Sperimentazioni cliniche. Allarme Epfia: “Dimezzate in 10 anni in Europa, 60mila pazienti in meno arruolati”

Sperimentazioni cliniche. Allarme Epfia: “Dimezzate in 10 anni in Europa, 60mila pazienti in meno arruolati”

Sperimentazioni cliniche. Allarme Epfia: “Dimezzate in 10 anni in Europa, 60mila pazienti in meno arruolati”
Un rapporto della Federazione europea delle industrie farmaceutiche e di Vaccines Europe mostra come il ruolo dello Spazio economico europeo sul totale delle sperimentazioni cliniche nel mondo si sia ridotto, nonostante a livello globale (grazie soprattutto alla spinta della Cina) le sperimentazioni siano aumento del 66%, del 38% quelle commerciali. Nathalie Mol (Dg Epfia)”: Affinché l'Europa sia competitiva, deve operare come una regione unita, non come singoli Stati, ed essere supportata dalle politiche”. IL RAPPORTO

Nonostante le sperimentazioni cliniche siano aumentate del 66% in 10 anni a livello globale, +38% per quel che riguarda le sperimentazioni commerciali, finanziate dalle aziende del farmaco, il ruolo dell’Europa è andato riducendosi. Lo mostra un rapporto promosso dalla Federazione europea delle industrie e delle associazioni farmaceutiche (Efpia) e da Vaccines Europe, che mostra come, tra il 2013 e il 2023, la quota di studi clinici avviati nello Spazio economico europeo (See-Eea) sul totale delle sperimentazioni cliniche nel mondo sia sceso da 18% al 9%, dal 22% al 12% quelli commerciali. Una perdita di attività che si traduce in 60.000 pazienti in meno che accedono a una sperimentazione che coinvolge un paese all’interno dello Spazio economico europeo e 20.000 posti in meno disponibili nelle sperimentazioni solo nello Spazio economico europeo. In pratica, “le persone che vivono in Europa stanno perdendo l’opportunità di accedere ai farmaci più recenti”, è l’allarme dell’Efpia.


“Gli studi clinici – spiega la Federazione – forniscono ai pazienti l’accesso più precoce ai nuovi farmaci, fino a 5-10 anni prima del lancio; i dati stimano che i sistemi sanitari See traggano beneficio da 1-1,5 miliardi di euro dai pagamenti per gli studi e dai risparmi sui costi dei farmaci ogni anno; una riduzione degli studi See si farà quindi sentire oltre l’assistenza ai pazienti”, avverte l’Efpia.

I dati mostrano una significativa variazione a livello di paese all’interno dello See; tuttavia, il numero di sperimentazioni è diminuito in tutti i paesi tranne tre (Portogallo, Grecia e Slovacchia), il che suggerisce, secondo l’Efpia, “un problema sistemico nella regione”. Nello See, Spagna, Germania, Francia e Italia rimangono i paesi più grandi per attività di sperimentazione clinica. Ma a proposito di “cambiamenti geografici”, il rapporto mostra come la Cina abbia raddoppiato il numero di sperimentazioni commerciali dal 2018 e ora rappresenta il 29% delle sperimentazioni cliniche nel mondo e il 18% di quelle commerciali.

Il rapporto suggerisce che la diminuzione dell’attrattiva dell’Europa per la ricerca clinica può essere attribuita a contesti normativi e di finanziamento meno favorevoli. Lo Sse, ad esempio, “è più lento nell’impostazione e nell’accesso agli studi in tutte le aree terapeutiche studiate (oncologia, malattie infettive e rare) rispetto agli Stati Uniti. Anche la necessità di condurre studi multi-paese è una sfida per l’Europa, mentre gli Stati Uniti e la Cina, in particolare, beneficiano di popolazioni di pazienti più numerose”.

Per Nathalie Moll, Direttore generale dell’Efpia, “gli studi clinici europei sono ostacolati da un ecosistema di ricerca lento e frammentato e le iniziative attuali non sono sufficienti a fermare e invertire un decennio di declino. Affinché l’Europa sia competitiva – sottolinea Moll -, deve funzionare come una regione unica, non come singoli Stati membri, ed essere supportata da politiche per attrarre investimenti in ricerca globale. Solo allora gli europei avranno le stesse opportunità di accedere alle innovazioni della medicina che hanno pazienti in altre parti del mondo”.

25 Ottobre 2024

© Riproduzione riservata

Dipendenze. Nei SerD mancano quasi 2mila professionisti, la proposta del Rapporto Oised: Case di Comunità come portale di prevenzione e primo trattamento. Risparmi fino a 222 milioni
Dipendenze. Nei SerD mancano quasi 2mila professionisti, la proposta del Rapporto Oised: Case di Comunità come portale di prevenzione e primo trattamento. Risparmi fino a 222 milioni

Nei Servizi pubblici per le dipendenze (SerD) italiani mancano 1.976 professionisti rispetto agli standard organizzativi previsti per l'assistenza territoriale. Una carenza che si accompagna a un secondo divario: i servizi...

Stati Uniti. Alle elezioni di Midterm i democratici conquistano Camera e Senato. E la sanità di Trump e Kennedy esce sconfitta: ecco perché
Stati Uniti. Alle elezioni di Midterm i democratici conquistano Camera e Senato. E la sanità di Trump e Kennedy esce sconfitta: ecco perché

Trump ha perso. I democratici hanno ripreso Camera e Senato, e il presidente degli Stati Uniti entra negli ultimi due anni di mandato da ‘anatra zoppa’. Ma il voto di...

Obesità. Efpia: “La politica non pensi solo alla prevenzione. Investire e allinearsi alla scienza”
Obesità. Efpia: “La politica non pensi solo alla prevenzione. Investire e allinearsi alla scienza”

“La questione non è più se l'obesità meriti un trattamento. La questione è se i nostri sistemi sanitari siano pronti ad allineare le politiche alla scienza”. Se lo chiedono Paulina...

Clima e salute. Oms: sei interventi potrebbero salvare 1,6 milioni di vite ogni anno e generare benefici economici per migliaia di miliardi
Clima e salute. Oms: sei interventi potrebbero salvare 1,6 milioni di vite ogni anno e generare benefici economici per migliaia di miliardi

Sistemi di allerta per i rischi sanitari legati al caldo, servizi di acqua potabile resilienti ai cambiamenti climatici, servizi igienico-sanitari di base, strutture per l’igiene e il lavaggio delle mani,...