Morte Fakir. Le Società Scientifiche: “La morte di un uomo merita rispetto, non semplificazioni”

Morte Fakir. Le Società Scientifiche: “La morte di un uomo merita rispetto, non semplificazioni”

Morte Fakir. Le Società Scientifiche: “La morte di un uomo merita rispetto, non semplificazioni”

Le principali Società Scientifiche dell'emergenza-urgenza e dell'area critica intervengono dopo la morte di Abderrahim Fakir nel corso di un intervento delle Forze dell’Ordine: “La sicurezza delle cure nasce dall'integrazione delle competenze, dal rispetto per tutte le persone coinvolte e dalla capacità di imparare dagli eventi avversi”. IL DOCUMENTO

Un richiamo al rigore scientifico, alla prudenza istituzionale e alla cultura della sicurezza delle cure. È questo il messaggio contenuto nel Position Paper congiunto diffuso dalle principali Società Scientifiche dell’emergenza-urgenza e dell’area critica, che prendono posizione dopo la morte di Abderrahim Fakir, invitando a evitare semplificazioni e giudizi anticipati in attesa che vengano completati gli accertamenti giudiziari e tecnico-sanitari.

Il documento (firmato da Roberto Romano per Aies, da Silvia Scelsi per Aniarti, da Valentina Angeli per Cosmey, da Daniele Marchisio per Gft, da Angelo Giupponi per Hems, da Katya Ranzato per Irc, da Elena Bignami per Siaarti, da Piero Paolini per Siems e da Alessandro Riccardi per Simeu) si apre con un appello al rispetto “per la vittima, per la sua famiglia e per tutte le persone coinvolte, compresi gli operatori del sistema di emergenza-urgenza territoriale, i soccorritori, i volontari del soccorso, gli operatori sanitari, le Forze dell’Ordine e tutti coloro che sono stati chiamati a intervenire in una situazione di estrema complessità”.

“Ogni evento di questa natura – osservano – coinvolge persone, famiglie e professionisti e lascia un segno profondo. Per questo motivo il dibattito pubblico deve svolgersi con prudenza e rigore, evitando conclusioni affrettate mentre sono ancora in corso gli accertamenti della magistratura e le verifiche tecnico-sanitarie”.

L’analisi di un evento complesso, sottolineano, “non deve ricercare un colpevole da indicare all’opinione pubblica, ma deve contribuire a individuare interventi organizzativi, formativi e professionali capaci di rafforzare l’intero sistema dell’emergenza-urgenza. Eventuali responsabilità individuali competono esclusivamente agli organi deputati ad accertarle”.

Per questo motivo le Società Scientifiche firmatarie ritengono proprio dovere promuovere un confronto fondato sulle evidenze scientifiche, sul metodo e sulla responsabilità istituzionale: “Una tragedia non può e non deve diventare l’occasione per sostenere interessi di categoria o modelli organizzativi precostituiti. Il dibattito scientifico deve rimanere libero, rigoroso e orientato esclusivamente alla tutela dei cittadini, alla sicurezza degli operatori e alla qualità delle cure”.

La vera sfida, ribadiscono, “consiste nel costruire una rete dell’emergenza sempre più integrata, nella quale Centrali Operative, personale sanitario, volontari del soccorso, Forze dell’Ordine, servizi territoriali e ospedali condividano formazione, protocolli, linguaggi e responsabilità operative. Solo attraverso questa integrazione sarà possibile rendere il sistema più sicuro, più competente, più integrato e più capace di rispondere ai bisogni della collettività. La morte di una persona merita rispetto, non semplificazioni”.

IL DOCUMENTO INTEGRALE

27 Luglio 2026

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