Sicurezza delle cure. Vertice mondiale in Svizzera: “Cure e assistenza non sicuri tra le principali cause di morte nel mondo. Ma la prevenzione è ancora carente”

Sicurezza delle cure. Vertice mondiale in Svizzera: “Cure e assistenza non sicuri tra le principali cause di morte nel mondo. Ma la prevenzione è ancora carente”

Sicurezza delle cure. Vertice mondiale in Svizzera: “Cure e assistenza non sicuri tra le principali cause di morte nel mondo. Ma la prevenzione è ancora carente”
Nonostante i progressi compiuti a livello mondiale, sono ancora necessari ulteriori sforzi per garantire la fornitura di cure efficaci e di alta qualità a tutti i pazienti. E a questo proposito, le lezioni apprese dalla pandemia di COVID-19 offrono un grande potenziale per lo sviluppo di sistemi sanitari resilienti.

La Svizzera ha ospitato a Montreaux, il 23 e 24 febbraio scorsi, il quinto vertice ministeriale globale sulla sicurezza dei pazienti.

Al vertice hanno preso parte più di 600 esperti e quasi 80 delegazioni ministeriali di tutto il mondo che si sono riunite per discutere le misure per rafforzare la sicurezza dei pazienti.

Un dato emerso dal vertice, ampiamente condiviso, è che, nonostante i progressi compiuti a livello mondiale, sono ancora necessari ulteriori sforzi per garantire la fornitura di cure efficaci e di alta qualità a tutti i pazienti.

A questo proposito, le lezioni apprese dalla pandemia di COVID-19 offrono un grande potenziale per lo sviluppo di sistemi sanitari resilienti.

Il vertice ha evidenziato l’importanza del Piano d’azione globale per la sicurezza dei pazienti 2021-2030 dell’Organizzazione mondiale della sanità, che fornisce una tabella di marcia completa per rafforzare la sicurezza dei pazienti.

I ministri e gli esperti hanno anche riconosciuto le importanti iniziative nazionali e internazionali, nonché l’impegno di numerose parti interessate in tutto il mondo.

Il danno subito dai pazienti nell’ambito dell’assistenza sanitaria colpisce tutti i paesi, indipendentemente dal loro reddito e dalla loro posizione geografica. Gli studi dimostrano che circa il dieci per cento dei pazienti è soggetto a un evento avverso che porta alla morte o alla disabilità mentre riceve cure ospedaliere e una parte sostanziale di questi incidenti potrebbe essere evitata.

Quello di Montreaux è stato il primo vertice ministeriale globale sulla sicurezza dei pazienti che si è svolto dopo la pandemia di COVID-19, che ha esposto l’elevato rischio di cure non sicure per i pazienti, gli operatori sanitari e il pubblico in generale e ha reso visibili una serie di lacune in termini di sicurezza in tutti i componenti fondamentali dei sistemi sanitari. Il vertice è stato ospitato dal governo svizzero.

La Carta di Montreux sulla sicurezza del paziente, approvata al vertice, ribadisce che il danno ai pazienti nell’assistenza sanitaria è un problema urgente di salute pubblica, che riguarda tutti i Paesi a prescindere dal reddito e dalle aree geografiche e che quindi si tratta di una vera sfida globale.

La Carta, che non è stata ancora diffusa ai media, ma della quale possiamo trarre alcune indicazioni da una nota dell’Oms che ne sintetizza i contenuti, identifica le azioni per i per colmare le lacune di attuazione nella sicurezza dei pazienti, anche trattando la sicurezza dei pazienti come una priorità di salute pubblica globale, basandosi sulle lezioni apprese dalla pandemia di COVID-19, approfondendo i partenariati, la collaborazione e l’apprendimento reciproco e coinvolgendo i pazienti e le loro famiglie.

La Carta ha inoltre sollecitato la definizione delle priorità per la sicurezza dei pazienti, tra cui la sicurezza dei farmaci, della chirurgia e la prevenzione e il controllo delle infezioni e la resistenza antimicrobica.

Il vertice ha anche rilevato che cure e assistenza non sicuri, nonostante i danni correlati siano ampiamente prevenibili (almeno per la metà, si è osservato), sono tra le principali cause di morte e disabilità nel mondo. Negli anni precedenti la pandemia di COVID-19, 2,6 milioni di persone sono morte ogni anno a causa di problemi di sicurezza negli ospedali dei paesi a basso reddito. Ma i paesi ricchi non sono immuni: quasi il 15 per cento della spesa e dell’attività ospedaliera nei paesi dell’Ocse potrebbe essere attribuito ai trattamenti medici conseguenti a problemi di sicurezza.

Ma più della metà dei casi di danno ai pazienti è prevenibile, lavorando insieme per creare un sistema sanitario più sicuro per tutti e per costruire una cultura della sicurezza che enfatizzi il miglioramento continuo, l’apprendimento e l’innovazione.

02 Marzo 2023

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