Tumori. Aumentano i casi, ma anche i tassi di sopravvivenza. Ogni anno 360mila nuove diagnosi

Tumori. Aumentano i casi, ma anche i tassi di sopravvivenza. Ogni anno 360mila nuove diagnosi

Tumori. Aumentano i casi, ma anche i tassi di sopravvivenza. Ogni anno 360mila nuove diagnosi
Presentati oggi i risultati di un rapporto dell’Associazione Italiana Registri Tumori, su dati del 2013. Gli screening e la diagnosi precoce aumentano il successo dei trattamenti, che sono sempre più efficaci. Ma resta ancora molto da fare sul fronte della prevenzione e della diagnosi precoce

Sono circa 366.000 le nuove diagnosi di tumore ogni anno in Italia, 200 mila tra i maschi e 166.000 tra le femmine, secondo un rapporto appena pubblicato dall’Associazione Italiana Registri Tumori (Airtum), relativa al 2013. Una cifra impegnativa, il cui impatto è mitigato dalle percentuali di sopravvivenza: a cinque anni dalla diagnosi risulta infatti vivo il 55% degli uomini e il 63% delle donne. Importante a questo riguardo è il ruolo delle campagne di screening che consentono di individuare il tumore in fase precoce, rendendo così più efficaci i trattamenti. “L’aumentata incidenza del tumore in Italia – sostiene il Professor Achille Lucio Gaspari, presidente della Sico (Società Italiana di Chirurgia Oncologica) – è in parte spiegabile con l’invecchiamento della popolazione e in parte attribuibile a cause ambientali.
 
L’aumento dei tassi di guarigione è dovuto fondamentalmente alla diagnosi precoce e alle terapie anti-tumorali, sempre più efficaci. Il tumore va trattato in équipe, composte dal chirurgo, dal medico oncologo e dal radioterapista e ognuna di queste figure professionali ha a disposizione armi terapeutiche sempre più affilate. Nell’uomo i tumori più frequenti sono quelli della prostata (20%), del polmone (15%) e del colon retto (14%). Nella donna il più diffuso è il  tumore della mammella (29%), seguito da quello del colon retto (14%) e del polmone (6%), la cui incidenza è aumentata negli ultimi decenni per la sempre più diffusa abitudine al fumo di sigaretta tra le donne”.                                                                                                      
 
Secondo il World Cancer Report 2014, i decessi causati dalle neoplasie tra gli stranieri residenti in Italia sono il 20% in più rispetto agli italiani. “Una prima spiegazione – afferma Gaspari – andrebbe ricercata in una minore consapevolezza della malattia e nelle peggiori condizioni socio-economiche; tra i clandestini poi, anche la paura di una denuncia, nel recarsi presso un ospedale o un ambulatorio, potrebbe contribuire a ritardare i tempi della diagnosi e dunque a ridurre le possibilità di guarigione”. Molto resta ancora da fare sul fronte prevenzione. “Mentre tutti gli italiani sanno che è necessario fare il tagliando alla macchina – afferma Gaspari –  perché guidare un mezzo non controllato è pericoloso, non sottopongono con la stessa regolarità a controlli la propria salute. Alcuni hanno paura di andare dal medico e di scoprire una malattia, ma il fatto di ignorarla naturalmente non solo non ne annulla, ma anzi ne aumenta il rischio. Il cancro si può vincere, ma è necessario controllarsi e anche lo Stato deve fare la sua parte, creando reti oncologiche efficienti”.
 
Maria Rita Montebelli

Maria Rita Montebelli

15 Maggio 2014

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