Sostenibilità Ssn. Garavaglia: “Ce la possiamo fare ma no a sanità usata come consenso elettorale”. Balduzzi: “In crisi tutti i soggetti che hanno costruito il Ssn”

Sostenibilità Ssn. Garavaglia: “Ce la possiamo fare ma no a sanità usata come consenso elettorale”. Balduzzi: “In crisi tutti i soggetti che hanno costruito il Ssn”

Sostenibilità Ssn. Garavaglia: “Ce la possiamo fare ma no a sanità usata come consenso elettorale”. Balduzzi: “In crisi tutti i soggetti che hanno costruito il Ssn”
I due ex ministri della Salute durante la presentazione del libro “Il cittadino non autosufficiente e l’ospedale” presso la sede Agenas hanno analizzato il momento che vive il Ssn e con il loro sguardo da esperti osservatori esterni ne hanno indicato virtù e debolezze.

Per i due ex ministri della Salute Mariapia Garavaglia e Renato Balduzzi il Ssn può farcela anche se vive sicuramente uno dei momenti più difficili dalla sua costituzione. Concetti emersi quest’oggi presso la sede dell’Agenas in occasione della presentazione del libro “Il cittadino non autosufficiente e l’ospedale”. Durante la conferenza è emerso anche il tema della sostenibilità futura del servizio sanitario nazionale. Aspetto su cui i due ex titolari del dicastero della Salute non si sono tirati indietro con il loro sguardo da esperti osservatori esterni.
 
“Sono ottimista – ha detto Mariapia Garavaglia –  . Ma negli ultimi anni aver usato la sanità come strumento di consenso è stata una debolezza. Penso per esempio alla gestione che i presidenti delle Regioni hanno fatto in merito al loro ruolo di commissario”.
Per Garavaglia poi le “risorse potrebbero bastare e sarebbero sufficienti. Ma serve cultura. Occorre considerare il Ssn un sistema delicato, complesso, prezioso e questo vale anche per i cittadini che lo sciupano con troppi accessi. È la riforma più grande che abbiamo fatto dopo il 2 giugno 1946”. E poi occorre mettere mano alla medicina del territorio “che va misurata”.
 
Oggi, come osservatore – ha evidenziato Renato Balduzzi – credo che complessivamente il Ssn stia vivendo una fase molto delicata. Dalla crisi tutti i soggetti forti che costituivano l’ossatura della sanità italiana per ragioni diverse sono in una fase di debolezza. E questo vale per il livello centrale. Più grave è l’assetto delle Regioni e forse oggi possiamo dire di essere nel momento più basso del regionalismo”.
“Ma la debolezza – ha detto – è anche delle organizzazioni professionali che sono state decisive per costruire la sanità italiana sono in un momento di grande difficoltà, anche gli organismi tecnico scientifici non vivono il loro momento migliore. E allora c’è bisogno che chi deve stare sul pezzo ci stia. Soprattutto quando le condizioni sono sfavorevoli”.
 
“Il sistema sta in piedi ma è al limite – ha detto uno degli autori del volume, Marco Trabucchi  -. E il limite potrebbe essere superato  se la spesa territoriale dovesse ridursi. Serve una fortissima formazione. Ci dev’essere una sintonia che parte da una cultura comune a tutela del nostro Ssn”.
 
Sono ottimista per il futuro del sistema – ha detto Anna Banchero tra gli autori del testo – . Ma più che sprechi è incapacità di spesa. Ci sono tante duplicazioni, pasticci e poca competenza in molti casi. Sì, occorre migliorare la formazione e la cultura. Ma ci metterei anche un po’ di serietà e motivazione in più”.

L.F.

01 Luglio 2015

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