Giornata Mondiale contro l’epatite. “C” come Curabile

Giornata Mondiale contro l’epatite. “C” come Curabile

Giornata Mondiale contro l’epatite. “C” come Curabile
La Giornata mondiale contro l’epatite ha posto l’accento sulla curabilità della epatite C. “C come curabile”è infatti il titolo della Campagna di informazione promossa da Gilead, con l’obiettivo di di sensibilizzare sulle modalità di contagio e sui comportamenti a rischio, sull’importanza di fare il test in quanto unico strumento per rilevare la presenza del virus e sconfiggerlo.

Mercoledì 28 luglio si è celebrata la Giornata Mondiale contro l’epatite, un’occasione importante per riportare l’attenzione sull’epatite C e sugli obiettivi di eliminazione globali fissati dall’OMS entro il 2030.

Nell’ambito delle attività della “campagna C come Curabile”, promossa da Gilead Sciences con il patrocinio di associazioni pazienti, società scientifiche e enti operanti nell’area delle malattie infettive, si è tenuta una diretta Instagram dedicata all’epatite C, realizzata in collaborazione con la community FriendZ Enterprise, un ecosistema di community verticali integrate con i principali social media, con l’Associazione pazienti EpaC Onlus, e con la partecipazione e la testimonianza di Massimiliano Conforti – Vicepresidente EpaC Onlus, guarito dalla malattia.

L’obiettivo è stato quello di sensibilizzare sulle modalità di contagio e sui comportamenti a rischio, sull’importanza di fare il test in quanto unico strumento per rilevare la presenza del virus e sul fatto che finalmente oggi l’epatite C è curabile.

Con il COVID-19 le attività di screening, diagnosi e cura dell’epatite C hanno subito un importante calo, un rallentamento nel percorso di eliminazione che rischia di allontanare l’Italia dagli obiettivi dell’OMS. Proprio per questo motivo non si può più aspettare.

In occasione della Giornata Mondiale contro l’epatite, la campagna “C come Curabile” ha previsto alcune importanti iniziative a livello digitale rivolte alla popolazione generale per riaprire il dibattito sull’epatite C e proseguire il percorso di informazione e sensibilizzazione sull’HCV, iniziato nel 2020 con l’obiettivo di combattere la malattia anche durante la pandemia. Attraverso il sito www.ccomecurabile.it e iniziative digitali, la campagna “C come curabile” vuole far conoscere l’infezione in tutti i suoi aspetti e portare l’attenzione sull’importanza di fare il test.

Effettuare il test dell’HCV è oggi l’unico modo per rilevare la presenza del virus, far emergere il sommerso e individuare i numerosissimi casi di persone inconsapevoli di aver contratto l’infezione, che oggi in Italia si stima siano circa 250-300.000 persone. Un obiettivo fondamentale per raggiungere l’eliminazione dell’infezione, oggi possibile grazie a farmaci in grado di curarla in oltre il 90% dei casi.

In questa direzione in Italia, attraverso il Decreto Milleproroghe che entrerà presto in vigore, sono stati inoltre stanziati 71,5 milioni di euro per realizzare una campagna di screening gratuito su tutte le persone nate tra il 1969 e il 1989, le persone seguite dai SerD e i detenuti nelle carceri.

Nel 2021 la campagna C come curabile si è arricchita di nuovi contenuti, consultabili e scaricabili in una nuova sezione dedicata all’interno del sito ccomecurabile.it, dedicati alle persone con più di 50 anni, tra le quali si riscontra oggi la maggiore prevalenza di epatite C.

L’obiettivo è di informare e incoraggiare anche le persone di questa fascia di età a fare il test: gli over 50 sono infatti la fascia di popolazione più a rischio di Epatite C, perché prima del 1989 il virus dell’HCV non era ancora stato scoperto e di conseguenza non si conoscevano né le modalità di contagio né le forme di prevenzione. Molte persone hanno contratto quindi la malattia senza saperlo e senza conoscere i rischi che questa comporta.

29 Luglio 2021

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