Donazione/trapianti. Le professioni sanitarie di Milano si raccontano

Donazione/trapianti. Le professioni sanitarie di Milano si raccontano

Donazione/trapianti. Le professioni sanitarie di Milano si raccontano

Al centro di processi innovativi di donazione e trapianto ci sono anche le competenze dei professionisti di area sanitaria tecnica, come i Tecnici di Fisiopatologia Cardiocircolatoria e Perfusione Cardiovascolare e i Tecnici di Neurofisiopatologia. Aumentare la fiducia sul processo per far crescere il numero dei donatori.

In occasione della Giornata Nazionale per la Donazione e il Trapianto di Organi e Tessuti di domenica 19 aprile 2026, si rinnova l’attenzione su un’importante sfida del sistema salute: il divario tra chi è in attesa di trapianto e la disponibilità effettiva di organi. Nonostante il trend positivo confermato dal recente report del Centro nazionale trapianti, infatti, rimane ampia la forbice tra donatori disponibili e pazienti bisognosi, con più di 8.500 persone in lista d’attesa in tutta Italia.

Per rispondere a questa esigenza, negli ultimi anni si stanno sviluppando percorsi donativi innovativi, come la donazione a cuore fermo (DCD, Donation after Cardiac Death). Al centro del processo, frutto di un complesso lavoro d’équipe, ci sono le competenze specialistiche dei professionisti di area sanitaria tecnica, come i Tecnici di Fisiopatologia Cardiocircolatoria e Perfusione Cardiovascolare e i Tecnici di Neurofisiopatologia (TNFP). Che l’Ordine TSRM e PSTRP di Milano, Como, Lecco, Lodi, Monza Brianza e Sondrio intende far conoscere meglio, anche allo scopo di aumentare la fiducia dei cittadini nel sistema trapianti.

“La Lombardia – commenta il presidente dell’Ordine, Diego Catania – rappresenta un polo d’eccellenza per le procedure di trapianto di organi e tessuti: un sistema che ha dimostrato più volte, negli ultimi mesi, la sua reattività ed efficienza, anche nel caso di emergenze drammatiche come quella di Crans-Montana. Il merito va ai professionisti sanitari: dietro ogni trapianto si muove una macchina articolata dove la generosità del donatore incontra l’altissima specializzazione di figure professionali tecnico-cliniche, pilastri fondamentali nel successo dell’intervento e al centro di processi sempre più avanzati”.

Il Tecnico di Neurofisiopatologia interviene nella prima e delicatissima fase del percorso di donazione, ossia l’accertamento di morte. “Ad attribuire al TNFP la responsabilità di eseguire l’EEG per accertare la morte encefalica è il Decreto del Ministero della Salute dell’11 aprile 2008” dichiara Maurizio Vergari, presidente della Commissione d’Albo TNFP Milano. “Attraverso la registrazione dell’eventuale presenza o della completa assenza di attività elettrica cerebrale, l’indagine consente di escludere o confermare la morte cerebrale del paziente: un compito che richiede elevata competenza tecnica, precisione, senso di responsabilità e profondo rispetto umano, soprattutto in un momento così delicato e carico di significato per i familiari della persona coinvolta. Il contributo del TNFP è quindi determinante non solo dal punto di vista clinico, ma anche etico e sociale”.

In parallelo, lo sviluppo della donazione a cuore fermo ha valorizzato il ruolo del TFCPC, coinvolto nella gestione delle tecnologie di supporto avanzato come l’ECMO (ExtraCorporeal Membrane Oxygenation). Questa metodica consente di mantenere la perfusione e l’ossigenazione degli organi anche dopo l’arresto cardiaco, migliorandone la conservazione e aumentando le possibilità di successo del trapianto.

“Il Tecnico di Fisiopatologia Cardiocircolatoria e Perfusione Cardiovascolare è spesso definito il ‘motore silenzioso’ della cardiochirurgia e dei trapianti” commenta Franco Zecchillo, presidente della Commissione d’Albo TFCPC Milano. “La sua figura è un unicum nel panorama sanitario: un professionista che opera al confine tra medicina, biologia e ingegneria clinica. Interviene nel cuore del processo di espianto e trapianto e gestisce le macchine per la circolazione extracorporea e le moderne tecniche di perfusione d’organo, assicurando che il cuore e i polmoni restino vitali e funzionali durante il trasporto e l’attesa del ricevente”.

“L’integrazione tra innovazione tecnologica e competenze professionali rappresenta oggi la chiave per affrontare la domanda di trapianti,” sottolineano i presidenti. “Le professioni di area sanitaria tecnica sono parte integrante di questo processo e contribuiscono in modo determinante alla sua qualità e alla sua sicurezza, che dovrebbe servire da garanzia anche per quanti, soprattutto tra le fasce più giovani di popolazione, sono attualmente restii a dare il proprio ‘sì’ alla donazione. Il nostro impegno è quello di garantire precisione, affidabilità e rispetto delle normative vigenti, nell’ambito di un percorso che può trasformare una perdita in un gesto di solidarietà e di speranza”.

17 Aprile 2026

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