Graduatorie in medicina generale. Un nuovo modello più trasparente 

Graduatorie in medicina generale. Un nuovo modello più trasparente 

Graduatorie in medicina generale. Un nuovo modello più trasparente 
Le graduatorie regionali dovrebbero essere lo strumento che permette un’adeguata programmazione delle risorse umane di settore. Ma per come sono concepite normativamente ad oggi, sono uno strumento garantista e premiante, ma tutt’altro che trasparente. Ecco un nuovo metodo ideato dalla Fimmg Ca dell'Emilia Romagna. IL DOCUMENTO

In prossimità del gigantesco ricambio generazionale, in previsione della nota ed imminente gobba pensionistica Enpam dei Medici di Medicina Generale, le graduatorie regionali della Medicina Generale dovrebbero essere lo strumento che permette un’adeguata programmazione delle risorse umane di settore. L’uso del condizionale è d’obbligo perché la graduatoria risulta essere, per come è concepita normativamente ad oggi, strumento garantista e premiante, ma tutt’altro che trasparente in termini di accesso ai dati utili alla formazione della graduatoria stessa.
 
Tali dati, inoltre, non risultano nemmeno fruibili ai fini di una reale programmazione delle risorse umane. Lo studio sulle graduatorie di settore in Emilia Romagna è iniziato con lo scopo di ottenere maggiore trasparenza, ma i dati statici, derivanti da una prima semplice analisi, avevano suscitato notevole interesse: il campione dei futuri MMG per 2/3 era costituito da medici con età compresa tra i 46 ed i 65 anni; inoltre solo poco più della metà era residente in Emilia Romagna, il resto degli iscritti in graduatoria proveniva prevalentemente da regioni notoriamente pletoriche.
 



 


Abbiamo provato a scavalcare le barriere interpretative ed a decifrare la crittografia, coniando un metodo analitico ripetibile in grado di delimitare i confini della porzione emersa dell’iceberg che rappresenta i medici iscritti in graduatoria realmente interessati all’accesso alla professione. La porzione invisibile dell’iceberg rappresenta, al contrario, i medici non interessati all’accesso alla professione nella medicina generale e, in quanto fattore confondente, deve rimanere sommersa. Non le si deve dare la possibilità di gonfiare la conta dell’offerta delle risorse umane disponibili. Non le si deve dare la possibilità di interferire negativamente nei risultati dei calcoli che consentono di programmare i contingenti delle risorse umane realmente richiesti dalla Medicina Generale, utili a colmare il vuoto previsto nei prossimi anni dal ricambio generazionale di settore.
 
Attualmente le graduatorie regionali ammettono la persistenza “in perpetuum” dei medici in possesso dei requisiti, sino a revoca da parte dell’interessato. In graduatoria, sempre “in perpetuum”, può persistere il Medico di Medicina Generale. Chi avesse voglia di analizzare le caratteristiche anagrafiche del campione di medici che costituisce la graduatoria, potrà imbattersi facilmente in schiere di medici che hanno superato i settanta anni. “In perpetuum” gravita in graduatoria anche una cospicua fetta di medici che non aggiorna il punteggio da un anno all’altro o che lo aggiorna ad intervalli di due anni o più. A questo punto, capiamo bene tutti quanto sia improbo per le nuove generazioni e pericoloso per la sostenibilità del sistema organizzativo delle cure primarie, anche nell’ottica di un’imminente contrattazione nazionale e regionale, considerare questa popolazione come una popolazione interessata alla Medicina Generale.
 
Per questi motivi abbiamo studiato il campione, tramite un’elaborazione dinamica dei dati, in base all’incremento di punteggio, confrontando le graduatorie regionali di settore della Regione Emilia Romagna per gli anni 2014 e 2015. L’analisi e la rielaborazione dei dati ci ha permesso di considerare come interessati alla Medicina Generale coloro che aggiornano il punteggio in maniera sistematica.  Questa categoria costituisce il 40% degli iscritti in graduatoria. La restante percentuale è rappresentata fondamentalmente da tre categorie: medici iscritti in quiescenza incrementale (che non aggiornano il punteggio); medici di medicina generale convenzionati e facilmente identificabili per l’acquisizione di punteggio elevata a 0,3 punti al mese; medici che accumulano punteggio in maniera disordinata con incrementi di punteggio pari alla somma di più annualità di attività di servizio. Secondo logica deduttiva queste ultime tre categorie non possono che costituire i non interessati alla Medicina Generale, trattandosi di medici che non aggiornano il punteggio in maniera sistematica o medici già convenzionati.
 
L’analisi dinamica degli incrementi di punteggio ha quindi concesso di condurre una sorta di processo alle intenzioni degli iscritti in graduatoria. Era probabilmente questa la chiave di lettura che mancava per effettuare la conta reale delle risorse umane realmente disponibili. Abbiamo quindi provato a tradurre questa chiave in un modello matematico ripetibile al di fuori dei confini della nostra regione, che potesse consentire una stima più vicina possibile alla realtà rispetto al numero reale degli interessati all’accesso alla professione.
 
La formula proposta si prefigge, peraltro, di ricavare una stima della velocità di accesso alla professione, velocità di accesso che sarà chiaramente direttamente proporzionale alla quota parte dei non interessati alla medicina generale ed inversamente proporzionale a quella degli interessati. Analizzando i grafici a torta creati abbiamo soprannominato tale lettura della graduatoria col nome di Legge di Pacman, perché la raffigurazione grafica attesa in torta, dei non interessati all’accesso è molto simile al profilo del protagonista del videogames chiamato in causa. Nella formula vengono inclusi tra gli interessati alla medicina generale anche i nuovi iscritti in graduatoria e vengono sottratti coloro che hanno presentato revoca di iscrizione.


 


 
Il metodo appena descritto ci ha permesso di creare una proiezione delle risorse umane della medicina generale in Emilia Romagna a 5, 10 e 20 anni, con un’ulteriore suddivisione del dato provinciale. Tali numeri confrontati con i dati ENPAM sui pensionamenti (ponendo come età limite i 70 anni, quindi in una proiezione ottimistica) mettono in luce una situazione preoccupante con le due curve che si discostano in maniera netta ed incontrovertibile, creando una forbice che consente ben poche possibilità di lettura alternativa alla volontà di far scomparire la medicina generale nei prossimi 20 anni, a meno che si inizi da subito una programmazione seria. Quella che piace a noi. Quella basata sui numeri.


 


 
 
Letizia Angeli
Vicesegretaria FIMMG  Settore ca Modena
 
Carlo Curatola
Segretario FIMMG Settore ca Modena, Responsabile accesso alla professione FIMMG Emilia Romagna

Letizia Angeli e Carlo Curatola (Fimmg)

08 Aprile 2016

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