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Global Fund. “Nuove strategie per porre fine ad Aids, Tbc e malaria”. Contributo Italia salirà del 30% nel 2017-19. Lorenzin: “Sanità decisiva per risolvere crisi geopolitiche” 

Politiche e prospettive del Fondo globale per la lotta all'Aids la Tbc e la malaria sono state radiografate oggi in un incontro presso l'Iss. Il ministro: "Si tratta di uno strumento che ha salvato 17 milioni di persone in tutto il mondo". Chan (Oms) plaude al modello italiano: "Sistema avanzatissimo poiché garantisce uguaglianza nell’accesso alle cure sulla base del parametro dell’universalismo”. Bill Gates: "L'Italia intensifica il suo impegno per i più poveri e vulnerabili".

27 GIU - Implementare e rilanciare nuove strategie per contrastare le principali malattie della povertà e accelerare la fine delle epidemie di Aids, tubercolosi e malaria, in particolare nei Paesi economicamente svantaggiati, dove più alte sono l’incidenza e la mortalità di queste patologie. E’ questo l’obiettivo dell’incontro svoltosi oggi presso l’Istituto superiore di sanità insieme al Global Fund e al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Il numero di morti causate dall’Aids in questo lasso di tempo è calato di oltre il 40% e grazie al Global Fund sono state distribuite in tutto il mondo oltre 600 milioni di zanzariere trattate con insetticida e il numero di morti causate ogni anno dalla malaria a livello globale è sceso del 48% fra il 2000 e il 2014. A ciò si aggiunga che oltre 15 milioni di persone hanno ricevuto cure per la tubercolosi, e la mortalità causata dalla Tb è scesa del 41% dal 2000 al 2014.

In questo quadro l’Italia svolge un ruolo da protagonista assoluto: con circa 850 milioni versati al Fondo dal 2002 siamo il settimo Paese donatore. La contribuzione italiana aumenterà, inoltre, del 30% per il prossimo triennio 2017-2019:l’apporto salirà dai 100 milioni di euro assicurati per il 2014-2016 a 130 milioni di euro. Lo ha annunciato il sottosegretario al ministero degli Affari Esteri Benedetto Della Vedova  “Il fondo ha sino a oggi contribuito a salvare oltre 17 milioni di persone in tutto il mondo – ha fatto notare il nostro ministro della Salute, Beatrice Lorenzin – si tratta del principale soggetto che finanzia progetti a sostegno della salute globale e oggi supporta oltre 470 programmi in più di 100 Paesi. Per esempio consente a 8,6 milioni di uomini e donne di accedere alla terapia antiretrovirale. La sanità gioca quindi una funzione essenziale anche nella risoluzione delle crisi geopolitiche in quanto con le cure si fornisce una speranza alle persone. L’Italia è già nella top ten dei sostenitori del Fondo e continueremo su questa via perché è un investimento sia di carattere strategico che umanitario. La sfida principale oggi consiste nel costruire migliori sistemi sanitari all’interno dei Paesi che ne hanno maggiormente bisogno”.


Un’importante apprezzamento per il modello sanitario italiano è arrivato da Margaret Chan, presidente dell’Organizzazione mondiale della Sanità che ha sottolineato: “Il vostro sistema è avanzato poiché garantisce uguaglianza nell’accesso alle cure sulla base del parametro dell’universalismo”. Per quanto riguarda il Fondo ha ricordato che “ha svolto un ruolo nodale anche per il lavoro in sinergia con le istituzioni. E, nel complesso, è sempre importante riuscire a evitare di imporre sanzioni contro le scelte politiche adottate dai singoli governi. Soprattutto l’Oms deve tener en presente questo saldo principio e lavorare in particolare per costruire rapporti diretti con le varie comunità e con le popolazioni per migliorare gli assetti sanitari”.

"Siamo particolarmente onorati di riunire nel nostro Istituto i leader mondiali della salute per celebrare risultati così importanti e significativi – ha evidenziato Walter Ricciardi, presidente dell’Iss – ma anche per ricordarci che c’è ancora molto da fare e che le tre pandemie continuano a imporre un tributo devastante in termini di vite umane ed economici. Tutelare la salute dei più svantaggiati, oltre ad essere un obbligo morale e un imperativo etico, è strategico da un punto di vista della salute pubblica. Un obiettivo talmente importante che il nostro impegno in questa direzione si è tradotto nella costruzione di un centro sulla salute globale che nascerà a settembre”. Ricciardi ha quindi annunciato che, proprio presso l’Iss, sarà attivato il Centro nazionale per la salute globale: il direttore sarà scelto mediante un bando appena emanato.

Contestualmente Emilia Grazia De Biasi (Pd), presidente della Commissione Igiene e Sanità al Senatoi, ha riferito di aver presentato una richiesta ad hoc al Governo affinché si impegni a continuare le politiche in sostegno del Fondo. Fondamentale, ha aggiunto, è però "anche puntare all'autonomia femminile e alla tutela della salute della donna. La cartina tornasole della civiltà planetaria sta infatti nel rispetto delle donne e nella tutela della loro salute come diritto universale. Così - ha concluso - si tutela al contempo la salute dei bambini e si attua una strategia complessiva di innalzamento della salute di un Paese”.

Un impegno riconosciuto pienamente anche da Mark Dybul, direttore esecutivo del Fondo Globale. "Porre fine alle epidemie che colpiscono la vita di milioni di persone nei paesi più poveri è uno degli investimenti più intelligenti che si possano fare per creare opportunità, promuovere la giustizia sociale e favorire la crescita e la sicurezza”. Stefano Vella, Direttore del Dipartimento del Farmaco dell’ISS e Vice- Presidente dell’associazione Internazionale Friends of Global Fund. Hada parte sua ribadito che “il sistema sanitario italiano, è uno dei pochi sistemi sanitari universalistici rimasti nel mondo. Basato sui principi costituzionali di equità ed uguaglianza, è un modello di salute globale da proteggere, che il nostro Paese può esportare nel mondo”.

A chiudere il simposio internazionale dell’Istituto Superiore di Sanità la partecipazione straordinaria di Bill Gates (leggi discorso integrale) che attraverso la Bill & Melinda Gates Foundation è partner chiave del Global Fund.

“Come Paese in prima linea sul fronte dell'immigrazione – ha dichiarato Gates - l’Italia comprende che stiamo vivendo in un mondo interconnesso e che ognuno ha la responsabilità di aiutare le persone più svantaggiate ad accedere a un sistema sanitario migliore, a superare la povertà e a vivere più sicure nel proprio Paese. Ci sono molti segni incoraggianti del rinnovato impegno dell’Italia nelle relazioni internazionali, non ultimo quello nello sviluppo e nella salute globale.

L’incremento annunciato oggi da parte del Governo Italiano per il Global Fund contro l’HIV/AIDS, la Tubercolosi e la Malaria è un altro grande segno del fatto che l’Italia sta intensificando il suo impegno per i più poveri e i più vulnerabili. E spero di vedere l’Italia diventare ancora una volta uno dei maggiori sostenitori della lotta contro le tre malattie mortali che stanno ancora uccidendo tre milioni di persone ogni anno”.
 
G.B.

27 giugno 2016
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