Pansm 2025-2030: il futuro della salute mentale passa dallo Psicologo di Base

Pansm 2025-2030: il futuro della salute mentale passa dallo Psicologo di Base

Pansm 2025-2030: il futuro della salute mentale passa dallo Psicologo di Base

Approvato il nuovo Piano Nazionale per la Salute Mentale 2025-2030, che introduce la figura dello Psicologo di Base nel Servizio Sanitario Nazionale per garantire interventi precoci e di prossimità sul territorio.

L’approvazione alla fine del 2025 del nuovo PANSM 2025-2030, Piano di Azioni Nazionale per la Salute Mentale da parte della Conferenza Permanente Unificata Stato, Regioni, Province Autonome e Enti Locali, è un ottimo risultato e un punto di partenza importante per implementare e potenziare, in linea con le consolidate positive esperienze regionali, la capacità del SSN di affrontare la domanda di salute mentale e psicologica emersa in tutta la sua drammaticità, in particolare negli ultimi anni e soprattutto tra le giovani generazioni.

Il PANSM si fonda sull’approccio bio-psico-sociale ed è il risultato di oltre due anni di lavoro del Tavolo tecnico sulla salute mentale voluto dal Ministro della Salute Orazio Schillaci, coordinato dal prof. Alberto Siracusano, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità e con il contributo del dott. Giuseppe Nicolò, coordinatore vicario. Dal mese di luglio, l’Ordine Nazionale degli Psicologi ha avviato una revisione attraverso una continua e serrata interlocuzione con il Ministero, con i referenti del tavolo tecnico, con le Regioni e tutti gli attori istituzionali coinvolti affinché si ridefinisse il campo di intervento della psicologia nell’obiettivo di contribuire alla promozione e alla tutela della salute psicologica.

Questa proficua interlocuzione ha consentito di portare a compimento tre obiettivi fondamentali e strategici: l’istituzione della psicologia di assistenza primaria quale modello nazionale per la prevenzione e l’intervento precoce, la valorizzazione delle funzioni della psicologia in ambito consultoriale, l’inserimento delle scuole di specializzazione pubbliche nella sezione dedicata alla formazione.

Particolare soddisfazione esprimiamo per la ridefinizione nel Piano dello psicologo nei consultori quale professionista sanitario la cui attività è finalizzata alla protezione del benessere delle persone minorenni con interventi e osservazioni, non peritali, finalizzate alla costruzione di percorsi di sostegno adeguati, all’individuazione di eventuali fragilità genitoriali, bisogni di cura, fattori di rischio e tutela e alla progettazione di interventi di sostegno condivisi con le famiglie e con il tribunale.

 Il confronto sviluppatosi positivamente ha portato all’ulteriore risultato di prevedere l’inserimento delle scuole di specializzazione pubbliche nella sezione dedicata alla formazione, che ha richiesto attenzione a difesa di una formazione pubblica di qualità. Infine, e non per ultimo assume un’enorme valenza per la salute del nostro paese l’istituzione del Servizio di Psicologia di Assistenza Primaria, un elemento di grande novità rispetto alle programmazioni dei precedenti piani sanitari. Il cosiddetto psicologo di base, in analogia al medico di medicina generale o medico di base, svolge il servizio, insieme ai MMG e ai PLS nei Distretti sanitari / Case di Comunità, non più collocato nei Dipartimenti di Salute Mentale.

Si tratta di un passaggio significativo verso la prossimità e la territorialità di interventi psicologici volti a intercettare i bisogni e i disagi delle persone sempre più precocemente. L’introduzione del servizio di Psicologia di Assistenza Primaria tiene conto anche delle sperimentazioni positive e delle esperienze in atto in undici realtà regionali: un modello, quindi, che dal basso diviene progettazione per tutto il SSN delineando, così, modalità di intervento finalizzato alla prevenzione, di cui è permeato il PANSM e per cui il ruolo dello Psicologo di Assistenza Primaria assume un ruolo strategico nel territorio tra i servizi di base sanitari e quelli specialistici, così come indicato dalle analisi dell’OMS Regione Europea, dal protocollo recentemente firmato a Parigi dai ministri alla salute europei nonché dalle indicazioni dell’OCSE.

Qual è il ruolo dello Psicologo di Assistenza Primaria. Ecco cosa prevede concretamente il Piano in merito all’istituzione di questa nuova figura professionale: Il Piano indica come primo “livello” di assistenza quello “di consultazione e assistenza primaria” (nei distretti sanitari / case della comunità) dove sono coinvolte micro-equipe multiprofessionali (medico di medicina generale, pediatra di libera scelta, psicologo).

Lo Psicologo di Assistenza Primaria ha il ruolo di raccordo tra utenza, medicina generale e rete della salute mentale specialistica. Le funzioni attese includono: intercettare precocemente segnali di disagio psicologico o malessere, fornire interventi a bassa soglia e, laddove necessario, orientare l’utente verso i servizi specialistici (interventi ad alta soglia, situazioni psicopatologiche gravi o complesse restano ai livelli specialistici dei servizi sanitari territoriali).

Siamo in presenza di una forte scelta riformatrice, in quanto il servizio garantisce:
1. accessibilità e prossimità: riduce la distanza tra la persona e l’aiuto psicologico, favorendo l’intervento precoce e rendendo il sostegno più “vicino” al cittadino. Riduce gli accessi al Pronto Soccorso e le liste di attesa dei servizi specialistici;

2. prevenzione: interviene prima che il disagio evolva in disturbo grave, migliorando l’efficacia dell’intervento, riducendo costi, ricoveri, rischi di cronicizzazione;

3. integrazione tra servizi: contribuisce a far dialogare medicina generale, pediatria, psicologia e specialistica, rendendo la presa in carico appropriata e multiprofessionale;

 4. riduzione della “psicofarmacoterapia”: se il disagio viene intercettato presto e trattato con un approccio psicologico multidisciplinare, si limita il ricorso agli psicofarmaci come unica risposta al disagio psichico, che a volte porta alla cronicità;

5. equità: offrendo questo tipo di supporto nel territorio, si cerca di colmare disparità regionali o barriere di accesso che oggi impediscono a molti di usufruirne. L’efficacia dipenderà fortemente dall’attuazione concreta: disponibilità di psicologi nei distretti e nelle case di comunità, definizione chiara del ruolo e delle competenze, finanziamenti adeguati, coordinamento con gli altri servizi, riduzione delle disparità regionali, a tutela delle persone e per la promozione della salute, su cui il benessere mentale e psicologico hanno un’importante ricaduta.

 Attendiamo che Governo e Parlamento proseguano quanto ben iniziato con il Piano di Azioni sulla Salute Mentale appena approvato dalla legge di bilancio, avviando il finanziamento nazionale del servizio di psicologia di assistenza primaria, al momento finanziato su base regionale.

Per la realizzazione su scala nazionale, auspichiamo che Governo e Parlamento riprendano l’iter legislativo del testo unificato adottato a novembre 2023 dalla Commissione Affari Sociali della Camera “Istituzione del servizio di psicologia di base nell’ambito del Servizio sanitario nazionale. C. 814 Ciocchetti, C. 1034 Lupi, C. 1140 Malavasi, C. 1171 Graziano, C. 1228 Di Lauro, C. 1262 Patriarca e C. 1300 Loizzo” fornendo, così, una cornice omogenea all’istituzione in tutte le Regioni del Servizio di Psicologia dell’Assistenza Primaria.

È un percorso necessario e di grande responsabilità verso la salute dei nostri cittadini: un sistema di intervento di rete integrato all’avanguardia diffuso su tutto il territorio che contrasta lo stigma sulla salute mentale e migliora la vita personale, familiare, lavorativa e relazionale delle persone. Si tratta di investire sulla salute pubblica, che non è mai costo, ma sviluppo e progresso sociale.

Maria Antonietta Gulino
Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi

Maria Antonietta Gulino

07 Gennaio 2026

© Riproduzione riservata

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