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Toscana. Se il privato sostituisce il pubblico

03 SET - Gentile direttore,
le scelte di politica Sanitaria della Regione Toscana, attuate fino ad oggi, hanno penalizzato sempre più le periferie che si sono viste togliere servizi, erogati solo a livello centrale. I più colpiti da queste scelte, sono naturalmente i cittadini più deboli che talvolta hanno dovuto rinunciare alle cure a causa di difficoltà sociali ed economiche che gli impedivano di sostenere ticket, contributo di digitalizzazione (ulteriore tassa non proporzionata al reddito presente solo in Toscana) o spostamenti nel territorio.
 
Con queste politiche una grossa fetta di prestazioni sono convogliate al cosiddetto terzo settore (privato e volontariato sociale), complici anche i tempi di attesa e gli spostamenti del cittadino nel territorio per l'erogazione delle prestazioni sanitarie, offerte talvolta a prezzi concorrenziali rispetto a quelli del ticket dell'azienda sanitaria pubblica.
 
Anche le assicurazioni per la Sanità integrativa spingono ulteriormente in questa direzione; sono sempre maggiori le assicurazioni sanitarie nei contratti di lavoro, dove è possibile avere il rimborso della prestazione nel privato o del ticket anche nel convenzionato. 

 
Le scelte neoliberiste di politica sanitaria fatte fino ad oggi, sia a livello Nazionale che Regionale, se continuate, rischiano di portarci ad un livello di percorso di salute/bisogno/merce/mercato dal quale poi è difficile tornare indietro...
 
E le Misericordie si sostituiscono a quello che il pubblico nel territorio non dà più, come ad esempio nel territorio di periferia del Mugello, la mappa dei nei (prevenzione dei melanomi), aumentando il rischio di generare nell'utente un bisogno indotto, consumistico, di prestazioni (ad esempio diagnostiche)... ma domani?
 
Il cosiddetto terzo settore ad oggi offre prestazioni a costi competitivi rispetto a quanto chiede l'Azienda Sanitaria Pubblica, ma una volta che avrà l'esclusiva su servizi che il pubblico non sarà più in grado di erogare, sarà sempre così? E sarà sempre così anche se passerà al Senato la proposta di renderli enti che potranno fare profitti?
 
Ricordo che anche le prestazioni fatte in convenzione (non solo quelle date dal privato), visto che vengono rimborsate dalla Regione, sottraggono ulteriori risorse all'azienda sanitaria pubblica territoriale di competenza, sia se pagate direttamente dai cittadini che se rimborsate da assicurazioni.
 
La Regione Toscana ad oggi sta accelerando il percorso verso un sistema sanitario misto, pubblico e privato; l'accordo di collaborazione del Dicembre 2013 fra Regione e associazioni di volontariato ha ceduto infatti a quest'ultime grosse fette di attività specialistica e diagnostica. Basta pensare alla diagnostica di risonanza magnetica sempre nel territorio del Mugello, fatta in convenzione (per cui con prestazioni rimborsate dalla Regione, con fondi detratti dall'azienda sanitaria pubblica territorialmente competente in base alla residenza del cittadino) con la Misericordia, con macchinario di quest'ultima e personale in straordinario pagato dall'azienda sanitaria pubblica...viene da pensare, con i costi che deve sostenere la regione Toscana per personale e rimborso delle prestazioni, non sarebbe proprio riuscita ad aprire questo servizio nell'ospedale  del Mugello? E comunque, con queste scelte, la possibilità di acquisti futuri per macchinari competitivi, da parte dell'azienda sanitaria pubblica, sarà sempre più difficile.
 
Quali saranno i prossimi servizi nel territorio chiusi nel pubblico ma offerti da Misericordie o altro, comunque dal terzo settore? Forse ambulatorio e accertamenti urologici? Forse quelli senologici? Staremo a vedere, ricordiamoci comunque che tutto questo contribuirà a diminuire ulteriormente forza, qualità ed efficienza del Sistema Sanitario Regionale Territoriale Pubblico.
 
Tatiana Bertini
Consigliera Umcm gruppo Prc Mugello e gruppo LiberaMente a Sinistra Comune di Scarperia e San Piero

03 settembre 2015
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