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Piani di Rientro. Il report del Ministero: "Passi avanti su equilibrio finanziario, ora migliorare erogazione Lea"


L'analisi ministeriale sottolinea che i miglioramenti economici non sono stati accompagnati da "aspetti di riorganizzazione e riqualificazione dei sistemi sanitari e in particolar modo sulla garanzia, in termini di equità e qualità, nell’erogazione dei livelli essenziali di assistenza". IL REPORT

05 SET - Nelle Regioni sottoposte a Piano di Rientro (PdR) le attività condotte in termini di razionalizzazione della spesa hanno determinato rilevanti progressi tanto da raggiungere posizioni di equilibrio finanziario, ma non può dirsi altrettanto rispetto agli aspetti di riorganizzazione e riqualificazione dei sistemi sanitari e in particolar modo sulla garanzia, in termini di equità e qualità, nell’erogazione dei livelli essenziali di assistenza. E’ quanto emerge dal report ‘L’erogazione dei Lea nelle Regioni in Piano di rientro. Trend 2017-2012’, pubblicato dal ministero della Salute.

Ed è proprio quella sui Lea, avverte il ministero, “la sfida più importante che il Servizio Sanitario Nazionale ha di fronte e con la quale dovrà confrontarsi ancora nei prossimi anni, ossia nel rendere possibile equilibrio finanziario ed erogazione equa ed efficace dei livelli di assistenza”.
Le Regioni in PdR, infatti, “hanno dovuto moltiplicare i loro sforzi per cercare di rimettere in equilibrio il sistema salute tra deficit finanziario ed erogazione dei Lea”. Ed ora che i Piani di Rientro “hanno raggiunto gli effetti attesi in termini di recupero del disavanzo sanitario, l’attenzione si deve spostare inevitabilmente sui Lea”.

Nel periodo 2007-2012, le Regioni che hanno sottoscritto un Piano di Rientro, hanno registrato un incremento dell’assistenza territoriale per gli anziani, i malati affetti da disturbi psichici e i malati terminali. In lieve decremento sono risultate le attività territoriali rivolte ai disabili. In tutti gli ambiti si evidenzia un risultato di maggiore assistenza nelle Regioni non in piano di rientro, per esempio in relazione all’assistenza residenziale per gli anziani e per i malati terminali. Per quanto riguarda l’adempimento dei Lea, le realtà sottoposte a PdR, seppure con un miglioramento rispetto agli anni precedenti, si collocano sotto gli standard di riferimento.

Tra 2007 e 2012, nelle Regioni in PdR, l’incremento delle giornate di assistenza residenziale e semiresidenziale è risultato analogo all’incremento che si è verificato nell’offerta di posti letto. Risulta, invece, ancora carente l’assistenza territoriale sia in regime residenziale e semiresidenziale che in regime domiciliare, soprattutto rispetto alle altre realtà regionali.

Nel complesso, pur rimanendo differenze regionali importanti, l’analisi mostra che:
-Le Regioni in Piano di rientro hanno livelli di assistenza al di sotto degli standard minimi mentre le Regioni non in PDR mantengono dal 2007 al 2012 adeguali livelli assistenza
-Apartire dal 2010 il miglioramento dei conti economici delle regioni in PdR è accompagnato da un progressivo miglioramento dell’assistenza sanitaria
-Cresce l’erogazione dell’assistenza complessiva. Il risultato positivo si deve all’aumento più consistente delle prestazioni territoriali  rispetto alla contestuale riduzione dell’assistenza ospedaliera.

Nel panorama delle Regioni in Piano di Rientro si evidenziano in particolare miglioramenti relativamente:
-All’assistenza territoriale per gli anziani, i malati affetti da disturbi psichici e i malati terminali, valori espressi da un incremento del numero degli utenti assistiti e delle giornate di degenza;
-Al progressivo contenimento dell’inappropriatezza ospedaliera;
-Alla riduzione dell’inappropriatezza clinica ed organizzativa dei ricoveri ospedalieri di riabilitazione;
-All’efficienza delle strutture ospedaliere, con riduzione della degenza media;
-Alla dotazione complessiva di posti letto ospedalieri che tende ad allinearsi agli standard nazionali, con particolare riferimento ai posti letto per acuti;
-Alla promozione di interventi volti all’incremento dell’assistenza a livello territoriale;
-Alla riduzione della spesa farmaceutica territoriale.
-Alla riduzione del disavanzo del SSN dal 2007 al 2012 nella misura del 50% circa.

Ci sono invece settori in cui è necessario incrementare le azioni di riorganizzazione e riqualificazione dei Ssr, in particolare:
-Assistenza territoriale per i disabili sia in setting domiciliare che residenziale e semiresidenziale;
-Assistenza ospedaliera relativa all’offerta di posti letto post-acuzie non ancora in linea con i parametri nazionali;
-Inappropriatezza dei ricoveri in regime ospedaliero di riabilitazione.
 

05 settembre 2014
© Riproduzione riservata


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