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Ticket, vaccini e non solo. Ecco tutte le sfide che attendono la sanità nel 2020

di Luciano Fassari

Il nuovo anno presenta un ricco menù di nodi da sciogliere e riforme da attuare. Il tutto sullo sfondo delle continue fibrillazioni all’interno del Governo giallo-rosso. Ecco una disamina delle principali questioni in ballo per l’anno in cui siamo appena entrati.

08 GEN - Riforma dei ticket, norme contro la violenza sui sanitari, misure per far fronte alla carenza di medici, fondi integrativi, vaccini, nuove norme sulle nomine dei manager, riforma delle specializzazioni e della medicina territoriale, parafarmacie, nuove linee guida sui commissariamenti, governance dei farmaci e dei dispositivi medici e molto altro ancora. Il menù delle sfide che attendono la sanità nel 2020 è ricco e impegnativo. 
 
Partiamo dal Patto per la salute approvato lo scorso dicembre. Com’è noto nel Patto sono contenute le linee d’indirizzo per il prossimo biennio che Regioni e Governo dovranno perseguire dando corso quanto pattuito con In sostanza tutte le misure contenute nell’accordo dovranno trasformarsi in provvedimenti concreti.
 
In primis ci sarà da mettere a punto le nuove linee guida su commissariamenti e piani di rientro. Il meccanismo prevede il commissariamento solo in casi estremi e disegna invece tutti i passaggi che dovranno essere intrapresi per evitare che Lea e conti economici esplodano. Sempre sul tema, come definito dal Patto, entro giugno dovranno essere sostituiti i commissari di Molise e Calabria dopo che la Consulta ha bocciato la norma sull’incompatibilità presidente-commissario. Inoltre, dovrà essere ratificata l’uscita di Lazio e Campania dal commissariamento.

 
Sempre nel Patto si prevede la riforma delle specializzazioni con la strutturazione più definita della formazione-lavoro per gli specializzandi (manca ancora il regolamento Miur-Salute previsto dal Dl Calabria ndr.) a partire dal 3° anno, la possibilità di estendere fino al 2022 la possibilità di mantenere i medici in servizio fino a 70 anni e anche la revisione del corso di formazione in medicina generale.
 
Ma non solo, nel 2020 si dovrà costruire anche il programma nazionale per la mobilità sanitaria per affrontare l’annosa questione dei cittadini che si spostano in altre Regioni per curarsi (un fenomeno che coinvolge quasi 1 mln di pazienti l’anno, che soprattutto dal Sud si spostano al Nord per curarsi).
 
Tra le sfide che ha disegnato il Patto anche quella della riforma di Aifa, Iss e Agenas per eliminare le duplicazioni di funzioni. A dire il vero questa riforma sono anni che viene annunciata e certamente rappresenta un nodo di non facile soluzione. Sulla questione ci sarà poi da vedere quali profili saranno scelti per le direzioni generali di Aifa e Agenas dopo l’applicazione dello spoils system a Luca Li Bassi e Francesco Bevere
Curiosità anche per l’unificazione dell’Hta presso un’unica struttura: sarà affidata ad un Ente vigilato già esistente o sarà creata un’agenzia ad hoc?
 
Altro tema caldissimo quello della governance dei farmaci. Le linee guida definite a fine 2018 sono rimaste pressoché inapplicate anche per la forte contrarietà delle industrie che tra l’altro, dopo l’accordo sul payback pregresso sottoscritto nel 2019, chiedono la revisione dei tetti di spesa (ricordiamo che quello dell’ospedaliera sfonda costantemente l’asticella mentre quello della convenzionata è in avanzo).
 
Curiosità in tema pharma anche per l’elezione del nuovo presidente di Farmindustria prevista all’inizio dell’estate.
 
Altra questione complicatissima quella della riforma della sanità territoriale. Il Patto per la Salute punta all’integrazione di tutti i servizi presenti sul territorio (medici di famiglia, pediatri, infermieri, farmacie, servizi socio assistenziali). Dovranno essere scritte per questo delle linee d’indirizzo che visti gli interessi in ballo non sembrano di facile stesura. Così come si annuncia complicata la revisione del Dm 70 sugli standard ospedalieri.
 
Bisognerà vedere poi come verrà affrontato il tema della sanità integrativa. In Parlamento è da tempo stata avviata un’indagine conoscitiva e ora sarà istituito un Gruppo di lavoro per riordinare la normativa e anche tutta la partita degli sgravi fiscali.
 
Tema caldo anche quello della ricerca dove la volontà è quella di mettere in campo un miglior coordinamento tra i vari enti. Inoltre, dovrà essere risolta la questione del Dlgs applicativo della Legge Lorenzin 3/2018 dato che al suo interno sono state inserite delle incompatibilità molto stringenti per quanto riguarda i rapporti tra professionisti e aziende. Misure che da più parti sono giudicate come il funerale della ricerca non-profit.
 
Ampio anche il campo delle sfide nel campo della prevenzione dove si prevede di dar seguito al Piano anti morbillo (bloccato in Stato-Regioni). Previsto anche l’aggiornamento del Piano sull’antibiotico resistenza (vera piaga della sanità italiana).
 
C’è poi la questione vaccini. Il Ddl sull’obbligo flessibile difficilmente vedrà mai la luce (Il Ministro Speranza ha chiarito che la legge Lorenzin per ora non si tocca). Non è detto però che sulla questione non s’intervenga. Infatti la Legge Lorenzin prevede che ad agosto 2020 si possa avviate l’iter per una revisione sull’obbligo della vaccinazione quadrivalente (morbillo, parotite, rosolia, varicella) qualora i valori di copertura siano nel frattempo sopra la soglia del 95%.
 
Attesissima poi la riforma dei ticket sanitari. Il Governo aveva annunciato un ddl collegato alla Manovra (che poi non è mai arrivato). In ogni caso ora sarà avviato un nuovo tavolo che dovrà rivedere la normativa seguendo il principio della graduazione dell’importo dovuto in funzione del costo delle prestazioni e del “reddito familiare equivalente”. Vedremo anche qui se la riforma andrà in porto dato che è più di un decennio che si cerca d’intervenire. Unica certezza, al momento, è che da settembre 2020 non si pagherà più il superticket.
 
Anche sul piano parlamentare i temi in ballo per quest’anno sono parecchi. In primis il Ddl Antiviolenza. Approvato al Senato ora il testo è in discussione alla Camera. Il provvedimento è molto atteso e il Ministro Speranza non ha escluso una decretazione d’urgenza qualora il Parlamento non mostrasse celerità nell’approvazione delle nuove norme.
 
Vedremo poi che fine farà il Sunshine Act, approvato dalla Camera e piallato al Senato. Così come vedremo se andrà in porto il Ddl Castellone per la riforma del meccanismo di nomina dei manager di Asl e ospedali (un cavallo di battaglia del M5S). Incompiuta anche la riforma delle parafarmacie: un anno fa era stato annunciato un ddl dal M5S che è rimasto però nel cassetto.
 
Sullo sfondo bisognerà poi vedere come sarà costruito il Decreto ministeriale che detterà le regole per l’utilizzo dei 235 mln stanziati in Bilancio per la dotazione strumentale di diagnostica di primo livello per medici di famiglia e pediatri. Così come si dovranno vedere i primi effetti della sperimentazione della farmacia dei servizi, nonché come sarà gestita la sua estensione a tutto il territorio nazionale. Da vedere anche come andrà in porto la trattativa per il rinnovo del contratto della sanità privata.
 
Attesa anche per valutare l’impatto delle linee guida sul Pronto soccorso e del Piano nazionale delle liste d’attesa.
 
Questione dirimente saranno poi anche le elezioni regionali. Nel 2020 si voterà in Emilia Romagna, Calabria, Veneto, Campania, Toscana, Liguria, Marche e Puglia. Inevitabilmente l’esito, al di là delle potenziali ripercussioni sul Governo nazionale, porterà ad un rimescolamento negli equilibri interni della Conferenza con la possibilità concreta di un cambio alla presidenza.
 
Sul piano regionale bisognerà vedere poi come procederà la partita delle autonomie. Il Ddl del Ministro Boccia è stato fermato ma è chiaro che la questione è troppo sensibile, soprattutto per le regioni a guida centrodestra, per buttare ancora la palla in tribuna.
 
Anno caldo si preannuncia anche quello per le professioni sanitarie. La battaglia tra medici e infermieri inevitabilmente proseguirà. La Fnomceo ha in programma l’evento conclusivo degli Stati generali dove verranno tirate le somme del futuro della categoria anche per quanto riguarda il rapporto con le altre professioni. Auspicabile in questo senso un momento di confronto tra tutti gli Ordini professionali per ridisegnare il perimetro delle competenze. Si vedrà poi cosa succederà con la scadenza del 30 giugno, giorno nel quale si dovranno completare le iscrizioni agli elenchi speciali per coloro che non avevano i requisiti fissati dalla Legge Lorenzin per entrare nei nuovi ordini professionali. Sempre nel 2020 vi sarà poi il rinnovo dei veritici dell'Enpam e le elezioni degli ordini provinciali dei medici.
 
Sullo sfondo è del tutto evidente che bisognerà capire se il Governo giallo-rosso avrà la forza di rimanere in sella viste le costanti e continue fibrillazioni. Un aspetto questo, ovviamente decisivo, così come lo sarà la prossima manovra dove si vedrà se l’annuncio del premier Conte di voler stanziare 10 mld per la sanità entro il 2023 troverà seguito o rimarranno parole al vento.
 
Luciano Fassari

08 gennaio 2020
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