La modifica del Piano Sociosanitario delle Marche meriterebbe il VAR

La modifica del Piano Sociosanitario delle Marche meriterebbe il VAR

La modifica del Piano Sociosanitario delle Marche meriterebbe il VAR

Gentile Direttore,
è di pochi giorni fa la notizia dell’approvazione di una Delibera della Giunta con cui si modifica il Piano Sociosanitario 2020-2022 vigente  approvato lo scorso febbraio 2020. In sostanza, del precedente Piano si modifica il punto che prevedeva la costruzione di tre ospedali unici che andavano ad integrare strutturalmente i due Ospedali di Pesaro e Fano dell’Azienda Ospedaliera Marche Nord, i due ospedali di Macerata e Civitanova Marche  e i due di Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto dell’Azienda Sanitaria Unica Regionale.
 
Per dirla con le parole  dell’Assessore alla Sanità Filippo Saltamartini, riportate da QS, le Marche punterebbero così “a raggiungere un maggiore equilibrio nella rete ospedaliera, evitando le concentrazioni previste dal modello dell’ospedale unico, favorendo invece una diffusione sul territorio in coerenza con il programma elettorale del presidente Acquaroli e considerato il nuovo scenario dei bisogni assistenziali che si è delineato nel corso della pandemia”.
 
Questo riequilibrio prevederebbe anche la riapertura di alcuni piccoli ospedali già riconvertiti a Case della salute. Come ho già avuto modo di commentare in una recente lettera questo modello è in assoluta controtendenza con le indicazioni del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e ancor prima con le indicazioni del DM 70/2015. In sostanza contraddice i due principali riferimenti al riordino del Servizio Sanitario Nazionale, che pure vengono evocati tra le motivazioni della Delibera, come si può leggere nella notizia pubblicata su QS.
 
A parte il mancato rispetto delle indicazioni programmatorie del livello centrale, la scelta dell’ospedale “diffuso” in una Regione come le Marche con una rete ospedaliera già ridondante rischia di determinare una lunga serie di importanti effetti. Mi limito ai più importanti:
 
1. aumento della carenza di personale sia nei servizi ospedalieri che territoriali;
2. fuga del personale medico nelle strutture private;
3. perdita della natura di Azienda Ospedaliera di Marche Nord (quella degli Ospedali di Pesaro-Fano);
4. riavvio della procedura per il nuovo ospedale di Marche Nord che ormai era in dirittura finale con la stipula di un accordo di Programma con il Ministero.
 
E adesso arriva il  VAR, che nel calcio corrisponde al Video Assistant Referee, mentre in sanità diventerebbe la VAR, e cioè la Verifica delle Azioni Regionali. Può essere che una Regione faccia una modifica così sostanziale dei suoi atti programmatori senza nemmeno un abbozzo di  analisi  sulla sua compatibilità sia con gli indirizzi nazionali che con la concreta disponibilità di risorse per coprirne la realizzazione senza incidere sui Livelli Essenziali di Assistenza erogati? E’accettabile che scelte con questo impatto avvengano solo in base al principio della coerenza con il programma elettorale della Giunta che le delibera? Qua andiamo molto al di là del livello di autonomia delle Regioni che la normativa e le regole di sistema consentono. Purtroppo al momento non esistono strumenti di controllo da parte del livello centrale tempestivi ed efficaci.
 
Introdurre la possibilità che atti regionali a forte valenza programmatoria siano sottoposti ad una verifica centrale prima di diventare esecutivi potrebbe essere una strada da percorrere. In assenza di questa possibilità le Regioni intese come cittadini e forze sociali rischiano di essere in balia di un livello discrezionale inaccettabile nelle scelte della politica sulla sanità. Quanto ai tecnici,  quelli che hanno firmato gli atti per gli ospedali “unici” sono gli stessi che hanno firmato gli atti per l’ospedale “diffuso”. Ecco cosa vuol dire “primato della politica” nella sanità di oggi di alcune Regioni. Anche su questo andrebbe fatta una riflessione.
 
Come avviene nel calcio, la VAR dovrebbe consentire di prendere una decisione “a caldo” prima che l’azione regionale prosegua lungo la direzione potenzialmente “sbagliata”. E come succede col VAR che può essere utilizzato solo in quattro precise situazioni, lo stesso potrebbe avvenire con la VAR da riservare ad atti regionali che ad esempio intervengono sulla rete ospedaliera in difformità col DM 70/2015. Quanto all’arbitro, questo in teoria ci sarebbe visto che un Tavolo per questa verifica in teoria già c’è. E non è quello del Presidente della Giunta, ma è l’apposito Tavolo ministeriale di Monitoraggio del DM ai sensi di una Intesa Stato-Regioni del 24 luglio 2015.
 
Claudio Maria Maffei
Coordinatore scientifico Chronic-On
 
 

Claudio Maria Maffei

19 Luglio 2021

© Riproduzione riservata

Dirigenti medici in servizio fino a 72 anni? C’è un errore nel Milleproroghe
Dirigenti medici in servizio fino a 72 anni? C’è un errore nel Milleproroghe

Gentile Direttore,nelle ultime settimane a grossi titoli è stato pubblicizzato in varie sedi la notizia che in virtù della legge n. 26 del 27-02-2026 (art. 5 comma 10 ter) i...

Il morbo K del Servizio Sanitario Nazionale: un mercato vero in un servizio finto
Il morbo K del Servizio Sanitario Nazionale: un mercato vero in un servizio finto

Gentile Direttoreil concetto di economia a “forma di K” (K-shaped) è stato introdotto dall’economista Peter Atwater nel periodo post pandemico, ed indica una divergenza in cui analizzando la forma della...

Accreditamento sanitario e sociosanitario. Il rischio di trasformare la fragilità in una gara amministrativa
Accreditamento sanitario e sociosanitario. Il rischio di trasformare la fragilità in una gara amministrativa

Gentile Direttore,negli ultimi anni il sistema sanitario e socio-sanitario italiano è entrato in una fase di trasformazione profonda. Il PNRR, la riorganizzazione della sanità territoriale, il DM 77, la revisione...

Modena, il caso della tentata strage e la psicologia popolare con i suoi pregiudizi
Modena, il caso della tentata strage e la psicologia popolare con i suoi pregiudizi

Gentile Direttore,  è difficile, in assenza di elementi specifici di conoscenza diretta del protagonista, dire qualcosa sul grave episodio di Modena. Ci si può però pronunciare sulle reazioni che ha...