ISTAT (5).
 
I valori dei tassi di incidenza e dei coefficienti di Gini per Regione sono riportati in tabella 1. La Regione che presenta le più ampie disuguaglianze economiche è il Lazio (Gini = 33,0), mentre i livelli minori si riscontrano in Friuli-Venezia Giulia (Gini = 25,1). Come illustrato in Figura 1, a maggiori livelli di disuguaglianza economica corrispondono tassi di incidenza di schizofrenia più elevati (coefficiente di Pearson: 0,52122, p=0,0221).
 
L’associazione è stata successivamente valutata attraverso l’utilizzo di un modello di regressione lineare, includendo gli altri determinanti socio-economici potenzialmente associati all’insorgenza di disturbi psichiatrici nonchè le caratteristiche di funzionamento e accessibilità dei servizi. Anche in questo caso, la relazione tra coefficiente di Gini e incidenza di schizofrenia ed altre psicosi funzionali rimane significativa (β=0,822, p= 0,0434, CI 95: (0.028-1.616)). Per ogni incremento unitario dell’indice di disuguaglianza, l’incidenza di schizofrenia aumenta di 0,80 x 10.000. Non si rilevano associazioni significative tra coefficiente di Gini e altre categorie diagnostiche.

A nostra conoscenza, si tratta del primo lavoro condotto in Italia su dati aggregati di popolazione che analizza la relazione tra disuguaglianze socio-economiche e insorgenza di disturbi psichiatrici. I risultati, pur preliminari, confermano quanto riportato nell'ampia revisione sistematica condotta da Burns et al. su 26 Paesi (4): anche in quello studio le Regioni caratterizzate da un più ampio divario tra ricchi e poveri mostravano un rischio più elevato di incidenza di schizofrenia.

Lo studio presenta i limiti di un'analisi "ecologica" condotta a livello inter-regionale, i cui risultati non sono generalizzabili a livello di singolo individuo. Il disegno trasversale non consente inoltre di escludere nessi di causalità inversa. Va sottolineato, infine, che è impossibile inserire in un modello tutti i fattori che influenzano l'insorgenza di schizofrenia; in questa analisi sono stati considerati solo i principali fattori socio-economici.

È possibile tuttavia affermare che politiche volte alla riduzione delle disuguaglianze economiche – individuate dalle Nazioni Unite come priorità tra gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile – possano contribuire a ridurre anche in Italia l'incidenza dei più gravi disturbi psichiatrici.
 

 
 

 
 
Fabrizio Starace, MD, MPh
Director, Department of Mental Health & Drug Abuse, AUSL Modena
Professor of Community Psychiatry (ct), UNIMORE
President, Italian Society of Epidemiological Psychiatry (SIEP)
Member of the National Health Council
 
Flavia Baccari
Statistica 

 
(1) Wagner Silva Ribeiro, Annette Bauer, Mário César Rezende Andrade, Marianna York-Smith, Pedro Mario Pan, Luca Pingani, Martin Knapp, Evandro Silva Freire Coutinho, Sara Evans-Lacko. Income inequality and mental illness-related morbidity and resilience: a systematic review and meta-analysis. Lancet Psychiatry 2017; 4: 554–62.
 
(2) Rapporto Salute Mentale (RSM), Ministero della Salute, 2018; http://www.salute.gov.it/portale/documentazione/p6_2_2_1.jsp?lingua=italiano&id=2731
 
(3) World Health Organization. (‎2014)‎. Social determinants of mental health. World Health Organization.
 
(4)  Burns JK, Tomita A, Kapadia AS. Income inequality and schizophrenia: increased schizophrenia incidence in countries with high levels of income inequality. Int J Soc Psychiatry. 2014;60(2):185–196
 
(5) http://dati.istat.it/

Fabrizio Starace e Flavia Baccari

09 Febbraio 2020

© Riproduzione riservata

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