I dubbi sulla guida “Oltre lo sguardo”

I dubbi sulla guida “Oltre lo sguardo”

I dubbi sulla guida “Oltre lo sguardo”

Gentile Direttore, ho letto con interesse il contributo a Lei rivolto dai dottori Alfaro e Converti sulla guida "Oltre lo sguardo" promossa dalla Società Italiana di Pediatria e l'Associazione Culturale Pediatri sui temi dell'orientamento sessuale, della varianza di genere e delle famiglie omogenitoriali.

Gentile Direttore,

ho letto con interesse il contributo a Lei rivolto dai dottori Alfaro e Converti sulla guida “Oltre lo sguardo” promossa dalla Società Italiana di Pediatria e l’Associazione Culturale Pediatri sui temi dell’orientamento sessuale, della varianza di genere e delle famiglie omogenitoriali. Poiché la lettera cita esplicitamente la campagna che Pro Vita & Famiglia sta conducendo per il ritiro di tale documento, con più di 35.000 firme raccolte allo scopo, vorrei chiarire meglio ai suoi lettori la nostra posizione.

Prima di entrare nel merito, tuttavia, vorrei richiamare le clamorose vicende che hanno terremotato questa pubblicazione, dal momento che, questa settimana, l‘Istituto Superiore di Sanità si è trovato costretto a dover smentire con una nota ufficiale quanto veniva riportato sui siti di SIP e ACP, che, cioè, la guida sarebbe stata promossa durante il Congresso dell’ACP che si svolgerà a novembre in collaborazione con l’ISS e nella sua stessa sede. A seguito di tale smentita, i due enti sono stati costretti a cancellare ogni riferimento a tale falsa circostanza dai loro portali ufficiali. Converrà che tale grave circostanza non depone di certo a favore della serietà e onestà, quantomeno comunicativa, con cui è stata condotta la promozione di questa guida.

Ma il problema resta decisamente il merito del documento. Vorremmo sapere dai redattori del testo e da chi lo difende su quali fonti scientifiche, esattamente, si fonderebbero le seguenti prassi raccomandate ai pediatri italiani dalla guida “Oltre lo sguardo”: esporre in ambulatorio poster o altri elementi arcobaleno; distribuire volantini e materiale informativo delle associazioni LGBT (a cui indirizzare i genitori stessi); eliminare “padre” e “madre” dalla modulistica; classificare i pazienti minorenni anche come “agender” e “non binari”; contattare la scuola dei loro pazienti minori per incoraggiare l’adozione della “carriera alias”; validare — non si sa con quali competenze né processi diagnostici — presunte “varianze di genere” in bambini di appena 3 anni (3 anni!!!), approvando il loro cambio di nome, pronome, abiti, abitudini; accreditare favole per bambini che normalizzano il reato di utero in affitto. Tutto ciò che abbiamo citato, ed è solo una parte, su cui attendiamo smentite da chiunque, è puntualmente contenuto nella guida “Oltre lo sguardo” firmata da SIP e ACP. Questo, Egregio Direttore, sarebbe un approccio scientifico al tema dell’orientamento sessuale e della varianza di genere? Questa sarebbe “accoglienza”?

C’è poi anche qualcosa da dire in merito alle fonti scientifiche citate dalla Guida (stendendo un velo pietoso sulla presenza, anche nella sitografia, di incomprensibili rimandi alle fonti dell’associazionismo di advocacy LGBT di plateale matrice politica, come Arcigay, Famiglie Arcobaleno, Genderlens, etc). Come può una guida che tratta il tema della disforia e varianza di genere, dei farmaci per bloccare la pubertà e della transizione sociale o sessuale dei minori non citare nemmeno — anche solo per contestarla! — la Cass Review inglese, uno dei più recenti e importanti studi proprio su tali fronti, che ha definitivamente compromesso la credibilità scientifica del cosiddetto “approccio affermativo”, richiamato invece nella guida? Perché non è citato nemmeno uno degli studi scientifici che, in tutto il mondo, stanno portando sempre più sistemi sanitari a restringere fortemente l’approccio che “Oltre lo sguardo” continua pervicacemente a sponsorizzare come ottimale?

Queste sono le domande che meritano una risposta. Insieme a queste, anche quelle di metodo, non secondarie. Tra tutte: il Comitato Scientifico della Società Italiana di Pediatria ha validato il documento in base all’articolo 19 dello Statuto della SIP stessa, che ne affida la verifica “sulla base di indici di produttività scientifica e bibliometrica validati dalla comunità scientifica internazionale e conformi alle best practice”? E se sì, con quale esito, e con il voto di quanti componenti?

Nell’attesa di questi chiarimenti, continueremo a denunciare il chiaro intento ideologico della guida in oggetto e a chiederne il ritiro, ricevendo, peraltro, continue segnalazioni di dissenso da parte degli stessi pediatri che la SIP dovrebbe rappresentare.

Cordiali saluti,

Filippo Savarese

Direttore delle Campagne

Pro Vita & Famiglia

10 Luglio 2026

© Riproduzione riservata

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