Liste di attesa. Asl Teramo: “Il 65% degli utenti non vuol anticipare l’appuntamento”

Liste di attesa. Asl Teramo: “Il 65% degli utenti non vuol anticipare l’appuntamento”

Liste di attesa. Asl Teramo: “Il 65% degli utenti non vuol anticipare l’appuntamento”

Il 55% dei rifiuti in quanto la prima data offerta dal Cup andava bene, il 20% non gradiva la struttura proposta, il 12% aveva già eseguito la prestazione. Di Giosia: “Ciò dimostra che molte richieste sono inappropriate per classe di priorità e che i bisogni di salute reali sono inferiori alle prenotazioni”.

“C’è bisogno di azioni per migliorare l’appropriatezza prescrittiva, al pari del potenziamento degli strumenti di presa in carico e dei percorsi diagnostico terapeutici”. A dirlo è il Direttore Generale della Asl di Teramo, Maurizio di Giosia, alla luce degli esiti delle richiamate effettuate per proporre ai cittadini di anticipare una erogazione prenotata per tempi più lunghi.

Il Programma operativo di recupero delle liste di attesa, finanziato dalla Asl con risorse proprie per circa 700.000 euro, ha previsto l’utilizzo delle prestazioni aggiuntive per anticipare le prenotazioni che andavano oltre i tempi previsti dalla norma (per gastroscopia, colonscopia, visita dermatologica, visita oculistica, doppler tronchi sovraortici e arti inferiori, visita endocrinologica ed ecografia della tiroide, Tc del torace, ecografia addome completo, visita fisiatrica).

Dalla data di avvio, il 23 marzo, al 13 aprile, gli uffici competenti hanno effettuato oltre 4.500 chiamate.

Su 3.524 risposte, spiega la Asl, circa il 65% degli utenti contattati e che avevano prenotazioni “lunghe”, cioè fuori termine, ha rinunciato all’anticipazione della prestazione. Nel dettaglio: il 95% degli utenti ha rinunciato all’anticipazione della gastroscopia, il 91% circa della colonscopia, il 79% circa della visita dermatologica, il 78% della visita oculistica. Inoltre per gli ecocolordoppler delle carotidi e degli arti inferiori il 42% circa ha rinunciato all’anticipazione.

La Asl di Teramo ha anche analizzato i motivi delle rinunce, che sono state registrate dagli uffici recall, riassunti nella tabella di seguito:

“La gran parte dei cittadini non ha accettato di anticipare l’appuntamento. Ciò dimostra che molte richieste sono inappropriate in termini di classe di priorità e che, nella realtà, i bisogni di salute reali sono notevolmente inferiori alle prenotazioni in accesso nei Cup. Per alcune prestazioni, il tasso di rifiuto supera il 70%, a riprova che tali prescrizioni non rispondono ad esigenze tempo o vita dipendenti”, sottolinea il direttore generale, Maurizio Di Giosia.

“Nonostante ciò – aggiunge il Dg – è intenzione della Asl Teramo potenziare ulteriormente la propria offerta di prestazioni ambulatoriali, anche perché siamo consapevoli che, in mezzo a tante inappropriatezze, vi sono anche situazioni di reale bisogno e necessità. Rappresenteremo ufficialmente, nei tavoli nazionali e regionali, la necessità di riformare, normativamente, il governo della domanda, senza il quale ogni sforzo delle articolazioni locali si infrange contro un fenomeno che gli stessi analisti del settore hanno classificato come deleterio in termini economici, umani e sociali. C’è bisogno di azioni per migliorare l’appropriatezza prescrittiva, al pari del potenziamento degli strumenti di presa in carico e dei percorsi diagnostico terapeutici”.

17 Aprile 2026

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