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Farmaci. Garattini stronca le trattative segrete sul prezzo: “Un vulnus alla trasparenza su impiego dei fondi pubblici”. E poi tagli al prontuario e ricerca indipendente

Così il direttore dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri in un'audizione alla Camera. Contestato anche il ticket sui farmaci: “Se il Prontuario obbligasse tutti i prodotti - generici e di riferimento - ad avere lo stesso prezzo, il cittadino risparmierebbe". E poi affondo sull'innovazione: “Molte sono finte innovazioni”. Per il M5S: "Parole importanti da un'autorità indiscussa in questo campo". IL TESTO DELL'AUDIZIONE DI GARATTINI

26 FEB - Grande entusiasmo da parte dei deputati del M5s per le parole del Direttore dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, Silvio Garattini, intervenuto in audizione lo scorso 22 febbraio, in commissione Affari sociali, per l'approfondimento sugli accordi stipulati dall'Aifa con le case farmaceutiche sull'epatite C. 
 
“Parole importanti e che apprezziamo, da parte di colui il quale è riconosciuto come un’autorità in questo campo. Da oggi ci sentiamo meno soli nella battaglia per lasostenibilità della spesa dei medicinali che vede protagonista indiscussa la lobby dell'industria del farmaco. Anche per il Direttore dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri - spiegano i deputati a 5 stelle - occorre immediatamente modificarel'attuale sistema di governo del settore farmaceutico affinché la trasparenza sia uno dei principi cardine nei rapporti con le aziende produttrici di medicinali”. Un apprezzamento che sembra essere ricambiato dallo stesso Garattini che si è detto da subito "fondamentalmente d’accordo" con le raccomandazioni presentate dal Silvia Giordano (M5s) nell'Ordine del giorno dello scorso 22 febbraio.

 
Ma cosa ha detto Garattini? Si è innanzitutto scagliato contro il segreto nella contrattazione dei prezzi: "Ritengo che, senza regole prestabilite, questa sia una pratica preoccupante, che tra l’altro non pare abbia precedenti nell’acquisto di beni e servizi da parte di strutture pubbliche. Se il segreto sui prezzi dovesse estendersi, questo rappresenterebbe un vulnus alla trasparenza che deve caratterizzare tutte le azioni che impiegano fondi pubblici. Si può accettare una segretezza durante la trattativa, ma poi il non sapere il prezzo di ciò che si prescrive genera confusione".
 
Ma non basta, Garattini nel suo intervento ha messo in discussione "il continuo aumento" dei prezzi dei farmaci, in particolare quelli biologici. Contestando la giustificazione del crescente prezzo della ricerca, Garattini spiega così il meccanismo alla base di questo fenomeno: "Oggi l’industria farmaceutica tende a fare relativamente poca ricerca intramurale e realizza invece un’attività di scouting a livello internazionale, acquistando prodotti promettenti da piccole industrie start-up, spesso sostenute da fondi pubblici. Poiché c’è competizione per tali prodotti, il loro prezzo d’acquisto sale. Le stesse considerazioni valgono per i farmaci antitumorali che rappresentano attualmente una spesa ospedaliera importante e in continuo aumento".
 
Il direttore dell'Istituto Mario Negri non ha mancato di dare alcuni suggerimenti circa possibili soluzioni al problema della sostenibilità della spesa per i "farmaci essenziali". A livello europeo, "alcune modifiche sono necessarie per permettere all’Ema di esercitare maggior rigore nell’approvazione di nuovi farmaci". La legislazione attuale, infatti, "permette di approvare farmaci che non sono distinguibili da quelli già esistenti e tantomeno sono migliori di questi. Ciò accade perché i nuovi farmaci si confrontano con il placebo, anche quando esistono farmaci efficaci per la stessa indicazione terapeutica. Quando si confrontano i nuovi farmaci con quelli già in uso, si mira a documentarne semplicemente la non-inferiorità anziché la superiorità".
 
Inoltre, per la registrazione di nuovi farmaci, vengono ammessi "solo i dossier preparati dall’industria farmaceutica. Questo - spiega - rappresenta un enorme conflitto di interessi. Sarebbe necessario che almeno uno studio clinico controllato di Fase 3 venisse condotto da un ente indipendente no-profit e i suoi risultati facessero parte del dossier registrativo". Con queste modifiche, assicura Garattini, sarebbero pochi i nuovi farmaci approvati e si ridurrebbe la spesa per i farmaci non innovativi.
 
Garattini ritiene poi necessaria una revisione del Prontuario terapeutico nazionale per eliminare "i molti farmaci ormai obsoleti" e quelli con prezzi "non competitivi". "È inutile mantenere nel Prontuario prodotti che sono ancora sotto copertura brevettuale e hanno un prezzo elevato, quando vi sono farmaci dal nome generico che costano molto meno. Se si eliminassero alcuni prodotti ipocolesterolemizzanti, antidiabetici e antipertensivi - ha sottolineato - si potrebbero risparmiare molte centinaia di milioni di euro senza danneggiare gli ammalati".
 
Dure critiche anche al ticket sui farmaci: "Non si capisce perché i pazienti debbano aver speso nel 2014 circa un miliardo di euro per pagare un ticket riguardante la differenza di prezzo tra farmaco dal nome di fantasia e farmaco dal nome generico. Se il Prontuario obbligasse tutti i prodotti - generici e di riferimento - ad avere lo stesso prezzo, il cittadino risparmierebbe e in prospettiva vi sarebbero meno farmaci della stessa classe terapeutica". La situazione viene definita "ancora più grave" per i farmaci biosimilari, quelli che rimpiazzano alla fine della copertura brevettuale i farmaci di origine biologica. "In questo caso - ha spiegato - si tratta di risparmi molto importanti, perché il prezzo di questi farmaci è molto elevato. Ad esempio una ditta norvegese ha dichiarato che il prezzo per grammo di trastuzumab, un antitumorale contro il tumore della mammella, può scendere dagli attuali 3.000 euro al grammo per il farmaco biologico a di 31 euro per il farmaco biosimilare. Anche nel caso dei biologici si potrebbe imporre il prezzo dei biosimilari come condizione per rimanere nel Prontuario".
 
Garattini suggerisce anche altre iniziative quali:
- Richiedere alle industrie per ogni nuovo prodotto una composizione analitica delle voci
che concorrono a stabilire il prezzo.
- Stabilire un rapporto inverso fra volumi di acquisto e prezzo.
- Rimborsare in rapporto ai risultati ottenuti.
- Realizzare aste pubbliche per i prodotti che più incidono sulla spesa.
- Realizzare un sistema di negoziazione europea per avere maggiore potere negoziale.
- Giungere in casi estremi, quando sia in gioco la vita dei pazienti, alla sospensione o
all’abolizione del brevetto.
 
Infine, il direttore dell'Istituto Mario Negri ha spiegato come sia "essenziale" rafforzare la ricerca indipendente per offrire migliori basi di evidenza agli interventi del Ssn. "La ricerca deve essere una componente del bilancio del Fondo sanitario nazionale. È necessario realizzare ricerche che siano di interesse del Ssn e non necessariamente dell’industria farmaceutica. La ricerca indipendente - ha concluso - non è una spesa ma un investimento, perché, se condotta correttamente, rappresenta la migliore 'spending review'".
 
"Sottolineiamo come nella memoria del professor Garattini siano illustrate una serie di iniziative che ben si sposano con alcune delle proposte del Movimento 5 Stelle, non ultima la recente mozione di riordino della governance della spesa farmaceutica, a prima firma Giulia Grillo - commentano i deputati de M5s della commissione Affari Sociali -. Ora attendiamo segnali concreti di cambiamento a partire dalla condivisione, da parte di tutti i parlamentari, sia della risoluzione a prima firma Silvia Giordano - attraverso la quale si chiede in primis che l'Aifa non sigli accordi con le cause farmaceutiche in presenza di clausole di riservatezza o di qualunque altro elemento che mini la piena trasparenza - che dellamozione a prima firma Giulia Grillo, precedentemente citata”.
 
Giovanni Rodriquez

26 febbraio 2016
© Riproduzione riservata


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