Le Iene e la medicina difensiva

Le Iene e la medicina difensiva

Le Iene e la medicina difensiva
Dietro telecamere nascoste la denuncia dei camici bianchi di praticare la medicina difensiva (prescrizione esami superflui, o rifiuto di operare per esempio) per paura delle denunce. Ma nel servizio anche le ‘brutte’ esperienze vissute dai pazienti mentre non sono mancate critiche di Cittadinanzattiva al Ddl Responsabilità professionale.

La ‘medicina difensiva’ sbarca in televisione con un servizio de Le Iene (vedi in fondo alla pagina) che ha affrontato a 360 gradi i tanti temi in ballo che la questione porta con se.

Nel servizio una giovane ragazza, Lucia, senza mostrareil proprio volto, denuncia che a seguito di un incidente in motorino e un’infezione causata dall’incidente, a quel punto il medico avrebbe evitato di intervenire, preferendo piuttosto somministrarle un’alta dose di farmaci, secondo la ragazza senza ottenere risultati. A quel punto si sarebbe rivolta a un altro medico che avrebbe acconsentito all’operazione, la ragazza afferma che il medico le avrebbe detto che l’operazione le aveva evitato di perdere il braccio e addirittura di salvarle la vita.
Alla domanda se un chirurgo arriva addirittura a non operare: “si può capitare – risponde Pietro Forestieri Presidente del Collegio Italiano Chirurghi -. Ovviamente questo capita ancora più frequentemente quando il chirurgo è giovane”.

Le Iene hanno poi infiltrato un giovane chirurgo in delle strutture sanitarie italiane, registrando con una telecamera nascosta le confidenze dei colleghi riguardanti la medicina difensiva. Ne è emerso il quadro di una situazione nella quale si consiglia di non operare i pazienti ad alto rischio o di praticare se il caso è grave soluzioni alternative all’operazione, per paura di una eventuale denuncia.

“Oggi come oggi – prosegue Forestieri nel servizio – la complicanza non deve esistere più, l’errore è necessariamente una colpa. La medicina non è una scienza né tanto meno è una scienza esatta: è fatta da persone umane e quindi come ogni atto umano può essere fallibile o inadeguato. L’errore è una cosa perfettamente umana differente è la colpa. Se il mio paziente ha un danno o muore io sono passibile di denuncia penale per lesioni colpose o per omicidio colposo, cioè alla stessa stregua di un ubriaco che si mette in macchina, investe una persona, gli procura un danno e lo ammazza”.

Un medico che ha preferito essere ripreso a volto coperto denuncia come l’Italia sia l’unico paese europeo dove continua a rischiarsi il penale in situazioni di questo tipo, mentre negli altri paesi c’è soltanto il civile. Sono in Italia, Messico e Polonia infatti perdura la responsabilità penale. Le Iene ricordano come in Italia ci siano 10 miliardi di euro l’anno di esami inutili, che spesso ingolfano le liste d’attesa. Il servizio ha poi messo l’indice su alcuni studi di avvocati specializzati che garantiscono rimborsi per danni di mala sanità e nessun costo se non si vince la causa, ascoltando poi una serie di avvocati a volto coperto.
 
“Va detto – dichiara intervistato nel servizio Tonino Aceti, coordinatore di Cittadinanzattiv-Tdm – anche che ci sono dei soggetti che “accalappiano” malati per proporre cause. Però per il comportamento di alcuni, sbagliato, non si può mettere in discussione un diritto che è un diritto per tutti i cittadini. Che è il diritto al risarcimento del danno che hanno ricevuto”.

E poi critiche sul Ddl responsabilità professionale in discussione alla Camera, “oggi il cittadino – prosegue Aceti – che ha subìto un danno deve dimostrare di essere entrato in un certo modo ed essere uscito peggio. Domani, con l’approvazione di questo disegno di legge, il cittadino non dovrà soltanto dimostrare il danno subito ma dovrà trovare fondamentalmente lui le prove della responsabilità del personale sanitario”.
 
Lorenzo Proia
 

Lorenzo Proia

27 Gennaio 2016

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