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La crisi economica. E la Grecia va male anche in salute

17 SET - Gentile Direttore,
il Corriere della Sera ha pubblicato, il 15 settembre scorso, un inserto in cui si descrivevano gli effetti dell’austerity sugli outcomes sanitari. Neanche a farlo apposta, sono stati nuovamente presentati i dati e gli effetti devastanti dell’austerità sul popolo ellenico. La situazione dei nostri fratelli europei non mi è nuova, l’avevo già descritta sul mio sito (www.i-nurse) due anni fa, riprendendo fedelmente i dati riportati su The Lancet.
 
Dopo 24 mesi, le politiche economiche volte al suicidio, non solo in senso figurato… cominciano a dare i primi risultati: aumento della mortalità infantile (+ 40%), aumento delle infezioni da HIV non tanto a causa della promiscuità sessuale, quanto degli aghi utilizzati per più persone. I motivi? Licenziamento di circa 35.000 operatori sanitari (infermieri e medici) e annullamento del programma di aiuti ai tossicomani.
Le persone di buon senso dovrebbero porsi delle domande? Siamo tutti in Europa o qualcuno lo è più di altri? Nello specifico, le classi dirigenti dei paesi dell’Eurozona non dovrebbero schierarsi a fianco dei loro cittadini? Il 40% di mortalità infantile è un dato raccapricciante, vomitevole e rabbrividente. In poche parole: inaccettabile!

 
Come vede, le politiche economiche stanno mandando a pezzi l’Europa e finiranno per alimentare sempre più frange estremiste (guardatevi intorno). I nostri padri e soprattutto i nostri nonni che hanno combattuto per la libertà volevano forse un’Europa del genere? Non penso proprio!
Le soluzioni? Il dialogo e le riforme, quelle vere, quelle che mettano regole rigide alla finanza deregolata, stop “senza se e senza ma” alla precarizzazione dei lavoratori e del loro futuro! I debiti? Si possono anche ridurre: non è stata forse fatta la stessa cosa con la Germania nel 1953 grazie al trattato di Londra (vedi accordi sui debiti esteri germanici)? Molti paesi, inclusa l’Italia, decisero di ridurre del 50% i debiti  che la Germania aveva contratto con i paesi esteri. Se lo sono dimenticato?
 
Ma questo è un discorso che non si può affrontare, l’euro è un tabù, è peggio della sessualità, è vietato parlarne, vietato mettere in discussione il sistema, vietato persino pensare: è vietato a prescindere qualsiasi ragionamento. Il Prof. Antonio Maria Rinaldi ha presentato alla Camera dei Deputati insieme a illustri professori universitari che rispondono in modo scientifico alla retorica Europeista, il suo ultimo libro “Europa Kaputt, (s)venduti all'euro” nel più totale silenzio da parte dei media italiani! Perché?  
Verrà il tempo in cui i popoli si renderanno conto, spero solo di non trovarmi qui nel giorno in cui la benda cadrà definitivamente dagli occhi, la luce risulterà veramente accecante!
 
Dr. Inf. Massimo Rivolo

17 settembre 2013
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