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Incidenti stradali. Nel 2011 quasi 4.000 morti e oltre 290 mila feriti

In totale, secondo il rapporto Istat-Aci, gli incidenti con lesioni a persone sono stati 205.638. Il trend rispetto al 2010 è comunque positivo, con il -2,7% degli incidenti, il -3,5% dei feriti e il -5,6% dei morti. Gli incidenti più gravi avvengono sulle strade extraurbane (escluse le autostrade). Resta alto l'allarme giovani.

02 NOV - Restano una delle principali cause di morte, soprattutto tra i giovani, ma il trend del 2011 degli incidenti stradali rispetto al 2010 segna comunque un andamento positivo. Diminuiscono, infatti, sia gli incidenti, che il numero di morti e feriti.

Nel dettaglio, come emerge dal rapporto Istat-Aci appena pubblicato, nel 2011 si sono registrati in Italia 205.638 incidenti stradali con lesioni a persone. Il numero dei morti (entro il 30° giorno) è stato di 3.860, quello dei feriti ammonta a 292.019. Rispetto al 2010, si riscontra una diminuzione del numero degli incidenti (-2,7%) e dei feriti (-3,5%) e un calo più consistente del numero dei morti (-5,6%).

Nel 2011 la diminuzione del numero di morti, rispetto al 2001, risulta pari al 45,6%. L’Italia non ha quindi raggiunto l’obiettivo fissato dall’Unione Europea nel Libro Bianco del 2001 di ridurre del 50% la mortalità entro il 2010, ma il traguardo comunque si avvicina.

Quanto ai luoghi degli incidenti, nel 2011 sulle strade urbane si sono verificati 157.023 incidenti, con 213.001 feriti e 1.744 morti; sulle autostrade gli incidenti sono stati 11.007, con 18.515 feriti e 338 decessi. Sulle altre strade extraurbane, ad esclusione delle autostrade, si sono verificati 37.608 incidenti, con 65.503 feriti e 1.778 morti.


L’indice di mortalità mostra che gli incidenti più gravi avvengono sulle strade extraurbane (escluse le autostrade), dove si registrano 4,7 decessi ogni 100 incidenti. Gli incidenti sulle strade urbane sono meno gravi, con 1,1 morti ogni 100 incidenti. Sulle autostrade tale indice è pari a 3,1.

L’indice di mortalità, inoltre, si mantiene superiore alla media giornaliera (1,9 decessi ogni 100 incidenti) per tutto l’arco di tempo che va dalle 21 alle 7 del mattino, raggiungendo il valore massimo intorno alle 5 del mattino (6,0 decessi ogni 100 incidenti). La domenica è il giorno nel quale si registra il livello più elevato dell’indice di mortalità (2,8 morti per 100 incidenti).

Considerando la fascia oraria notturna (compresa tra le 22 e le 6 del mattino), il livello più elevato dell’indice di mortalità è raggiunto la domenica notte (3,8 morti per 100 incidenti) e il venerdì e sabato notte (3,6 e 3,5 morti per 100 incidenti).

I dati appena illustrati sugli incidenti tra sabato notte e l’alba di domenica sono legati a un altro triste dato: tra i 2.690 conducenti deceduti a seguito di incidente stradale, i più colpiti sono stati ragazzi compresi nella fascia di età tra i 20 e i 39 anni (1.003 in totale); in particolare i giovani 20-24enni e gli adulti tra i 35-39 anni (con picchi di mortalità rispettivamente di 263 e 275 morti).

Il maggior numero di incidenti stradali con lesioni a persone si è verificato a maggio (20.274), mese in cui anche la media giornaliera è stata la più alta (654) e il numero di morti ha raggiunto il valore massimo di 367 in termini assoluti e 12 in media giornaliera. L’indice di mortalità risulta, però, più elevato nel mese di agosto (2,3 morti ogni 100 incidenti). Da segnalare che anche dicembre e gennaio, mesi durante i quali il traffico è stato più intenso a seguito delle festività natalizie, l’indice di mortalità ha raggiunto livelli più elevati della media annua, con 2,1 morti per 100 incidenti con lesioni.

Si rileva, inoltre, rispetto al 2010, un aumento, del 7,2% dei conducenti di biciclette morti in incidenti stradali.

La categoria di veicolo più coinvolta in incidente stradale è quella delle autovetture (66,1%); seguono i motocicli (14,0%), i ciclomotori (5,4%) e le biciclette (4,5%).

In 7 casi su 10 (69,7%) le vittime sono i conducenti di veicoli, nel 15,3% i passeggeri trasportati e nel 15,1% i pedoni.

La maggior parte degli incidenti stradali avviene tra due o più veicoli (74,7%). I restanti casi (25,3%) vedono coinvolti veicoli isolati. Nell’ambito degli incidenti tra veicoli, la tipologia di incidente più diffusa è lo scontro frontale-laterale (71.069 casi con 883 morti e 104.638 feriti), seguita dal tamponamento, che registra 37.749 casi con 364 morti e 62.389 persone ferite. Tra gli incidenti a veicoli isolati, la fuoriuscita o sbandamento del veicolo rappresenta il caso più diffuso (9,5% sul totale incidenti), con 19.443 incidenti con 752 morti e 24.358 feriti. L’investimento di pedone rappresenta il 9,3% degli incidenti (19.155 casi), in cui hanno perso la vita 561 persone e 21.622 sono rimaste ferite. Con riferimento ai soli incidenti mortali, lo scontro frontale-laterale, la fuoriuscita e l’investimento di pedone raggiungono le incidenze più elevate (23,0%, 19,5% e 15,2%).

L’indice di mortalità mostra, tra l’altro, come lo scontro frontale sia la tipologia più pericolosa (4,8 decessi ogni 100 incidenti), seguita dall’urto con ostacolo accidentale (4,2 decessi ogni 100 incidenti), dalla fuoriuscita di strada (3,9 decessi ogni 100 incidenti) e dall’investimento di pedone (2,9 decessi ogni 100 incidenti).

Quanto all’analisi delle circostanze accertate o presunte alla base degli incidenti stradali con lesioni a persone, per l’anno 2011 non emergono evidenti differenze rispetto all’anno precedente. Nell’ambito dei comportamenti errati di guida, il mancato rispetto delle regole di precedenza, la guida distratta e la velocità troppo elevata sono le prime tre cause di incidente (escludendo il gruppo residuale delle cause di natura imprecisata). I tre gruppi costituiscono complessivamente il 45,2% dei casi. Il comportamento scorretto del pedone (7.778 casi) pesa per il 3,1% sul totale delle cause di incidente4. Con riferimento alla categoria della strada, la prima causa di incidente sulle strade urbane è il mancato rispetto delle regole di precedenza o semaforiche (19,6%), mentre sulle strade extraurbane è la guida distratta o andamento indeciso (pari al 19,7%), seguita dalla guida con velocità troppo elevata (pari al 18,1%)

Tali evidenze sono confermate anche analizzando il sottoinsieme degli incidenti mortali

Il trend positivo negli comunque continua. Se si considera il periodo tra il 2001 e il 2011, il calo degli incidenti, dei morti e dei feriti è stato ancora più consistente. Gli incidenti stradali con lesioni a persone sono passati da 263.100 a 205.638, con un calo del 21,8%; i morti sono passati da 7.096 a 3.860 (-45,6%) e i feriti da 373.286 a 292.019 (-21,8%). Nello stesso periodo si è registrata anche una costante riduzione dell’indice di mortalità (numero di morti ogni 100 incidenti), passato da 2,7 nel 2001 a 1,88 nel 2011. La variazione percentuale annua del numero dei morti evidenzia, a partire dal 2002, una riduzione della mortalità sempre più consistente nel tempo.

L’Italia, peraltro, registra dati migliori della media europea. Con riferimento ai dati rilevati per il 2011, infatti, nell’Unione Europea si registrano 30.168 morti per incidente stradale, il 2,8% in meno rispetto all’anno precedente. L’Italia, come detto, non ha ancora raggiunto l’obiettivo fissato dall’Unione Europea nel Libro Bianco del 2001, che prevedeva la riduzione della mortalità del 50% entro il 2010, ma il calo registrato in Italia, del 45,6%, è comunque più elevato del valore medio europeo pari a -44,5%.

 

02 novembre 2012
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