Posticipando l’ingresso a scuola, il rendimento degli studenti migliora. Lo studio de La Sapienza

Posticipando l’ingresso a scuola, il rendimento degli studenti migliora. Lo studio de La Sapienza

Posticipando l’ingresso a scuola, il rendimento degli studenti migliora. Lo studio de La Sapienza
Dormire di più aumenta il livello di attenzione e migliora le prestazioni scolastiche. È quanto ha dimostrato lo studio pilota coordinato dal Dipartimento di Psicologia della Sapienza Università di Roma e pubblicato sulla rivista Nature and Science of Sleep. I risultati della ricerca, condotta su studenti del primo anno delle superiori dell'istituto “Ettore Majorana” di Brindisi, suggeriscono che posticipare l'orario d'ingresso alle lezioni, inciderebbe positivamente sul rendimento scolastico

Dormire bene influisce sulle performance e sulla vita.Oltre a essere una attività naturale, infatti, il sonno è strettamente correlato con il potenziamento di altre funzioni cognitive come l’apprendimento, la concentrazione e l’attenzione, ma anche con il mantenimento dell’equilibrio psico-emotivo e relazionale. Ciò vale tanto per gli adulti, quanto per gli adolescenti. Per questo l’idea di posticipare l'ingresso a scuola potrebbe rivelarsi vantaggiosa. Anche tenuto conto che, nei ragazzi, l'obbligo di alzarsi presto la mattina è associato spesso associato all’andare a un ritardo dell’addormentamento notturno. 
 
A confermare gli effetti positivi di un ingresso in aula più tardivo, rispetto all’orario tradizionale è anche il primo progetto italiano sviluppato dal team di ricercatori guidato da Luigi De Gennaro del Dipartimento di Psicologia della Sapienza e dal dirigente scolastico Salvatore Giuliano, ex sottosegretario al MIUR, che ha coinvolto gli studenti dell’Istituto Ettore Majorana di Brindisi. I risultati dello studio pilota, durato un intero anno scolastico, sono stati pubblicati sulla rivista Nature and Science of Sleep.
 
“L’idea di base dello studio era che posticipando l’entrata a scuola avremmo consentito una maggiore durata del sonno, che a sua volta avrebbe influito sui livelli di vigilanza e quindi migliorato l’attenzione”,spiega in una nota Luigi De Gennaro. “Grazie al supporto dell’Istituto Majorana – prosegue – nell’anno scolastico 2018-2019 abbiamo coinvolto nello studio sperimentale gli studenti del primo anno delle superiori e li abbiamo divisi in due gruppi: per tutto l’anno una parte degli studenti entrava all’orario tradizionale, alle 8.00 del mattino, e il secondo entrava un’ora dopo (alle 9.00). In entrambi i gruppi abbiamo monitorato con cadenza mensile le caratteristiche del sonno e le prestazioni raggiunte durante il giorno attraverso specifici test di attenzione”.
 
I risultati del lavoro hanno confermato le aspettative dei ricercatori sul rendimento degli studenti e sugli effetti del posticipo dell’orario sulla salute. In particolare, è stato osservato un aumento del tempo di sonno, con diminuzione delle sue alterazioni, associato a un costante miglioramento dell’attenzione durante le ore scolastiche e a un marcato incremento del rendimento (vedi figure a fondo pagina).
 
“Un aspetto importante – aggiunge De Gennaro – è che nei giorni festivi non venivano registrate fra i due gruppi differenze relative al sonno, confermando che gli effetti dell’aumento di sonno sono strettamente dipendenti dal tardivo inizio delle lezioni. Inoltre, il fatto che l’ora di addormentamento non differisse ci ha permesso di demolire i limiti del programma, come la possibilità, spesso avanzata come critica, che un ingresso posticipato a scuola possa essere associato a un ritardo anche nell’addormentamento serale”.
 
Le implicazioni di questo lavoro potrebbero, quindi, aprire a nuove prospettive per rinnovare l'organizzazione scolastica in particolare in questo periodo di pandemia da COVID-19, nell'ottica di sviluppare strategie di contrasto alla sua diffusione.

“Si pensi ai trasporti, questi rimangono un punto fondamentale per evitare assembramenti negli orari di entrata e uscita dalle scuole – conclude De Gennaro. Usando dei facili test si potrebbe individuare il cronotipo, il ritmo biologico degli studenti, e dividerli in diverse fasce con orari differenziati, facendo entrare prima chi al mattino rende meglio. Sarebbe razionale e utile sia alle scuole medie che alle superiori”.
 
 
Figura 3: il sonno dei partecipanti con relativi orari medi di addormentamento e risveglio per tutto l'anno

 
 
Figura 4: la più elevata performance degli studenti del programma sperimentale in tutto l'anno

 
 
 
Figura 5: gli effetti descritti limitati ai soli giorni scolastici
 

 
 
Riferimenti
The Association Between School Start Time and Sleep Duration, Sustained Attention, and Academic Performance – Valentina Alfonsi, Rossella Palmizio, Annalisa Rubino, Serena Scarpelli, Maurizio Gorgoni,Aurora D’Atri, Mariella Pazzaglia, Michele Ferrara, Salvatore Giuliano and Luigi De Gennaro – Nature and Science of Sleep, 2020. https://doi.org/10.2147/NSS.S273875

10 Dicembre 2020

© Riproduzione riservata

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