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“Titolo V, commissariamento per mancata erogazione Lea e sistemi di valutazione obbligatori dei servizi”. Il programma sanità di +Europa alleata del PD

E ancora, uno spostamento progressivo della spesa sanitaria verso la cura delle disabilità e cronicità, la piena informatizzazione del Ssn e, per la ricerca, un investimento del 3% del Pil e la rimozione degli ostacoli per la ricerca scientifica sulle malattie rare, sulla procreazione medicalmente assistita, sugli embrioni e sulle biotecnologie. Questo, in sintesi, il programma della formazione politica che correrà in coalizione con il PD alle prossime elezioni del 4 marzo. IL PROGRAMMA

20 GEN - A 24 ore dalla presentazione del simbolo al Viminale, la formazione politica +Europa, guidata da Emma Bonino, che correrà in coalizione con il PD alle prossime elezioni del 4 marzo, presenta ufficialmente il suo programma elettorale firmato da Riccardo Magi, Benedetto Della Vedova e Bruno Tabacci. Una parte di esso è dedicato a sanità e ricerca.
 
Revisione Titolo V. Innanzitutto, viene puntato il dito contro l'attuale Titolo V della Costituzione, ed in particolare contro le accentuate disparità di offerta sanitaria sul territorio nazionale. "Occorre porsi pertanto l'obiettivo di correggere questa deriva e di garantire le medesime cure a tutti i cittadini indipendentemente dalla loro residenza regionale, anche attraverso la modifica della ripartizione di competenze tra Stato e Regioni", si legge nel programma.
 
Sistemi di valutazione obbligatori. Viene poi lamentata l'assenza di sistemi diffusi di valutazione delle prestazioni e delle strutture, oltre che di informazioni pubbliche e accessibili a tutti sugli esiti delle valutazioni. "La sanità è autoreferenziale e l'utente conta poco o nulla, come certificato da indici di valutazione europei (Euro Health Consumer Index, che ci vede tra gli ultimi in confronto ai paesi dell'Europa occidentale). È necessario introdurre sistemi di valutazione obbligatori per le prestazioni, i servizi e le strutture in tutto il territorio nazionale e informazioni e accessibilità dei risultati per tutti".

 
Commissariamento per mancanza di erogazione dei servizi. Nel programma di +Europa spiega poi come attualmente la sanità delle regioni viene commissariata esclusivamente in caso di deficit eccessivo. "È necessario introdurre la procedura di commissariamento anche in caso di scarsità (quantitativa e qualitativa) di servizi erogati, compreso il mancato rispetto dei tempi massimi d'attesa per gli esami diagnostici definiti per legge. Il Commissario (nominato dal Governo) deve essere un esperto esterno alla regione commissariata".
 
Finanziamento sanità. "Considerato che l'invecchiamento della popolazione costituisce un fattore di crescita della domanda di prestazioni sanitarie, può essere utile prevedere una soglia minima di finanziamento, calcolato in percentuale al Pil di ogni paese, unitamente a una soglia minima di qualità delle prestazioni e dei servizi erogati".
 
Cronicità e disabilità. "L'allocazione delle risorse è ancora troppo concentrata sulle cure per acuti mentre l'emergenza dovuta all'invecchiamento richiederebbe maggiori stanziamenti per la cura delle cronicità e disabilità. Per questo proponiamo uno spostamento progressivo della spesa sanitaria in questa direzione".
 
Informatizzazione Ssn. "Un'altra azione importante è la piena informatizzazione del Ssn, con l'obiettivo di realizzare la completa operatività su tutto il territorio nazionale del Fascicolo sanitario elettronico e delle ricette digitali, la dematerializzazione di referti e cartelle cliniche nonché il sistema di fatturazione elettronica delle prestazioni farmaceutiche".
 
Capitolo a parte, infine, viene dedicato alla ricerca. "Vogliamo difendere e promuovere il 'diritto alla scienza' e la massima diffusione del metodo scientifico, sia come valore culturale che come principio che informa il processo legislativo. I finanziamenti alla ricerca, da incrementare, devono essere accompagnati da regole che proteggano e promuovano la libertà di ricerca scientifica. Sono necessarie forme di investimento continuo nel tempo, procedure di assegnazioni trasparenti, aperte e competitive. Vogliamo un'Italia che investa in ricerca il 3% del proprio Pil in un'Europa che partecipi per un terzo con il bilancio federale alla spesa complessiva per la ricerca in Europa".
 
"Deve essere istituita anche in Italia - prosegue il programma - un'agenzia per la ricerca che sappia indirizzare in modo strutturale e permanente gli investimenti secondo una strategia di medio e lungo periodo. È importante riuscire ogni anno a garantire un bando PRIN (progetti di ricerca di rilevante interesse nazionale) di importo pari o superiore a quello varato nel 2017. Bisogna rimuovere gli ostacoli alla ricerca scientifica sulle malattie rare, sulla procreazione medicalmente assistita, sugli embrioni e sulle biotecnologie. La normativa nazionale deve recepire correttamente quanto previsto dalle direttive europee sulla sperimentazione animale". 
 
G.R.

20 gennaio 2018
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