Speranza di vita in buona salute. Italiani sopra la media Ue: 66,8 anni per gli uomini e 66,9 per le donne

Speranza di vita in buona salute. Italiani sopra la media Ue: 66,8 anni per gli uomini e 66,9 per le donne

Speranza di vita in buona salute. Italiani sopra la media Ue: 66,8 anni per gli uomini e 66,9 per le donne
È quanto riporta Eurostat. La media Ue è di 64,2 anni per le donne e 63,7 anni per gli uomini. Al top per la popolazione Malta e la Svezia. Fanalino di coda la Lettonia.

Nel 2018, la speranza di vita in buona salute alla nascita nell'Unione Europea (UE) è stato stimato in 64,2 anni per le donne e 63,7 anni per gli uomini.
 
L'aspettativa di vita per le donne (83,7 anni) nell'UE era, in media, 5,5 anni in più rispetto a quella per gli uomini (78,2) nel 2018. Gli anni di vita in buona salute rappresentano circa il 77% e l'81% dell'aspettativa di vita totale per donne e uomini, rispettivamente. 
 
Tra gli Stati membri dell'UE, Malta ha registrato il numero più alto di anni di vita in buona salute nel 2018 per le donne (73,4 anni), seguita da Svezia (72,0 anni) e Irlanda (70,4 anni). L’Italia è al 7° posto con una media di 66.9 anni.
 
Per quanto riguarda gli uomini il valore più elevato è stato registrato anche in Svezia (73,7), Malta (71,9) e Irlanda (68,4). Italia al 6° posto con 66,8 anni.
 
Al contrario, la Lettonia ha registrato il numero più basso di anni di vita in buona salute per donne (53,7 anni) e uomini (51,0 anni). “I valori estremi – specifica però Eurostat – possono in parte essere spiegati dal modo in cui viene misurata la limitazione dell'attività nel paese, incidendo, in una certa misura, sui risultati”.
 
Il numero di anni di vita in buona salute alla nascita è stato più elevato per le donne che per gli uomini in 19 degli Stati membri dell'UE, con una differenza tra i sessi generalmente relativamente piccola. In 5 Stati membri dell'UE il divario è stato di oltre 2 anni: Polonia (+3,8 anni), Bulgaria (+3,6 anni), Lituania (+2,8 anni), Lettonia (+2,7 anni) ed Estonia (+2,3 anni).
 
All'estremità opposta della scala, in sette Stati membri dell'UE il numero di anni di vita in buona salute per le donne era inferiore rispetto agli uomini. Le maggiori differenze sono state osservate nei Paesi Bassi (-3,9 anni), Danimarca (-3,4 anni) e Finlandia (- 3,1 anni).
 

08 Aprile 2020

© Riproduzione riservata

Farmaci equivalenti. “Non decolla la fiducia, soprattutto tra i giovani. E  i cittadini spendono ogni anno oltre 1 mld per avere quello di marca”
Farmaci equivalenti. “Non decolla la fiducia, soprattutto tra i giovani. E i cittadini spendono ogni anno oltre 1 mld per avere quello di marca”

Mediamente attenti alla propria salute, ma di fronte ai piccoli malesseri fisici e psichici si affidano troppo all'intelligenza artificiale e alla soluzione rapida trovata su Internet. Cresce il ricorso ai...

Con l’IA in sanità competenze in pericolo, cos’è il fenomeno del “deskilling”
Con l’IA in sanità competenze in pericolo, cos’è il fenomeno del “deskilling”

L’intelligenza artificiale è ormai uno strumento utilizzato anche durante la pratica clinica dai professionisti sanitarie, eppure il 77% dei medici e il 70% degli infermieri teme di perdere le proprie...

La sanità del futuro è già qui. Ma la politica guarda ancora indietro
La sanità del futuro è già qui. Ma la politica guarda ancora indietro

C’è un dato che la politica italiana continua a rimuovere: la medicina è cambiata più rapidamente delle istituzioni chiamate a governarla. Occorre la capacità di vedere la prossima curva quando...

Tra informazioni non condivise e percorsi poco chiari il passaggio da ospedale e territorio può essere un’odissea per i pazienti. Per il 39% dei professionisti è il punto più fragile. La survey di Qs
Tra informazioni non condivise e percorsi poco chiari il passaggio da ospedale e territorio può essere un’odissea per i pazienti. Per il 39% dei professionisti è il punto più fragile. La survey di Qs

Il patient journey resta uno dei punti più fragili del sistema sanitario. Non perché manchino sempre competenze cliniche o strumenti terapeutici, ma perché il percorso del paziente continua a interrompersi...