Malaria. Scovata la molecola che rende il sangue non adatto al suo sviluppo

Malaria. Scovata la molecola che rende il sangue non adatto al suo sviluppo

Malaria. Scovata la molecola che rende il sangue non adatto al suo sviluppo
La sigla che caratterizza questa molecola è ML276, e per scovarla alcuni scienziati statunitensi hanno analizzato quasi 350 mila molecole. Ma la mastodontica ricerca non è stata vana: la sostanza è capace di inibire l’enzima che permette al parassita Plasmodium falciparum di sopravvivere nei globuli rossi.

Un milione e duecentomila morti. Queste sono le vittime annuali della malaria, causata dal parassita Plasmodium falciparum, trasmesso alle persone dalla zanzara Anopheles. Un numero che per ora non accenna a diminuire, visto che non è mai stato sviluppato un vaccino efficace e il protozoo è capace di sviluppare resistenza alla maggior parte dei farmaci. Ma presto tutto ciò potrebbe cambiare: un team internazionale di scienziati dell’Università della California di San Diego sembrerebbero aver identificato il primo inibitore di un enzima chiave per la sopravvivenza del parassita responsabile della malaria. La scoperta è stata pubblicata su Journal of Medicinal Chemistry e potrebbe gettare le basi per lo sviluppo di un farmaco antimalarico efficace.
                                
Per trovarlo gli scienziati hanno analizzato nel dettaglio quasi 350 mila molecole catalogate nelle Molecular Libraries Small Molecule Repository (MLSMR) dei National Insitutes of Health statunitensi: è stato così che hanno trovato il modo di inibire il glucose-6-phosphate dehydrogenase (PfG6PD), un enzima che gioca un ruolo cruciale nello sviluppo e nella proliferazione del Plasmodium falciparum. “G6PD, nella forma ‘parassitaria’ catalizza il primo passo del processo che protegge il parassita stesso dallo stress ossidativo nei globuli rossi, creando un ambiente nel quale questo possa sopravvivere”, ha spiegato Lars Bode, autore senior dello studio. La ricerca era infatti partita proprio dalla scoperta che le persone che non presentano questa forma dell’enzima sono immuni alla malaria e ai suoi sintomi.

Proprio per questo suo ruolo e per la sua presenza nel sangue delle persone infette, gli scienziati hanno dunque tentato di identificare una sostanza capace di inibirne la forma parassitaria, ma non quella normale. “Non volevamo che le nostre azioni interferissero con le normali sostanze presenti nell’organismo, per evitare lo sviluppo di effetti collaterali pericolosi”, ha aggiunto Bode. Solo l’analisi dettagliata di tutte le molecole contenute nel ‘deposito’ degli NIH ha reso possibile trovare l’inibitore giusto: si tratta di una sostanza siglata ML276, che ha dimostrato appunto di riuscire a impedire la crescita dei parassiti malarici nei globuli rossi, anche quando i Plasmodium usati avevano dimostrato di avere sviluppato resistenza ad altri farmaci. “ML276 apre una prospettiva interessante per lo sviluppo di nuovi trattamenti antimalarici”, ha concluso Bode.
 
Laura Berardi

12 Agosto 2012

© Riproduzione riservata

Salute mentale. Dagli ospedali psichiatrici al territorio: arriva la nuova guida Oms per superare i ricoveri di lunga durata
Salute mentale. Dagli ospedali psichiatrici al territorio: arriva la nuova guida Oms per superare i ricoveri di lunga durata

Superare i lunghi ricoveri negli ospedali psichiatrici e accelerare il passaggio verso un’assistenza alla salute mentale basata sulla comunità, centrata sulla persona e rispettosa dei suoi diritti e delle sue...

Ebola. In Congo oltre 8.700 casi e 4.200 morti. Primo caso importato in Kenya, paziente deceduto
Ebola. In Congo oltre 8.700 casi e 4.200 morti. Primo caso importato in Kenya, paziente deceduto

Continua a espandersi l’epidemia di malattia da virus Bundibugyo nella Repubblica Democratica del Congo, mentre si registrano nuovi casi collegati al Paese anche oltre i confini nazionali. Al 6 ottobre...

Salute digitale. The Lancet, la tutela della salute non tiene il passo con l’innovazione. Allarme per bambini e adolescenti
Salute digitale. The Lancet, la tutela della salute non tiene il passo con l’innovazione. Allarme per bambini e adolescenti

Le tecnologie digitali hanno trasformato profondamente la società, ampliando le opportunità di comunicazione, conoscenza e progresso. Ma il loro impatto sulla salute, soprattutto quella di bambini e adolescenti, solleva interrogativi...

Sperimentazioni cliniche. Ema, dal 2027 diventa permanente il servizio europeo di consulenza per le autorizzazioni
Sperimentazioni cliniche. Ema, dal 2027 diventa permanente il servizio europeo di consulenza per le autorizzazioni

Diventa permanente il servizio europeo di consulenza per la preparazione delle domande di autorizzazione delle sperimentazioni cliniche. A partire da gennaio 2027, il progetto pilota ACT EU (Accelerating Clinical Trials...