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Dopo la morte di Nicole. Le valutazioni e le proposte degli anestesisti pediatrici

di Dario Galante

La nostra proposta è quella di individuare obbligatoriamente per ogni ospedale, anche e soprattutto quelli periferici, un numero minimo di medici anestesisti rianimatori esperti e formati o da formare in campo pediatrico e neonatale immediatamente disponibili e reperibili H24

10 MAR - Siamo sempre stati convinti che le dichiarazioni fatte "a caldo" conducono a molti errori sull'onda dell'emotività col rischio di innescare polemiche inutili senza peraltro giungere ad una soluzione dei problemi. Ci riferiamo ai recenti eventi di cronaca che hanno visto coinvolti, purtroppo con esiti drammatici, alcuni bambini che necessitavano di cure mediche immediate. Per questo motivo abbiamo deciso di aspettare e valutare con attenzione gli episodi prima di dire la nostra come società scientifica di settore.
 
Innanzitutto occorre sottolineare che questi episodi non rappresentano una novità e sono stati oggetto anche di cronache passate, ne deriva che il problema non è ancora stato risolto e forse le esperienze trascorse non hanno portato a quei miglioramenti che ci aspettavamo.
Abbiamo assistito ad uno spiacevole scontro di responsabilità fra classe medica, operatori sanitari e amministratori di regioni e Stato ancor prima di attendere i risultati delle autopsie e le indagini della magistratura. Ancora una volta abbiamo assistito al linciaggio dei medici ritenuti incapaci di gestire le situazioni di emergenza-urgenza in campo pediatrico.
 
Il risultato ottenuto è stato solo quello di alimentare la sfiducia dei pazienti verso l'assistenza sanitaria nella sua globalità, talora enfatizzando anche le diverse realtà organizzative sanitarie differenziandole per area geografica. Se le istituzioni e la politica hanno deciso di condannare, ancor prima della magistratura, l'operato dei medici ritenendoli incapaci di gestire i piccoli pazienti, ci chiediamo, se ciò corrisponde al vero, chi ha il dovere di accertare e verificare le loro competenze e le capacità organizzative della struttura sanitaria interessata. Ci chiediamo chi deve verificare che un medico preparato sia messo al posto giusto ed abbia le giuste competenze. Ci chiediamo che ruolo hanno avuto e con quali principi sono state impostate quelle verifiche periodiche cui noi medici siamo sottoposti laddove si pensa, attraverso semplici tabelline, a verificare con ampia e discutibile soggettività criteri fondati su teoremi inutili piuttosto che accertare con metodi obiettivi se il medico è in grado di praticare correttamente la buona medicina e la propria specializzazione.

Ci chiediamo quale efficacia hanno i migliaia di corsi e master organizzati a costi notevoli per la preparazione del personale sanitario e chi controlla che questo sistema porti ad un reale beneficio. Se andiamo ad analizzare con attenzione tutto questo ci renderemo conto che la responsabilità non può assolutamente ricadere solo sul medico ma soprattutto su chi è al di sopra del medico ovvero chi amministra la sanità ai vari livelli, chi fa preparazione e cultura con metodi che vanno assolutamente rivisti, chi decide che le posizioni apicali e di coordinamento debbano essere affidate dalla politica lasciando i più bravi fuori dai giochi. I bambini come la povera Nicole, attrice incolpevole di un ultimo drammatico evento, sono vittime di questo sistema non vittime di questo o quel medico. Anche noi come società scientifiche dobbiamo fare autocritica responsabile e intervenire pesantemente per migliorare questo sistema che mostra da sempre importanti lacune.

La nostra proposta che da anni andiamo sostenendo è quella di individuare obbligatoriamente per ogni ospedale, anche e soprattutto quelli periferici, un numero minimo di medici anestesisti rianimatori esperti e formati o da formare in campo pediatrico e neonatale immediatamente disponibili e reperibili H24 la cui preparazione sia verificata seriamente e periodicamente e guidati da un professionista esperto. La responsabilità dell'organizzazione di tale servizio deve ricadere obbligatoriamente sulle direzioni strategiche aziendali e sui direttori di struttura per evitare qualsiasi tipo di negligenza o imprudenza se non di assoluto disinteresse. Questa figura può essere ricercata e formata all'interno del personale anestesista già strutturato nelle unità operative di anestesia e rianimazione.
 
In questo modo in poco tempo e con risorse già in essere si potrebbe attuare un programma efficace in attesa di integrare il personale, aspetto quest'ultimo di non trascurabile importanza e non più dilazionabile. Un sistema organizzativo di questo tipo sarebbe distribuito capillarmente su tutto il territorio nazionale e andrebbe a integrarsi facilmente con i servizi STEN che a loro volta dovrebbero essere estesi a tutte le regioni. Inoltre è necessario analizzare attentamente i punti di forza e soprattutto di debolezza dell'assistenza al paziente pediatrico attraverso un’analisi nazionale ragionata e responsabile.
 
Come SIAATIP abbiamo ritenuto opportuno istituire con carattere d’urgenza, il Registro Nazionale degli Eventi Critici in Anestesia Pediatrica e Neonatale perché solo attraverso l'analisi degli incidenti clinici, dei near miss events, di audit clinici comunicati dai colleghi è possibile garantire ai piccoli pazienti la riduzione degli errori e migliorare gli aspetti organizzativi di cui i nostri amministratori si devono far carico evitando accuse sterili verso la classe medica e per le quali non possono sottrarsi dall’essere corresponsabili.

Dr. Dario Galante
Presidente Nazionale SIAATIP - Società Italiana di Anestesia, Analgesia e Terapia Intensiva Pediatrica

10 marzo 2015
© Riproduzione riservata

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