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La farmaceutica tra innovazione, crescita e sostenibilità. Dal 20 al 22 marzo a Pisa il focus di Asis in diretta streaming

La crisi protratta del pharma e le possibili ricette per garantire ai cittadini un’assistenza farmaceutica equa e sostenibile che consentano anche alle aziende di usare le armi giuste per affrontare la stasi del settore sono al centro dell’incontro organizzato da ASIS (Associazione studi sull’industria della Salute). Questo il link della diretta streaming a partire da giovedì alle 15.00.

19 MAR - Riequilibrio degli squilibri allocativi, limitazioni alla rimborsabilità dei trattamenti cronici, abolizione del comarketing, partita doppia sui prezzi. Sono alcune delle possibili opzioni correttive a disposizione del decisore pubblico alle prese col rebus della sostenibilità della spesa farmaceutica dopo un ventennio caratterizzato  dalla riduzione dei prezzi di rimborso e dalla conseguente riduzione degli investimenti nel settore. Il 2013 ha registrato una nuova recessione con i conti della farmaceutica pubblica  in rosso di almeno 800 milioni di euro e le prospettive per l’anno in corso - senza un deciso cambio di rotta – non promettono di meglio.
 
La crisi protratta del pharma e le possibili ricette per garantire ai cittadini un’assistenza farmaceutica equa e sostenibile che consentano anche alle aziende di usare le armi giuste per affrontare la stasi del settore sono   al centro dell’incontro organizzato a Tirrenia (Pisa) da ASIS (Associazione studi sull’industria della Salute) dal 20 al 22 marzo (vedi programma), col patrocinio della Regione Toscana, della Provincia, del Comune e dell’Università di Pisa, del Distretto Toscano delle Scienze della Vita e delle principali associazioni di settore: Farmindustria, Assobiotec, Assogenerici,  Aschimfarma, Federfarma, Federsalus e Pharmintech. Sarà possibile seguire l’evento in diretta streaming. Essa sarà disponibile su www.meetthelifesciences.it, il sito dedicato alla condivizione, diffusione e  valorizzazione delle strategie regionali toscane nel campo della ricerca e della innovazione nelle scienze della vita.

 
A fare da sfondo alle due giornate di lavori i dati sull’evoluzione del mercato farmaceutico mondiale illustrati da Sergio Liberatore (A.D. di IMS Health) e da Renato Ridella (di A.T. Kearney). “Il mercato farmaceutico globale ha chiuso  il 2013 con un tasso di crescita di poco superiore al 3% e dovrebbe arrivare a superare i 1.200 miliardi di dollari  nel 2017” – spiega Liberatore – “Tuttavia  due terzi della crescita saranno concentrati nei Paesi emergenti che nel 2017 rappresenteranno il 30% del valore globale, uguagliando gli Stati Uniti, mentre il mercato europeo manterrà un’evoluzione molto contenuta, trainato verso il basso dalle performance negative o assai modeste dei Paesi maturi, come Germania, Italia, Spagna, Francia e UK”.
E i dati registrati sul mercato nazionale confermano la prospettiva non esaltante per il settore: “In Italia il 2013 si è chiuso a 20,8 miliardi di Euro  con un trend positivo (+3%) dopo la flessione dell’anno precedente”–   prosegue Liberatore. – “I motori della crescita sono stati ancora una volta i segmenti specialistici attraverso il canale ospedaliero e della distribuzione diretta, che crescono rispettivamente del 5,3 e del 13,2%. Ma resta da valutare quale sarà l’impatto del ripiano dello sforamento importante del budget dell’ospedaliera parzialmente a carico delle aziende produttrici mentre resta critico il tema della sostenibilità dell’innovazione  visto che -  nonostante questa crescita della spesa ospedaliera - l’Italia presenta ritardi di accesso all’innovazione e limitazioni della popolazione trattata”.
 
Il profilo dei paradossi attuali e delle prospettive future emerge anche nell’analisi di Fabrizio Gianfrate (ASIS, Università di Ferrara): “Paradossalmente – osserva - la carenza d’innovazione, di nuovi farmaci, nell’ultimo decennio inferiore al ventennio precedente, ha alleggerito in parte la pressione sulla spesa pubblica, limitando la presenza di nuovi farmaci più costosi e amplificando l’uso del generico”. “Se il tasso di nuovi farmaci dell’ultimo decennio/quindicennio fosse stato simile a quello del ventennio precedente la pressione sulla spesa sarebbe stata più elevata del 25% - 30%. Tuttavia i trend di domanda derivanti dalle curve demografiche ed epidemiologiche mostrano drammaticamente la prossima palese insostenibilità dell’assistenza farmaceutica pubblica stante il sistema attuale”. La soluzione prospettata da Gianfrate è il reperimento delle risorse mancanti da altre voci di spesa o “dallo spostamento, il più equo e razionale possibile, di quote di spesa  pubblica sul privato, auspicabilmente in forma non semplicemente out of pocket ma strutturata con volani consistenti in mutualità o assicurazioni integrative”. 
 
Proprio il tema dei Fondi sanitari integrativi rappresenterà, secondo Grazia Labate (ASIS, ricercatore in Economia sanitaria dell’Università di York), il fulcro del recupero di efficienza del Ssn a patto che “sia fatta piazza pulita del polverone di ipocrisia, di protezionismo unidirezionale, di ideologismo a buon mercato che  impedisce di affrontare una seria discussione pubblica sul tema, preferendo trincerarsi nel duello tra detrattori del servizio pubblico e difensori del medesimo e nella vecchia diatriba pubblico privato”. Per governare un sistema complesso come quello sanitario a risorse scarse serve – secondo la Labate  “la capacità di mettere a massa critica tutte le risorse del Paese”. “Bisogna avere - spiega -  una visione e degli obiettivi di salute da raggiungere, bisogna chiamare la responsabilità collettiva ed individuale a puntellare il nostro Ssn socializzando i rischi dati dalla longevità in atto con risorse pubbliche e private, eliminando le zone di iperprotezione e privilegio e  il fai-da-te, che si pongono fuori da ogni logica di cooperazione e socializzazione per il fine comune”.
 
E in uno scenario in cui sarebbe facile cadere nel pessimismo è Giuseppe Turchetti  (ASIS, Ordinario di Economia e Management Sanitario alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa) a proporre la tecnologia come chiave di lettura trasversale dell’evoluzione in corso nel sistema salute. Una sfida e una chance che gli stessi protagonisti del settore non sanno ancora declinare al meglio. “Se è vero che le tecnologie portano a un incremento della spesa perché aumentano le opzioni diagnostiche e terapeutiche, è anche vero che dalle tecnologie possono derivare opportunità per incrementare l’appropriatezza, la personalizzazione, l’efficienza, il ridisegno dei modelli organizzativi” – spiega Turchetti. “Un requisito irrinunciabile per poter beneficiare al meglio delle opportunità che la tecnologia ci offre e nel contempo cercare di gestire in modo soddisfacente le problematiche connesse alla sostenibilità economica del sistema - conclude - è quello di valutare con metodologie di analisi rigorose e scientificamente basate tutti i costi e i benefici associati a ciascuna innovazione tecnologica, scoraggiando quelle a scarso valore e premiando quelle con i più elevati rapporti di costo efficacia e di costo utilità”.
 
“Il problema è riuscire ad interpretare senza pregiudizi le sollecitazioni e il bisogno di cambiamento in un settore quale quello della Salute, che sta già subendo drastiche trasformazioni e che costringerà tutti i protagonisti ad adeguarsi” spiega Marco Macchia, presidente ASIS e presidente del Corso di Laurea in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche all’Università di Pisa.
 
La mission di ASIS punta a riunire il mondo del lavoro e le Istituzioni, quali l’Università, all’interno di modelli che possano favorire le giuste sinergie per la ricerca, lo sviluppo e la formazione nelle scienze della vita. In questo quadro avverrà la premiazione dei vincitori della prima edizione dei premi per Dottori di Ricerca nel campo delle malattie oncologiche e delle malattie neurodegenerative (www.asis-studisalute.it).
 

19 marzo 2014
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