Covid. Topol (Usa): “Variante BA.5 la peggiora vista finora. Servono vaccini, mascherine, sistemi di areazione e distanziamento”

Covid. Topol (Usa): “Variante BA.5 la peggiora vista finora. Servono vaccini, mascherine, sistemi di areazione e distanziamento”

Covid. Topol (Usa): “Variante BA.5 la peggiora vista finora. Servono vaccini, mascherine, sistemi di areazione e distanziamento”
"La capacità infettiva di BA.5 è più simile a Delta che alla precedente famiglia di varianti Omicron. Questa relazione è degna di nota perché estende la nota proprietà di fuga immunitaria di BA.5 anche a una maggiore infettività", spiega il fondatore e direttore dello Scripps Research Translational Institute. I ricoveri in terapia intensiva e i decessi sono "disaccoppiati", cioè non aumentano tanto quanto l'aumento dei ricoveri in area medica. Il che resta un problema per l'organizzazione e gestione ospedaliera dei casi.   

“La variante BA.5 ha una maggiore evasione immunitaria rispetto alle altre sottovarianti di Omicron. La capacità infettiva di BA.5 è più simile a Delta che alla precedente famiglia di varianti Omicron. Questa relazione è degna di nota perché estende la nota proprietà di fuga immunitaria di BA.5 (che ha dimostrato di essere meno reattivo agli anticorpi monoclonali Evusheld rispetto alle precedenti varianti Omicron) anche a una maggiore infettività. Questo potrebbe essere in linea con le segnalazioni aneddotiche di periodi molto lunghi per il test negativo dopo le infezioni da BA.5, spesso superiori a 10 giorni. L‘ho definita la variante peggiore che abbiamo visto finora per la sua gravità di evasione immunitaria e trasmissibilità rispetto a qualsiasi variante precedente della Sars-CoV-2″.

Così Eric Topol, fondatore e direttore dello Scripps Research Translational Institute, in un suo focus sulla variante che da tempo già circolare abbondantemente anche in Europa. Topol specifica però di definire questa variante la peggiore “non perché provochi una malattia più grave, il che è ancora poco chiaro ma possibile data la sua caratteristica di infettività simile a quella delta”. Un dato, quest’ultimo, anche di difficile interpretazione visto che “il nostro muro immunitario fa una grande differenza nel modo in cui percepiamo la malattia indotta da ogni variante successiva”. Quello a cui assistiamo in molti Paesi europei e negli Stati Uniti è “un modello di aumento dei ricoveri per BA.5, ancora in crescita, ma per lo più ben al di sotto di quanto osservato nelle ondate precedenti. La buona notizia è che, in generale, i ricoveri in terapia intensiva e i decessi sono disaccoppiati, cioè non aumentano tanto quanto l’aumento dei ricoveri”.

E in molti Paesi è così. “Oltre all’Europa e agli Stati Uniti – spiega lo scienziato statunitense – ci sono nuovi picchi di casi di BA.5 in Israele, Giappone, Singapore, Nuova Zelanda, Australia, Indonesia, Cina e Brasile. Molti di questi picchi di casi sono accompagnati anche da un aumento dei ricoveri ospedalieri. Negli Stati Uniti, mentre i casi confermati, che rappresentano solo una piccola frazione delle nuove infezioni effettive, si sono aggirati per settimane intorno ai 100.000, c’è stato un aumento significativo dei ricoveri e dei ricoveri in terapia intensiva, anche se ben al di sotto dell’ondata iniziale di Omicron (ora si spingono a 40.000 invece di 160.000 ricoveri al picco BA.1)”.

Nella contea di San Diego, dove vivo, la seconda contea più grande della California – prosegue – c’è stato un recente raddoppio delle reinfezioni, e questa potrebbe essere una grossolana sottostima dovuta alla mancanza di segnalazione dei casi confermati dalla PCR. L’aumento delle reinfezioni non è affatto sorprendente, date le caratteristiche di fuga immunitaria che sono state stabilite per la BA.5. La nostra migliore protezione contro le infezioni e le reinfezioni da BA.5 consiste ora in maschere di alta qualità e ben adattate, nella distanza fisica, nella filtrazione dell’aria, nella ventilazione e nella vaccinazione + richiami (come precedentemente esaminato)”.

Quanto ai prossimi vaccini aggiornati, Topol spiega che “nella migliore delle ipotesi, non ci sarà un richiamo specifico per il BA.5 prima di novembre o dicembre e questo rappresenta una strategia fallimentare di ricerca di varianti, sapendo bene che il BA.5 non sarà il virus dominante in circolazione tra 5 o 6 mesi. Dobbiamo anticipare il virus, smettendo di agire come spettatori con ‘speranza e preghiere’ che non peggiori di quello che stiamo affrontando ora. No, il BA.5 ci ha insegnato ancora una volta che il virus non si attenua e non scompare. Mentre il virus aumenta le sue mutazioni sotto la pressione della selezione, noi siamo diventati ironicamente immutabili, più resistenti a prendere una posizione aggressiva con i vaccini di seconda generazione e nasali che sono chiaramente alla nostra portata”, conclude.

11 Luglio 2022

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