Test di Medicina. Il dossier Anaao sul caos Università: tra ricorsi al Tar, studenti riammessi e dietrofront del Miur

Test di Medicina. Il dossier Anaao sul caos Università: tra ricorsi al Tar, studenti riammessi e dietrofront del Miur

Test di Medicina. Il dossier Anaao sul caos Università: tra ricorsi al Tar, studenti riammessi e dietrofront del Miur
Circa 5mila studenti riammessi e nuovi ricorsi che continuano ad accogliere adesioni. L'Università di Palermo ferma da una settimana per trovare una soluzione che possa permettere di accogliere i 340 studenti in sovrannumero. Prese di posizione del Miur sulla scelta degli Ateni e successivi cambi di rotta per evitare nuovi ricorsi al Tar. Tutto questo raccontato in un un compendio curato dal Coordinamento Servizi Anaao Assomed. IL DOSSIER

Numero chiuso, modello alla francese, ricorsi al Tar, Ordinanze sulle immatricolazioni in sovrannumero e note del Miur. Prendete questi ingredienti e shakerate bene il tutto. Ed ecco la ricetta di quel 'cocktail' caotico che sta caratterizzando ormai da anni le Università italiane, in particolare la Facoltà a numero chiuso di Medicina. A fare il punto della situazione ci ha pensato l'Anaao con un compendio curato dal Coordinamento Servizi Anaao Assomed.

Con gli ultimi 2.500 ricorsi accolti di recente dal Tar Lazio, è arrivato a quota 5mila il numero di studenti che hanno visto ribaltare dai giudici amministrativi il verdetto negativo ottenuto al test d'ingresso. A Palermo la facoltà di medicina si fè fermata per una settimana per trovare una soluzione che possa permettere di accogliere i 340 studenti che sono riammessi dal Tar dopo essere stati fermati dal test d'ingresso. La situazione potrebbe ulteriormente complicarsi anche in altre sedi, a causa di ulteriori due ricorsi che stanno raccogliendo nuove adesioni (c'è tempo rispettivamente fino al 15 e al 20 ottobre).

Andando per ordine, nel compendio si spiega come a fronte dei ricorsi accolti e in esecuzione delle Ordinanze cautelari del Tar Lazio sulle immatricolazioni in sovrannumero, il Miur lo scorso 23 settembre ha emanato una nota a tutte le Università italiane. Come rimarcato nel dossier curato dall'Anaao, non mancano però le anomalie. Infatti, nela nota del Miur si spiega come ciascun ricorrente possa immatricolarsi esclusivamente nella sede universitaria indicata dal candidato al momento dell'iscrizione al test per cui risulta minimo lo scarto tra il punteggio del primo in graduatoria in quella sede e il punteggio ottenuto dal ricorrente. In concreto accade questo: un ricorrente di Bari che aveva scelto l'Università di Bari come prima preferenza, sarà costretto a spostarsi nella seconda o terza università indicata nell'opzione se lo scarto tra il punteggio minimo ottenuto dal primo classificato in graduatoria è troppo alto rispetto a quello ottenuto dal ricorrente.
E se i candidati avessero indicato una sola sede? Ecco l'anomalia, in questo caso potranno immatricolarsi in quella sede al netto del punteggio ottenuto.

A questo punto, per evitare ulteriori ricorsi, il Miur con una nota del 9 ottobre 2014 cancella e ribalta le istruzioni del 23 settembre permettendo agli studenti esclusi dal test e riammessi dal Tar di effettuare l'iscrizione all'Ateneo che avevano scelto.
Anche per questo negli ultimi mesi il ministro dell'Università Stefania Giannini era arrivata a dire che il test d'ingresso deve andare subito in pensione. Le intenzioni ministeriali per ora non vanno al di là di un tweet, in cui si spiega che il 'numero programmato' deve rimanere cambiando però le modalità di selezione, ma di ulteriori dettagli al momento non c'è traccia. Vista la situazione, però, prima di occuparsi del futuro occorre affrontare le grane, in crescita, del presente immediato.

14 Ottobre 2014

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