Telemedicina e network nella real world evidence nell’epilessia: il simposio della LICE
Il congresso annuale della Lega Italiana Contro l’Epilessia (LICE), che tiene online dal 9 all’11 giugno, rappresenta un momento di aggiornamento scientifico ed interazione tra gli esperti di epilessia in Italia. Nel corso del simposio RWE e la forza del network: nuovi e tradizionali outcome di efficacia e tollerabilità è stato discusso l'uso della telemedicina nella gestione dell'epilessia e l’importanza di network nell'ambito della real world evidence.
Anche quest’anno il congresso annuale della Lega Italiana Contro l’Epilessia (LICE), che tiene online dal 9 all’11 giugno, rappresenta un momento di aggiornamento scientifico ed interazione tra gli esperti di epilessia in Italia.
In particolare, nel corso del simposio RWE e la forza del network: nuovi e tradizionali outcome di efficacia e tollerabilità, sono stati trattati due temi di stringente attualità, nell’ambito dell’epilessia ma non solo. La telemedicina e l’importanza di network nell'ambito della real world evidence.
Telemedicina e epilessia
L’uso della telemedicina nella gestione dell’epilessia è diventata una necessità durante la pandemia da Covid-19, come spiega nel suo intervento Oriano Mecarelli, Past President della LICE. Nel corso dell’ultimo anno il numero di pubblicazioni su questo argomento è aumentato esponenzialmente. “In Italia abbiamo iniziato a discutere di telemedicina in epilettologia tardi, nel corso della fase acuta dell’emergenza sanitaria. Ora bisogna trasformare la necessità in opportunità”.
Le televisite potrebbero consentire, con alcuni limiti, di eseguire la prima visita di un paziente epilettico (quindi la raccolta anamnesi, la visione degli esami effettuati) e di certo possono essere uno strumento per effettuare i consulti successivi, quindi per monitorare l’andamento delle crisi, valutare gli eventi avversi dei farmaci, effettuare modifiche terapeutiche.
Perfino l’elettroencefalogramma potrebbe essere eseguito da un tecnico a domicilio.
Inoltre potrebbe essere uno strumento che “stimola da parte del paziente un’autogestione il più possibile attiva”. In questo senso sarebbe utile che le aziende ospedaliere ricorressero ad “App e portali dove il paziente possa tenere un diario preciso delle crisi, avere promemoria per l’assunzione di farmaci, segnalare eventi avversi, comunicare attivamente con il medico attraverso sistemi audiovideo”.
In epilettologia comunque, secondo l’esperto, la telemedicina non è utile soltanto per le visite di controllo, ma sopratutto per i teleconsulti. Potrebbe favorire il passaggio del paziente dall’età infantile all’età adulta permettendo agli specialisti d entrare rapidamente in contatto tra di loro, scambiarsi informazioni su quel paziente specifico.
I network nell’ambito della real world evidence: l’esempio di BrivaFirst
Nel suo intervento, Simona Lattanzi, Neurologa e Professoressa di Neurologia presso il Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica, Università Politecnica delle Marche, parla di altri aspetti importanti e in parte innovativi, come i network nell’ambito della real world evidence l’uso di nuovi outcomes negli studi sull’epilessia.
“Lo studio italiano BrivaFirst, che ha valutato in real world l’efficacia e la tollerabilità del farmaco anti-epilettico brivaracetam, è un ottimo esempio di network nell’ambito della real world evidence”, spiega Lattanzi. “Si è strutturato sulla collaborazione di 6 network macroregionali ed è stato condotto secondo le caratteristiche che contraddistinguono gli studi real world: maggior durata, maggior flessibilità negli adeguamenti terapeutici e quindi maggiore generalizzabilità e trasferibilità dei risultati alla pratica clinica”.
Lo studio, condotto su circa 1.000 pazienti, ha evidenziato dati interessanti circa l’efficacia e la tollerabilità brivaracetam nel trattamento dell’epilessia a esordio focale e fornisce nuovi dati sul farmaco. Usando come endpoint la sustained seizure freedom e la sustained seizure response, i ricercatori hanno dimostrato “un’azione sostenuta nel corso del tempo nel controllare le crisi e come questa azione si possa esprimere in un totale controllo delle crisi”. Inoltre la ricerca ha fatto emergere come la combinazione di brivaracetam con alcuni farmaci anticrisi sodio bloccanti possa associarsi a un miglior profilo di efficacia e tollerabilità e come anche i pazienti esposti a levetiracetam possano beneficiare della terapia.
Brivaracetam è stato prodotto dall’azienda farmaceutica UCB. “Come UCB, siamo molto orgogliosi di contribuire al continuo miglioramento della qualità di vita delle persone con epilessia– ha dichiarato Federico Chinni, Amministratore Delegato di UCB Italia – In particolare, siamo convinti che approcci quali la telemedicina e la Real World Evidence, rappresentino importanti innovazioni per una gestione sempre più efficace di patologie complesse come l’epilessia”.
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